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	<title>Message in a Book &#187; vampiri</title>
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	<description>Recensioni, interviste, articoli e news dal mondo della medio piccola editoria.</description>
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		<title>Intervista a Claudio Vergnani</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 06:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[A tu per tu con l'Autore]]></category>
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		<category><![CDATA[gargoyle books]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho intervistato con molto piacere Claudio Vergnani, autore della trilogia vampirica iniziata con Il 18° vampiro, Gargoyle Books editore. A.A.: Claudio, benvenuto su Message in a Book! Sono particolarmente lieta di averti qui perché la tua intervista è la prima &#8211; non su commissione &#8211; che faccio da circa un anno a questa parte. C.V.: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://messageinabook.com/wp-content/uploads/2011/09/claudio-vergnani.jpg" rel="lightbox[6638]"><img class="alignleft size-full wp-image-6649" title="Claudio Vergnani" src="http://messageinabook.com/wp-content/uploads/2011/09/claudio-vergnani.jpg" alt="" width="274" height="292" /></a>Ho intervistato con molto piacere Claudio Vergnani, autore della trilogia vampirica iniziata con <a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/il-18esimo-vampiro" target="_blank"><strong>Il 18° vampiro</strong></a>, Gargoyle Books editore.</p>
<p><strong>A.A.: Claudio, benvenuto su Message in a Book! Sono particolarmente lieta di averti qui perché la tua intervista è la prima &#8211; non su commissione &#8211; che faccio da circa un anno a questa parte.</strong></p>
<p>C.V.: E ti ringrazio per questo. È un grande complimento il tuo.</p>
<p><strong>A.A.: Le tue storie sono ambientate a Modena, città che non si scopre vampiresca solo oggi, vero?</strong></p>
<p>C.V.: Parti subito con una domanda che si rivela difficile. Sono costretto a rimandare proprio alla lettura de L’ora più buia. In ogni caso no, per quanto ai più possa sembrare sorprendente, Modena ha solide tradizioni occulte in generale e vampiriche nello specifico. Oggi è ricordata, purtroppo, solo per i tortellini, la Ferrari e Pavarotti. Ma è un’altra cosa, credetemi.</p>
<p><strong>A.A.: Interessante, dovrò venire a visitarla un giorno o l&#8217;altro&#8230;</strong></p>
<p><strong>Claudio l’autore e Claudio il protagonista narratore. Ho giocato un po’ su questa “ambiguità” nella recensione che ho scritto per </strong><a href="http://messageinabook.com/2011/09/recensione-il-36%C2%B0-giusto-di-claudio-vergnani/" target="_blank">Il 36° Giusto</a><strong>. Sai già dove voglio andare a parare&#8230; quanto vi assomigliate tu e il tuo omonimo?</strong></p>
<p>C.V.:<strong>  </strong>Scrivendo, trovo più semplice descrivere  ciò che conosco bene, luoghi, situazioni ed esperienze così come personaggi. Come ho detto in altre occasioni, questi ultimi sono profondamente ispirati a persone esistenti, narratore compreso. In realtà il personaggio Claudio si è un po’ discostato dal narratore Claudio. Ma non di troppo. Vogliamo bene alle stesse persone e la pensiamo allo stesso modo. Forse il primo è più onesto nelle descrizioni di sé stesso, ma visto che in fondo descrive me, la differenza non è poi troppa.  <img src='http://messageinabook.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>A.A.: Vergy, ormai te l’han ripetuto fino alla nausea, è il personaggio che maggiormente scatena fantasia e curiosità. Merito della particolare caratterizzazione, senza dubbio. Ne Il 36° Giusto lo scopriamo persino innamorato e romantico&#8230;</strong></p>
<p>C.V.: Vergy (nome ovviamente di fantasia) è ispirato a un ex commilitone dei tempi del Libano, strampalato personaggio in grado di unire una schietta violenza a sfumature quasi poetiche. Un ibrido tra un uomo d’azione tutto fegato e muscoli,  un pensatore acuto e salace e uno scanzonato romantico. Aveva il coraggio di distinguere senza tante balle tra buoni e cattivi, e sapeva che i buoni sono spesso troppo passivi. Una mosca bianca. Impossibile non utilizzarlo letterariamente.</p>
<p><strong>A.A.: Ho notato che i nostri (anti)eroi danno sempre un nome ai vampiri che incontrano. Strategia per esorcizzare la paura?</strong></p>
<p>C.V.: Be’, quello in effetti è un vezzo mio. Un’abitudine nata, come giustamente osservi tu, per sdrammatizzare ed esorcizzare le paure. È uno dei motivi, ad esempio, per cui Hitler veniva definito “Baffetto” e Stalin “Baffone”. Rimarranno ugualmente due spauracchi, ma in qualche modo, prendendoli in giro, ne ridimensioneremo almeno la prosopopea e quell’aura drammatica che ci incute rispetto, oltre che timore. Togliere a un mostro la sua seriosità è il primo passo per abbatterlo. E poi, sdrammatizzare ridendo, ci insegna Platone, ci differenzia dagli animali.</p>
<p><a href="http://messageinabook.com/wp-content/uploads/2011/09/claudio-vergnani2.jpg" rel="lightbox[6638]"><img class="alignleft size-full wp-image-6651" title="Claudio Vergnani" src="http://messageinabook.com/wp-content/uploads/2011/09/claudio-vergnani2.jpg" alt="" width="266" height="354" /></a><strong>A.A.: La scelta di suddividere il secondo romanzo in una serie di episodi &#8211; tra l’altro non equilibrati in lunghezza &#8211; è stata rischiosa, non trovi? Come l’hanno presa i tuoi lettori?</strong></p>
<p>C.V.: Credo l’abbiano presa bene. L’ultima cosa che volevo era offrire una minestra riscaldata a chi aveva avuto la generosità di spendere i propri soldini per acquistare un mio libro. Credo che tutto ciò sia apparso evidente. Ho scelto soluzioni narrative e stilistiche differenti (che personalmente trovo più interessanti e innovative rispetto a quelle, per esempio, de Il 18° vampiro). Poi, se avessi voluto semplicemente tentare la via del successo economico a tutti i costi, avrei battuto quella solita, romanzo pseudo storico + investigatore (magari monaco ficcanaso) + segreto legato alla Bibbia (magari Gesù che era in realtà il fratello di Giuda, fratello della regina di Saba e lo zio di Barabba) e il papa che conosce il segreto e lo vuole tenere nascosto sguinzagliando torme di sicari fuori di testa. Qualcosa così, insomma. <img src='http://messageinabook.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   Ma volevo provare altre strade. Usare il genere per uscire dal genere.</p>
<p><strong>A.A.: Io mi faccio delle grasse risate leggendo certe &#8211; frequenti &#8211; uscite di Claudio, Vergy e compagnia. E tu&#8230; quanto ti diverti? <img src='http://messageinabook.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>C.V.:  Qualche volta anche io. Era il nostro linguaggio quando eravamo insieme sotto le armi. E con Gabriele è ancora così.</p>
<p><strong>A.A.: Di’ la verità, sei un giocatore di ruolo&#8230; E, soprattutto, è davvero così grande il cimitero monumentale di Modena?</strong></p>
<p>C.V.: No, in verità non sono un giocatore di ruolo&#8230; Anche se diversi buoni amici miei lo sono. Il cimitero di Modena era così grande all’epoca in cui fu concepito, ma lo hanno in buona parte ridotto quando la città ha cominciato ad assediarlo e inglobarlo. Qualcosa però, nella parte più antica, è rimasta. Per chi fosse interessato, ho pubblicato delle foto <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=1359443866" target="_blank">sul mio profilo FB</a>.</p>
<p><strong>A.A.: Ho letto che c’è in circolazione un booktrailer de Il 18° vampiro. Parlamene un po’ e, soprattutto, mi lasci il link?</strong></p>
<p>C.V.: In realtà il booktrailer non esiste più. Paradossalmente era venuto così bene che i curatori hanno deciso – e io ero d’accordo con loro – di allungarlo, cambiare la storia e farne un corto di diverso soggetto.</p>
<p><strong>A.A.: È appena uscito L’ora più buia, ultimo capitolo della trilogia, e non vedo l’ora &#8211; appunto &#8211; di leggerlo. Senti la pressione dell’aspettativa che hai creato nei lettori?</strong></p>
<p>C.V.: No. Provo solo gratitudine. Comunque vada i miei lettori posso solo ringraziarli. E poi sono piuttosto sicuro che il romanzo li soddisferà. Anche certe scelte stilistiche e narrative de Il 36° Giusto &#8211; conclusa la trilogia &#8211; appariranno lampanti. L’ora più buia chiude un cerchio utilizzando da un lato elementi nuovi, e dall’altro riallacciandosi ad altri che erano piaciuti ne Il 18° vampiro, e ancora una volta il “genere” horror è solo un pretesto per dire altro senza prendersi troppo sul serio.</p>
<p><strong>A.A.: E adesso, cosa bolle in pentola?</strong></p>
<p>C.V.: Ho un paio di progetti, non necessariamente horror. Vedremo … Alla peggio verrò rivalutato postumo.</p>
<p><strong>A.A.: <strong>Ha ha ha! Beh, ti auguro di non dover tornare in (non)vita come certe personcine putrefatte e maleodoranti dei tuoi libri&#8230;</strong></strong></p>
<p><strong><strong></strong>Grazie per la disponibilità e a presto!</strong></p>
<p>C.V.: Be’, grazie a te. Se non fossi disponibile con le persone gentili e competenti che mi onorano dandomi spazio &#8211; per dirla alla Vergy &#8211; sarei proprio un coglione&#8230;</p>
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		<title>Recensione: Il 36° Giusto, di Claudio Vergnani</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 06:18:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attenzione: questo video contiene scene violente. Se ne sconsiglia la visione a bambini e a soggetti particolarmente sensibili. Del resto, a noi Twilight ci fa un baffo&#8230; httpv://www.youtube.com/watch?v=ACNx469aR-4 [Dal film Vampires, di John Carpenter] Più divertente e, se possibile, più sboccato del primo, Il 36° Giusto è il secondo capitolo della trilogia vampirica di Claudio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Attenzione: questo video contiene scene violente. Se ne sconsiglia la visione a bambini e a soggetti particolarmente sensibili.</strong></span> Del resto, a noi Twilight ci fa un baffo&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=ACNx469aR-4</p>
<p style="text-align: center;">[Dal film <em>Vampires</em>, di John Carpenter]</p>
<p>Più divertente e, se possibile, più sboccato del primo, <strong>Il 36° Giusto</strong> è il secondo capitolo della trilogia vampirica di Claudio Vergnani.</p>
<p>Ritroviamo Claudio (il protagonista, non l’autore!) e Vergy che, un po’ per sbarcare il lunario e un po’ per destino, si rassegnano di nuovo ad assumere il ruolo di cacciatori di vampiri, affiancati da una raffazonata, mutevole compagnia come nella migliore delle tradizioni.</p>
<p>Lo scenario non è più l’ignara Modena che avevamo lasciato: ormai i vampiri &#8211; o quel che ne resta, dopo la mattanza dei nostri antieroi &#8211; si sono palesati. La gente ha dovuto affrontare e poi convivere con quelle che da sempre aveva creduto creature di fantasia, ma che ora sono sotto gli occhi di tutti. Il più delle volte, almeno nei quartieri bonificati del centro, sono soltanto scabrose ma innocue presenze che i cittadini segnalano e vengono facilmente fatte sparire da poliziotti senza scrupoli &#8211; annosa questione: mostri loro, o mostri noi? &#8211; o privati <em>operatori ecologici</em>.</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Il_36_Giusto.jpg" rel="lightbox[6533]"><img class="alignleft" title="il 36° giusto" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Il_36_Giusto.jpg" alt="" width="158" height="228" /></a>È a uno di questi che i protagonisti si rivolgono in cerca di un lavoro semplice&#8230; che ovviamente non si rivelerà tale. Inizia una serie di missioni che vede il gruppo di moderni Van Helsing impegnati a controllare e ripulire la periferia. Episodi &#8211; almeno in apparenza &#8211; scollegati tra loro, che mi hanno pertanto lasciata un po’ perplessa, a chiedermi dove si volesse andare a parare. Solo alla fine si intravede il <em>fil rouge</em>, ma Claudio (questa volta l’autore!) sappia che mi aspetto di riannodare tutti i fili nel terzo romanzo.</p>
<p>Infatti, mentre <a href="http://messageinabook.com/2010/01/il-18%C2%B0-vampiro-claudio-vergnani/"><strong>Il 18° vampiro</strong></a> poteva leggersi anche come una storia a sé stante, <strong>Il 36° Giusto</strong> non finisce, ci lascia sul più bello come il “to be continued” dei telefilm. Cosa che, di norma, non gradisco affatto in un romanzo, e che mi ha fatto da tempo desistere dal tuffarmi in qualche nuova saga. A suo favore c’è da dire però che si tratta solo di una trilogia &#8211; 3 è ancora il numero perfetto &#8211; e che comunque avevo già deciso di leggerli tutti, perché <em>il ragazzo ci sa fare</em>.</p>
<p>Godibilissimo &#8211; nonostante, ahimè, i numerosi refusi &#8211; soprattutto nell’avventura, che definirei <em>epica</em>, all’interno del cimitero monumentale. Vergnani si dilunga troppo, rispetto agli altri episodi narrati, ma glielo si perdona facilmente perché proprio qui dà il meglio di sé, con un rocambolesco percorso che sa di <em>dungeon</em> e non stanca per varietà di ambienti e accadimenti.</p>
<p>È stato un piacere tornare a leggere di vampiri <em>brutti e cattiv</em>i, ma anche un po’ artisti (splatter, ovviamente); di cacciatori che non sono affatto supereroi ma, anzi, hanno dalla loro un mix di fortuna, disperazione e benzodiazepine.</p>
<p>Alla prossima, Claudio (e qui ce l&#8217;ho con entrambi!).</p>
<p>Dal romanzo:</p>
<blockquote><p>«Sii più rispettoso».<br />
«Ok, l&#8217;anziana».<br />
«Se ho capito bene», rispose con l&#8217;aria di uno che non ha capito un cazzo, «direi che la vecchia bagascia sta più o meno in quella zona là in fondo, probabilmente in quel casermone a lato del campo di calcio. Giù di lì, comunque, perché dalla finestra vede l&#8217;ingresso principale del cimitero».<br />
Mi feci passare il binocolo e diedi un&#8217;occhiata. Non si vedeva anima viva, né nel casermone presunta abitazione della cliente, né dalle parti del cimitero, né in nessun altro luogo. Ciò bastò a farmi sentire meglio. Magari avremmo potuto tornare indietro prima del previsto. Restituii il binocolo a Vergy e mi sistemai alla meno peggio, sedendomi a gambe incrociate sul tetto. Visto che dovevamo rimanere in osservazione, tanto valeva mettersi comodi. Anche perché, se da un lato la ciucca stava rientrando, dall&#8217;altro cominciavo ad avvertire gli inconfondibili prodromi del mal di testa. Mentre Vergy mi si sedeva accanto, tolsi dal tascone laterale dei pantaloni il blister accartocciato dei Nurofen e ne buttai giù un paio a secco.<br />
«Ho bisogno di chiudere gli occhi dieci minuti», gli comunicai. «Lo so, lo so&#8230; L&#8217;importante è che stia bene io».<br />
«D&#8217;accordo», acconsentì sorridendo. «Per ora la situazione mi sembra sotto controllo. Se c&#8217;è qualcosa ti chiamo».<br />
Presi lo zaino e me lo sistemai sotto la testa. Sdraiato su quel tetto in rovina, rimasi per qualche secondo a osservare il cielo che scuriva. Sulle nubi mosse dal vento perdurava il riflesso arancione del tramonto. Poi, quasi senza che me ne accorgessi, il profilo lontano della città fu inghiottito dall&#8217;addensarsi della nebbia, proprio mentre gli ultimi fragili riflessi del sole svanivano come se non ci fossero mai stati.</p></blockquote>
<p>Titolo: Il 36° Giusto<br />
Autore: Claudio Vergnani<br />
Casa Editrice: Gargoyle Books<br />
Sito: <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a><br />
ISBN: 978-88-89541-48-7<br />
Prezzo: 15 €<br />
Anno: 2010<br />
Genere: horror</p>
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		<title>Escono per Gargoyle Books: il circo dei vampiri, di Richard Laymon e I vampiri dell&#8217;11 settembre, di Clanash Farjeon</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 06:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Callipo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[gargoyle books]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[richard laymon]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa a cura di www.gargoylebooks.it/site/ IL CIRCO DEI VAMPIRI di Richard Laymon Lo spettacolo itinerante dei Vampiri Venite a vedere. La sola e unica VAMPIRA in cattività! Valeria Splendida! Affascinante! Letale! Questa incantevole bellezza, nata nelle selvagge terre della Transilvania, dorme di giorno nella sua bara, e di notte si nutre di sangue di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Comunicato stampa a cura di <a href="http://www.gargoylebooks.it/site/" target="_blank">www.gargoylebooks.it/site/</a></em></p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Il_Circo.jpg" rel="lightbox[6386]"><img class="alignleft" title="il circo dei vampiri" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Il_Circo.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL CIRCO DEI VAMPIRI</strong><br />
di Richard Laymon</p>
<p><em>Lo spettacolo itinerante dei Vampiri</em><br />
<em>Venite a vedere.</em><br />
<em>La sola e unica VAMPIRA in cattività!</em><br />
<em>Valeria</em><br />
<em>Splendida! Affascinante! Letale!</em><br />
<em>Questa incantevole bellezza, nata nelle selvagge terre della Transilvania, dorme di giorno nella sua bara, e di notte si nutre di sangue di sconosciuti.</em><br />
<em>Guardate Valeria risorgere dalla morte!</em><br />
<em>Guardatela dare la caccia a volontari scelti fra il pubblico!</em><br />
<em>Tremate, mentre lei affonda i canini nel loro collo!</em><br />
<em>Urlate, mentre cena con il loro sangue!</em><br />
<em>Un solo spettacolo, venerdì a mezzanotte, 10 $ (vietato ai minori di 18 anni)</em></p>
<p>Estate 1963, Grandiville,  America rurale: in un assolato venerdì di agosto, tre amici sedicenni  &#8211; Dwight  (l&#8217;io narrante), il capelluto e cicciottello Rusty e la graziosa Slim (che in  realtà si chiama Frances ma che, detestando il nome vero, lo muta periodicamente  a seconda delle letture che fa) &#8211; apprendono, da ammiccanti volantini  sapientemente affissi ad ogni albero e palo della luce, dell&#8217;arrivo di un gruppo  di artisti girovaghi, e sono immediatamente e irresistibilmente attratti dallo  show previsto per la mezzanotte, che annuncia la presenza di Valeria, autentica  e meravigliosa vampira in cattività.<span id="more-6386"></span> Lo Spettacolo Itinerante dei vampiri è,  però, vietato ai minori di 18 anni e, soprattutto, si tiene nell&#8217;arena del Campo  di Janks, un&#8217;isolata radura a tre kilometri dalla città, su cui &#8211; dopo un  tentativo fallito di riqualificazione &#8211; continua a gravare una fama di  raccapricciante orrore: nove anni prima, infatti, proprio il padre di Dwight, in  qualità di capo della polizia municipale, vi aveva scovato il sordomuto Tommy  Janks intento a cibarsi di un cuore umano, messo a rosolare su un fuoco  improvvisato. Il macabro organo risultò appartenere a una giovane scomparsa  quell&#8217;estate, i cui resti vennero poi ritrovati assieme a quelli di cinque  ragazze irrintracciabili dallo stesso periodo e a 17 altri cadaveri, smembrati  plausibilmente molto tempo prima.</p>
<p>Come fare per ovviare  alle due grosse incognite?</p>
<p>Benvenuti al Circo dei  vampiri!</p>
<p><strong>LIBRO</strong><br />
Ne <em>Il circo dei  vampiri,</em><strong> </strong>il soprannaturale è più  evocato che manifesto, sono, infatti, primariamente la paura e il terrore  psicologico, trasferiti in un contesto realistico, ad assumere una funzione  fondamentale, pervadendo la storia dal principio alla fine. Tre amici si  affacciano alla maggiore età insieme, confrontando la loro purezza di sentire  con la sconcezza del male, rappresentato dagli adulti. Fulcro della narrazione  sono, dunque, i giovani protagonisti, con i quali il lettore familiarizza senza  sforzo attraverso i dialoghi incalzanti, i serrati battibecchi, gli svelti botta  e risposta, resi dall&#8217;autore per catapultare immediatamente nell&#8217;atmosfera a  tinte forti della storia. Laymon, come di consueto, utilizza gli stilemi del  genere a modo suo, mettendoli al servizio dei sentimenti umani più viscerali:  amore, amicizia, sensualità si scontrano con la brutalità del mondo in una trama  di vivida violenza. L&#8217;enfatica emozionalità  adolescenziale fatta di torbida  inquietudine e tumulto  interiore procede di pari passo a  una<em> suspense</em> destinata a deflagrare nell&#8217;esplosione conclusiva  all&#8217;insegna di un feroce<em> gore </em>grand-guignolesco.</p>
<p>In un&#8217;ideale linea di  continuità con <em>The Body</em> di Stephen King (1982), <em>Boy&#8217;s Life </em>di  Robert McCammon<em> </em>(1991, <em>Il ventre del lago</em>, Interno Giallo  1992), <em>Summer of Night</em> di Dan Simmons (1991, <em>L&#8217;estate della paura, </em>Interno Giallo 1994, Gargoyle 2006 ed. integrale), e ancora i racconti  kinghiani dell&#8217;antologia<em> Hearts in Atlantis </em>(1999, <em>Cuori in  Atlantide</em>, Sperling &amp; Kupfer 2000), <em>Il circo dei vampiri </em>costituisce un mirabile  romanzo d&#8217;iniziazione. Il regista indipendente  Chris Siverlson ne ha tratto una sceneggiatura che diventerà un film a breve  termine.</p>
<p><strong>AUTORE</strong><br />
<strong>Richard Laymon</strong>, nato nel 1947 a  Chicago, ma californiano d&#8217;adozione, è stato tra i più originali  autori di horror contemporaneo con oltre 30 romanzi e 65 racconti, reputato un  autentico Maestro all&#8217;avanguardia del genere. Laureato in Letteratura inglese,  prima di dedicarsi completamente alla scrittura, lavora come insegnante e  bibliotecario. Ancora poco conosciuto negli Stati Uniti, raggiunge, invece, un  successo significativo in Europa, specie nel Regno Unito, e viene tradotto in 15  lingue. Dal 2000 al 2001 è presidente dell&#8217;Horror Writer Association, da cui  aveva precedentemente ricevuto una nomination per il Bram Stoker Award con  <em>Flesh </em>(1987, <em>La carne</em>, Fanucci 1993) e <em>Funland</em> (1989,  <em>Il luna-park dell&#8217;orrore, </em>Sperling &amp; Kupfer 1993). Il prestigioso  riconoscimento è ottenuto da Laymon postumo per <em>The Travelling Vampire Show </em>nel 2001, anno della sua morte per un fulminante attacco di cuore. ll  romanzo viene ora finalmente pubblicato in italiano da Gargoyle con il titolo  <em>Il circo dei vampiri</em>.</p>
<p><strong>HANNO DETTO</strong><br />
<em>Se vi manca un libro di  Laymon, vi siete persi una prelibatezza.</em><br />
Stephen King</p>
<p><em>Ho letto ogni libro di  Laymon mi sia passato tra le mani. Sono un suo fan di lungo corso. Se vi manca  un libro di Laymon, vi siete persi una prelibatezza.</em><br />
Jack  Ketchum</p>
<p><strong><em>Richard  Laymon</em></strong><strong><em> </em></strong><em>era l&#8217;ultimo, vero autore  &#8220;pulp&#8221; della sua generazione [.], che amava fare quello che faceva e aveva  grande rispetto per l&#8217;horror. Scriveva per intrattenere il suo pubblico e usava  dire che <strong>&#8220;</strong><em><em>scrivere  anche di morte e di orrore è comunque vita</em></em>&#8220;. Un autore  autentico, che lasciò un grande vuoto alla sua morte in tutti gli appassionati.  Per questo oggi, a distanza di così tanti anni, sapere che </em>Il circo dei vampiri  <em>(</em>The Travelling Vampire Show<em>) </em><em>- </em><em>un suo inedito almeno in  Italia </em><em>- </em><em>arriva  adesso nelle nostre librerie, è motivo di grande soddisfazione. </em><br />
Andrea G. Colombo, &#8220;Horror.it&#8221;</p>
<p>Il circo dei vampiri<em> </em><em>non  è una classica storia di vampiri [.]. L&#8217;orrore presente nel romanzo è molto  umano, mescolato con una storia di amicizia, di crescita di tre adolescenti  attraverso esperienze forti e scioccanti. Laymon ipnotizza il lettore  l&#8217;evocazione del mistero e dello sgomento e con la veemente vividezza dei  dialoghi, che costruiscono personaggi credibili e appassionanti, attraverso una  scarna e sensuale scrittura, che non permette di sentirsi sempre a proprio  agio.</em><br />
Alessandro Manzetti,  &#8220;Il Posto Nero&#8221;<em> </em></p>
<p><em>Laymon porta se stesso  sempre al massimo. Non c&#8217;è nessuno che scriva come lui, e credo che qualunque  cosa scriva, vi piacerà.</em><br />
Dean Koontz</p>
<p><em>Laymon è Stephen King  senza una coscienza.</em><br />
Hank Wagner, &#8220;Hellnotes&#8221;<em> </em></p>
<p><em>Laymon è incapace di  scrivere un libro deludente.</em><br />
&#8220;New York Review of  Science Fiction&#8221;</p>
<p>Titolo: Il circo dei vampiri<br />
Autore: Richard Laymon<br />
Casa editrice: Gargoyle Books<br />
ISBN: 978-88-89541-57-9<br />
Pagine: 384<br />
Prezzo: 16,00 €</p>
<p style="text-align: left;">***</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Vampiri-BASSA.jpg" rel="lightbox[6386]"><img class="alignleft" title="i vampiri dell'11 settembre" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Vampiri-BASSA.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a><strong>I VAMPIRI DELL&#8217;11 SETTEMBRE</strong><br />
di Clanash Farjeon</p>
<p><em>«Sono venuto in possesso di una videocassetta da una fonte  segreta. Una persona di cui mi fido ciecamente, per cui so per certo che  è vera. È una conferma di quanto sostengo sul Pentagono e sul luogo  dello schianto a Shanksville. A tratti è raccapricciante, a tratti  comico. È una follia che sia stata girata, ma capisco perché chi lo ha  fatto ha pensato che non ci fossero rischi. Il travestimento da mostri è  sempre stata la loro mostruosità. Un posto dove i comuni mortali non  osano andare. Come tutti i cliché, è vero che gli assassini tornano sul  luogo del delitto. Il sadismo ha bisogno di rivisitare i propri orrori.»</em></p>
<p>New York, prima mattina del 7 ottobre 2001: Luciano Perretti e Jim  Gonzalez, due tra i tantissimi operai impegnati nelle articolate azioni  di soccorso a Ground Zero, svelano a un giornalista di Al Jazeera di  aver visto il Vice-Presidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, aggirarsi  tra le macerie delle Twin Towers sotto forma di vampiro. La notizia  giunge alla direzione di Enigma, rivista inglese dedicata al  soprannaturale e all&#8217;occulto, che decide di compiere degli  approfondimenti, in vista della pubblicazione di un pertinente dossier, e  manda sul posto l&#8217;inviato Michael Davenport. Lo stesso reporter che  soltanto quattro anni e mezzo prima si era trovato coinvolto, suo  malgrado, in una scabrosissima vicenda legata alla dinastia dei  Portillo, signori della droga di Ciudad Juarez, metropoli messicana tra  le più violente del mondo.</p>
<p><img title="Continua..." src="http://messageinabook.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />Nella  New York sventrata del post-11 settembre, Michael fa una serie di  incontri, riprendendo vecchi contatti come quello con il suo ex cognato  David Giudice, e intessendone di nuovi (tra gli altri, il facoltoso  Louis Lamy e l&#8217;intellettuale impegnato Warren Alan Jones) ma,  soprattutto, ha anche lui delle strane visioni, scoprendo di non essere  l&#8217;unico, giacché &#8211; oltre a Perretti e Gonzalez &#8211; sono tante le persone  che, sul suolo statunitense, vedono cose davvero singolari, se non  inquietanti. a esserne oggetto, infatti, sono principalmente i pezzi  grossi dell&#8217;amministrazione Bush, quali il summenzionato Cheney, il  Consigliere della Sicurezza Nazionale, Mrs Condoleezza Rice, il navigato  consulente politico Henry Kissinger, il Segretario della Difesa, Donald  Rumsfeld, nonché alti papaveri dell&#8217;esercito. Si tratta del cosiddetto  gruppo dei &#8220;Vulcani&#8221;, che appare sempre sotto spoglie  vampiresco-spettrali e nelle occasioni più impensate. Intanto David  muore misteriosamente. è stato suicidio od omicidio? E perché Michael  comincia a venire pedinato? È unicamente l&#8217;FBI interessato a  controllarlo? Malgrado i pericoli crescenti, l&#8217;indagine del giornalista  continua, fino ad approdare a Washington.</p>
<p><strong>LIBRO</strong><br />
Horror decisamente peculiare, nel quale il ricorso all&#8217;elemento  terrifico è meramente allegorico (non mostri reali ma umani percepiti  come mostri), il romanzo I vampiri dell&#8217;11 settembre serve in maniera  avvincente la furia di denuncia del suo autore verso l&#8217;amministrazione  Bush, le cui bramosie egemoniche vengono considerate tra i motivi  principali della tragedia dell&#8217;11 settembre. Alla sua terza opera  letteraria &#8211; dopo Le Memorie di Jack lo Squartatore (2003) e I vampiri  di Ciudad Juarez (2010), Clanash Farjeon sferra un poderoso attacco  contro l&#8217;arroganza del potere, la sua doppiezza, la sua connaturata  corruttibilità, sullo sfondo di uno degli eventi storici più gravi del  Terzo millennio.</p>
<p>L&#8217;orrore, per Farjeon, consiste essenzialmente nella paura, medium di  controllo e manipolazione da parte del potere politico, il quale  nasconde la ricerca della verità a favore dell&#8217;individuazione spasmodica  di un caprio espiatorio su cui accanirsi. La denigrazione e la  demolizione sistematiche contro questo capro espiatorio risultano  funzionali a placare l&#8217;opinione pubblica, specie se profondamente  stressata da un trauma della portata di Ground Zero. Da qui, dunque, la  fabbricazione di prove dell&#8217;amministrazione Bush per giustificare  l&#8217;invasione USA dell&#8217;Iraq e la conseguente guerra, di cui il  Vice-Presidente Dick Cheney seguita da più parti a venire reputato  l&#8217;ideatore (non casuale il tentativo d&#8217;impeachment nei suoi confronti  con l&#8217;accusa di aver contraffatto delle informazioni ricevute dai  Servizi Segreti per stabilire un legame tra Iraq e Al-Qaida,  legittimando così la giustezza del conflitto).</p>
<p>Privo di qualunque perentorietà, traboccante umorismo, gusto sapido  del racconto e sferzante estro, I vampiri dell&#8217;11 settembre si configura  come un testo molto ambizioso nella sua miscela di invettiva civile,  satira politica e fiction, dimostrando ancora una volta le molteplici  prospettive narrative del genere horror.</p>
<p><strong>AUTORE</strong><br />
<strong>Clanash Farjeon</strong> è l&#8217;anagramma di Alan John Scarfe. Nato  nel 1946 nella contea dell&#8217;Inghilterra meridionale dell&#8217;Hertfordshire,  si trasferisce ancora bambino in Canada. Formatosi all&#8217;Università  britannica della Columbia e all&#8217;Accademia di Arte Drammatica di Londra, è  conosciuto specialmente come attore di teatro classico, avendo  interpretato oltre 100 ruoli (tra cui Re Lear, Otello, Amleto, Faust,  Zio Vanja, Cyrano de Bergerac, l&#8217;Enrico IV di Pirandello), ma è al  contempo autore di diverse regie teatrali. Ha recitato in più di 40 film  e in innumerevoli serie Tv, tra cui Star Trek: Voyager e Star Trek: The  Next Generation, in quest&#8217;ultima accanto alla moglie Barbara Macza (in  arte Barbara March), attrice di origini polacche, anch&#8217;essa di  formazione teatrale. La coppia ha due figli, Jonathan, anch&#8217;egli attore,  e Tosia, compositrice e cantante d&#8217;opera con la passione per il rock.</p>
<p>Per i tipi Gargoyle, Scarfe ha pubblicato Le Memorie di Jack Lo  Squartatore (2008) e I vampiri di Ciudad Juarez (2010), primo capitolo  di una trilogia vampiresca, cui segue ora I vampiri dell&#8217;11 settembre.</p>
<p><strong>HANNO DETTO</strong><br />
I vampiri dell&#8217;11 settembre è un horror visionariamente politico, capace  di scagliarsi contro questo potere come aveva fatto  cinematograficamente a suo tempo Brian Yuzna con The Society. Di più,  Clanash Farjeon, anagramma di Alan John Scarfe, usa la satira per  criticare l&#8217;operato dell&#8217;ex presidente degli Stati Uniti e della sua  amministrazione negli avvenimenti dell&#8217;11 settembre 2011. [.] La storia  assemblata da Farjeon ha un ritmo narrativo esemplare, battute  azzeccate, colpi di scena quasi sempre efficaci e credibili dove la  forte spinta etica si amalgama al coté horror, in un perfetto equilibrio  di denuncia e intrattenimento. Alla fine la componente vampirica è un  fondale su cui si muove un orrore ben più grande.<br />
<em>Sergio Rotino &#8211; L&#8217;informazione</em></p>
<p>Clanash Farjeon ci propone un romanzo assolutamente fuori dagli  schemi in grado di fondere con sorprendente acume, orrore e politica,  satira e mistero. I vampiri di cui si tratta, pur rimandando a sette  segrete e riti esoterici, non hanno niente di soprannaturale, essi sono  tristemente reali, persone dall&#8217;animo corrotto che inseguono brame di  potere giocando con il destino dell&#8217;umanità. I personaggi di fantasia si  muovono all&#8217;unisono con quelli reali mettendone a nudo il lato oscuro.  Il presidente Bush con la sua first Lady, Condoleezza Rice, Richard  Cheney, divengono così attori di una storia terrificante e grottesca.  Rivelando anche una certa dose di coraggio, l&#8217;autore non esita a  ritrarli in veste caricaturale né a sottolinearne, all&#8217;occorrenza, la  miseria umana. [.] Che si condivida o meno la teoria del complotto qui  sostenuta, resta impossibile liberarsi dall&#8217;idea che qualcosa in  quell&#8217;11 settembre non sia andato esattamente così come ci è stato  raccontato. [.] Un&#8217;ottima opera d&#8217;intrattenimento come questa diviene  allora un esplicito invito alla presa di coscienza, una partitura di  note distorte o stonate su cui vale la pena riflettere.<br />
<em>Miriam Mastrovito &#8211; Strepitesti</em></p>
<p>I vampiri di Farjeon non sanno di esserlo e vivono le loro esistenze  &#8220;corrotte e depravate&#8221; in un turbine di vizio e colpa, superficialità e  vuoto pneumatico.<br />
I loro denti insanguinati sono metafora lampante e terribile di una  classe politica che da secoli sta vampirizzando le risorse e le forze  dinamiche dell&#8217;uomo.<br />
<em>Eduardo Vitolo &#8211; Il mondo di Edu</em></p>
<p>Romanzo coraggioso e pieno di amare considerazioni, frutto  dell&#8217;impegno politico di Farjeon, il quale ripropone in chiave horror le  oscure tematiche che fanno da sfondo all&#8217;evento che ha sconvolto e  cambiato gli Stati Uniti.<br />
<em>Daniela Bolognini &#8211; Il Catafalco</em></p>
<p>[.] l&#8217;11 settembre è divenuto un mito moderno, il cui stesso  &#8220;consumo&#8221; ne ha fatto un&#8217;icona sospesa tra realtà e allucinazione. Per  quel che riguarda la letteratura, il panorama è straordinario, e sono  diversi i romanzi &#8220;post-traumatici&#8221; pubblicati negli ultimi anni degni  di nota [.]; ognuno ha un suo registro preferenziale, e il realismo cede  spesso a una dimensione sospesa tra il magico e i confini del reale,  mentre l&#8217;inconscio riemerge e spadroneggia. Quel che il mainstream non  può fare dichiaratamente lo fa il genere, in primis l&#8217;horror che si  impossessa alla sua maniera e con i suoi mezzi &#8211; né pochi né banali &#8211;  dell&#8217;orrore supremo di Ground Zero.<br />
<em>Danilo Arona, L&#8217;11 settembre: fantasmi della mente e letteratura horror</em></p>
<p>Il romanzo di Clanash Farjeon ricorre alla cupa realtà per dar corpo a  una fiction caratterizzata da una tecnica narrativa cinematografica e  da una prosa godibile per lo stile ironico e leggero, che, a tratti,  assume un tono quasi da commedia horror-surreale.<br />
<em>Maurizio Crispi &#8211; Italia Informazioni</em></p>
<p>Ricco di scene forti, battute di gran classe, un ritmo senza cadute e  una spassosa vivacità d fondo, il libro è una denuncia tutt&#8217;altro che  velata contro la perversità del potere.<br />
<em>Giovanni Scalambra &#8211; Stradanove</em></p>
<p>Titolo: I vampiri dell&#8217;11 settembre<br />
Autore: Clanash Farjeon<br />
Casa editrice: Gargoyle Books<br />
Collana: Nuovi Incubi<br />
ISBN: 978-88-89541-55-5<br />
Pagine: 311<br />
Prezzo: 14,50 €</p>
<p><em>Fonte <a href="http://www.gargoylebooks.it/site/" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/</a></em></p>
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		<title>Escono per Gargoyle Books: Il libro di Renfield, di Tim Lucas e La figura di Cera, di Riccardo D&#8217;Anna</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 06:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Callipo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Comunicato stampa a cura di <a href="http://www.gargoylebooks.it/" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></em></p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Renfield%20.jpg" rel="lightbox[5855]"><img class="alignleft size-full wp-image-5856" title="il libro di renfield" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Renfield%20.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Tim Lucas<br />
<strong>Il libro di Renfield</strong><br />
<em>La vera storia del discepolo di Dracula</em></p>
<p>È in tutto e per tutto il Renfield stokeriano quello che ci presenta Tim Lucas nelle sue pagine: siamo nel 1885, a Purfleet, località rurale dell&#8217;Inghilterra sud-orientale, dove sorge il manicomio di Carfax. Qui, sotto le cure e la sorveglianza del dottor John Seward, direttore dell&#8217;istituto, è confinato il quasi sessantenne R. M. Renfield, uomo facile alla collera, <em>stordito </em>dall&#8217;alienazione e<em> sordo </em>a qualsiasi dirittura, che trangugia insetti e cita versetti della Bibbia, ottemperando al ruolo di Messaggero di un misterioso, malvagio e potentissimo Signore, con cui è in comunicazione medianica.<br />
<span id="more-5855"></span>A poco a poco lo psichiatra diventa depositario delle confidenze del singolare paziente, apprendendo della sua infanzia infelice: abbandonato in un bosco all&#8217;età di un anno, Renfield viene trovato da un reverendo che gli trasmette il cognome e cerca di darlo in adozione. A seguito di alcune mortificanti esperienze trascorse presso un paio di famiglie, il curato si risolve a riprendere con sé il trovatello. A eccezione del pietoso reverendo, Renfield avverte attorno a sé solo disamore e diffidenza da parte degli esseri umani, sviluppando per questo un viscerale attaccamento agli animali, suoi unici amici, dai quali percepisce incondizionata accettazione. Un giorno bussa alla canonica una donna rozza e ottusa di nome Moira, che chiede di venire accolta come domestica. Tra questa e il bambino nasce una subitanea e istintiva avversione che porta il piccolo Renfield a misurarsi con un&#8217;inclinazione alla crudeltà fino ad allora sopita. È solo l&#8217;inizio di una parabola di dolore e follia, dove aleggiano inquietanti presenze. Ad opprimere Renfield è, infatti, un&#8217;occulta malìa che sembra destinata a sommergere oltre che lui anche il mondo intero.</p>
<p>Nel suo celebre saggio <em>The Annotated Dracula</em>, Leonard Wolf &#8211; tra i massimi studiosi del personaggio e dell&#8217;opera stokeriana &#8211; scrive: «Con il suo brusco annuncio, <em>Il Maestro è vicino</em>, Renfield assume il ruolo di un anti-Giovanni Battista che proclama la nascita di un anti-Cristo», così come il Battista annunciava l&#8217;avvento di un Dio buono e misericordioso, Renfield annuncia l&#8217;imminente arrivo in Occidente, <em>in primis</em> nell&#8217;Inghilterra vittoriana, di un&#8217;entità straniera, portatrice di lutto e sciagura. Renfield appartiene dunque all&#8217;inquietante stirpe degli annunciatori, di coloro che danno l&#8217;allarme, che avvertono della prossimità di eventi sconvolgenti. Ed è proprio l&#8217;esaltazione di quest&#8217;importantissimo ufficio a costituire la fertile materia narrativa dai disarmanti risvolti del <em>Libro di Renfield</em> di Tim Lucas.</p>
<p>La struttura dinamica del romanzo &#8211; formata, da un lato, dai diari privati dello psichiatra Seward e dall&#8217;altro dalle trascrizioni stenografiche dei racconti del paziente Renfield &#8211; agevola la messa a fuoco di molteplici prospettive, sfaccettature e dettagli, nonché il sedimentarsi di un tono incredibilmente realistico.</p>
<p>Si ha, così, l&#8217;impressione di trovarsi dinnanzi a una sorta di documentario letterario in corso d&#8217;opera, attraverso cui il lettore viene direttamente immesso nella mente deformata di Renfield, comprendendo a pieno i motivi che lo hanno spinto a porsi come ambasciatore del Male.</p>
<p>Lucas rende manifesto il tributo d&#8217;ispirazione a <em>Dracula </em>innestando nel suo romanzo stralci originali che evidenzia in grassetto.</p>
<p>Questa vivida e costante interlocuzione con l&#8217;opera stokeriana attraverso la selezione di alcune sue parti ha l&#8217;effetto di enfatizzare particolari significati e atmosfere, altrimenti solo evocati. Lucas è, dunque, autore che non sfugge l&#8217;intertestualità, anzi la cerca, la esplicita, l&#8217;esalta. «Cosa fanno molti dei narratori migliori se non tracciare dei parallelismi», egli afferma. <em>Il libro </em><em>di Renfield</em> è diventa, dunque, testo emblematico della validità di continuare ad attingere dalla storia, inclusa, la storia della letteratura, detentrice di un ruolo di primo piano nella decodifica del reale. Mostrando il suo debito di riconoscenza al <em>Dracula </em>stokeriano, Lucas ne sancisce, quindi, non solo la perdurante modernità, ma persino l&#8217;attualità. In tal senso può leggersi il collegamente con l&#8217;11 settembre &#8211; il Grande Lutto americano prima e occidentale poi &#8211; che lo scrittore attua verso la fine del suo romanzo<em> </em>inserendovi un articolo originale scritto all&#8217;indomani di Ground Zero dall&#8217;amico newyorkese Richard Harland Smith, il quale, per spiegare i sentimenti di devastante precarietà che attanagliano lui e i suoi concittadini, li paragona a quelli provati da alcuni personaggi dell&#8217;opera stokeriana verso il catastrofico infiltrarsi di Dracula<em> </em>nelle loro esistenze.</p>
<p>Agendo da monito contro la seduzione del Male &#8211; un Male che spesso non si è in grado di riconoscere, né tanto meno di combattere e che forgia adepti, responsabili di delitti terribili compiuti in nome di una fede accecante qualsiasi razionalità &#8211; la parabola di Renfield seguita ad agganciarsi con le paure più profonde dell&#8217;uomo di oggi.</p>
<p><strong>L&#8217;AUTORE</strong><br />
<strong>Tim Lucas </strong>nasce a Cincinnati (Ohio) nel 1956. È un affermato critico cinematografico, curatore della pluripremiata rivista <em>Video Watchdog</em>, attiva da oltre venti anni, e storico collaboratore della sezione video del Mystfest di Cattolica, grazie al suo impegno è stato possibile conoscere pellicole altrimenti invisibili in Italia. Oltre a varie attività come sceneggiatore, biografo e poeta, Lucas è autore di <em>Mario Bava: All the Colors of the Dark</em> (2007), considerato il saggio più approfondito ed esaustivo sul cinema del grande Maestro italiano dell&#8217;horror, premiato con l&#8217;International Horror Guild Award. <em>Il libro di Renfield</em> è il suo secondo romanzo dopo <em>Throat Sprockets</em> (1994), ispirato a un graphic novel.</p>
<p>Titolo: Il libro di Renfield &#8211; La vera storia del discepolo di Dracula<br />
Autore: Tim Lucas<br />
Casa editrice: Gargoyle Books<br />
ISBN: 978-88-89541-52-4<br />
Pagg.: 307<br />
Prezzo: 14,00 euro</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/La_figura_di_cera.jpg" rel="lightbox[5855]"><img class="alignleft size-full wp-image-5858" title="la figura di cera" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/La_figura_di_cera.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Riccardo D&#8217;Anna<br />
<strong>La figura di cera</strong></p>
<p style="text-align: center;">con un&#8217;introduzione di Stefano Priarone</p>
<p>Londra 1958. Una serie di misteriosi suicidi prelude alla riapertura di un caso risolto forse solo in apparenza, denso di preoccupanti e inaspettati sviluppi.</p>
<p>La scomparsa dalla tomba di una marchesa caduta in disgrazia, da poco defunta fra le mura di un appartamento londinese &#8211; donna dall&#8217;indiscutibile fascino, musa ispiratrice di D&#8217;Annunzio, appassionata di occultismo e interprete dei brillanti riti della <em>belle époque</em> &#8211; muove i protagonisti, in una corsa contro il tempo, alla ricerca del suo calco di cera da cui ella avrebbe potuto riattingere vita. Dopo un incontro a Venezia con Peggy Guggenheim, i nostri eroi si vedranno costretti a recarsi a Berlino, in una città che mostra ancora le ferite della guerra e dove sopravvivono gli ultimi scampoli di quelle società segrete che furono legate ai presupposti oscuri e alle origini magiche del nazismo.</p>
<p>Non solo, quindi, un semplice romanzo di genere, ma un racconto che coniuga atmosfere <em>noir</em> e sfondi storici, personaggi reali e derive fantastiche.</p>
<p>Con <em>La figura di cera</em>, ipotesi di <em>sequel </em>de <em>Il morso sul collo</em> (1960, Gargoyle 2009) dell&#8217;inglese Simon Raven (1927-2001), Riccardo D&#8217;Anna compie una felicissima incursione nel genere, lasciando però che l&#8217;elemento terrifico agisca più come pretesto e come omaggio ad alcune atmosfere culturali a lui care, piuttosto che come componente narrativa esclusiva.</p>
<p>Riccardo D&#8217;Anna gioca con la trasfigurazione della donna da <em>vampiro</em> a <em>vamp</em>:<em> </em>la tomba inspiegabilmente trafugata da cui prende avvio la storia è infatti quella della marchesa Lucrezia d&#8217;Ateleta di Montevago, donna dalla femminilità rapace e medusea, dall&#8217;<em>allure</em> erotica sotterranea e onnipresente anche nell&#8217;assenza, una &#8220;<em>belle dame sans merci</em>&#8221; dal vissuto dai risvolti oscuri, più dalle parti dell&#8217;ultraterreno che dell&#8217;umana comprensione.</p>
<p>Grande appassionata d&#8217;arte, la nobildonna aveva vissuto per parecchi anni a Venezia, risiedendo nel Palazzo Venier dei Leoni, i cui vasti giardini, oltre a fare da sfondo a feste e appuntamenti mondani, venivano da lei utilizzati alla stregua di uno zoo, in quanto la d&#8217;Ateleta amava circondarsi di ghepardi, pavoni, piccoli coccodrilli, corvi e serpenti.</p>
<p>L&#8217;inconsueto stile di vita della marchesa e i suoi stravaganti costumi indicano come fosse ella stessa a volersi porre quale opera d&#8217;arte da ammirare, e a testimonianza di ciò restano a immortalarla numerosi quadri a olio, schizzi, ritratti, e sculture, tra cui un calco di cera anch&#8217;esso inspiegabilmente sparito, assieme alla salma.</p>
<p>Il mistero intorno alle sorti della tomba di Lucrezia d&#8217;Ateleta viene sviluppato guardando alla tradizione letteraria del Giallo classico inglese, in cui, pertanto, l&#8217;enigma da risolvere riaffiora continuamente intrecciandosi con la <em>detection</em>.</p>
<p>A cercare di dipanare l&#8217;intricata matassa sui cui grava un&#8217;aura ultraterrena è John Tyrrel, ispettore dalla spiccata capacità deduttiva, coadiuvato da Anthony Seymour, ex militare passato all&#8217;editoria e voce narrante della vicenda (così come avveniva ne <em>Il morso sul collo</em>), e Piers Clarence, studente all&#8217;ultimo anno di College, estrosamente arguto. Il singolare trio s&#8217;immergerà in un&#8217;indagine<em> </em>frenetica tra Londra, Venezia e Berlino. Nell&#8217;ex capitale tedesca &#8211; descritta splendidamente nella sua grigia cupezza di città divisa e piagata dalla Guerra Fredda -, i tre si confronteranno con le radici mistico-esoteriche dell&#8217;antropologia nazionalsocialista, ancora persistente in gruppi di insospettabili nostalgici.</p>
<p>In un&#8217;atmosfera a metà tra lo straniamento di un tempo sospeso e fantastico e il recupero di una gustosa anedottica, La figura di cera si rivela un pastiche denso di allusioni e risonanze, un poderoso mondo di rimandi intertestuali che dimostra come anche nella cosiddetta letteratura di genere possano situarsi prove narrative di solida sofisticazione.</p>
<p><strong>L&#8217;AUTORE</strong><br />
<strong>Riccardo D&#8217;Anna</strong> è nato nel 1962 a Roma, dove vive e lavora. Saggista e scrittore, ha pubblicato <em>Una stagione di fede assoluta</em> (PeQuod, 2006) e <em>Saint-Ex</em> (Avagliano, 2008).</p>
<p>Titolo: La figura di cera<br />
Autore: Riccardo D&#8217;Anna<br />
Editore: Gargoyle Books<br />
ISBN: 978-88-89541-53-1<br />
Pagg.: 186<br />
Prezzo: 13,50 euro</p>
<p><em>Fonte</em> <a href="http://www.gargoylebooks.it/" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it</a></p>
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		<title>Recensione: Varney il vampiro &#8211; L’inafferrabile &#8211; Prest, Rymer</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 06:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per un’introduzione a Varney e per la recensione del primo volume: Varney il vampiro &#8211; il banchetto di sangue. L’inafferrabile è il secondo dei tre volumi che costituiscono la traduzione completa, prima in Italia, di Varney the Vampire, a opera di Chiara Vatteroni per Gargoyle Books. Questa parte (puntate 66-126 del feuilleton originario) si presenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney2.jpg" rel="lightbox[5345]"><img class="alignleft size-full wp-image-4422" title="varney 2" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney2.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Per un’introduzione a Varney e per la recensione del primo volume: <a href="http://messageinabook.com/2010/09/varney-il-vampiro-%E2%80%93-il-banchetto-di-sangue-priest-rymer/" target="_blank"><strong>Varney il vampiro &#8211; il banchetto di sangue</strong></a>.</p>
<p><strong>L’inafferrabile</strong> è il secondo dei tre volumi che costituiscono la traduzione completa, prima in Italia, di <strong>Varney the Vampire</strong>, a opera di Chiara Vatteroni per Gargoyle Books.</p>
<p>Questa parte (puntate 66-126 del <em>feuilleton</em> originario) si presenta più ricca di avvenimenti e colpi di scena; diminuisce allo stesso tempo la quantità di aneddoti raccontati dai personaggi ma privi di utilità per la storia principale, che gli autori usarono per allungare la durata del romanzo. Tali caratteristiche, insieme a una trattazione più approfondita dei protagonisti e delle dinamiche che li muovono, rendono il secondo volume migliore, più interessante e avvincente del primo.</p>
<p>Ogni personaggio &#8211; nuovo o vecchio che sia &#8211; è infatti ben caratterizzato e ha un ruolo importante all’interno della vicenda. Possiamo seguire i ragionamenti e le pene dei componenti della famiglia Bannerworth, dei loro amici e dello stesso Varney, del quale emerge più che mai la natura umana, sebbene in perenne lotta con quella diabolica.<span id="more-5345"></span></p>
<p>Il vampiro chiede di essere ricordato anche per i suoi atti compassionevoli, aiuta e viene aiutato dalla candida Flora e dagli altri protagonisti, una volta suoi nemici. I rapporti tra Varney e i Bannerworth mutano in virtù dei “buoni sentimenti” che il primo mostra di avere e “che solo le circostanze hanno soffocato”, come dichiara il buon Henry.</p>
<p>Vediamo colui che prima veniva descritto come malvagio e senza scrupoli, rabbrividire ora di fronte a ciò che è diventato, e commuoversi alle parole del giovane Charles, futuro sposo di Flora.</p>
<p>Un personaggio che dunque cresce, evolve, si scopre a provare quei sentimenti che la vita dopo la morte sembrava non volergli più concedere. Ma resta pur sempre un vampiro, e tornerà a compiere atti efferati senza sentire rimorso.</p>
<p>Rimane inalterato il quadro che gli autori hanno voluto dipingere del popolo: aggressivo, ignorante, avido.</p>
<p><strong>Varney il vampiro</strong> è quindi un romanzo che, pur gettando le basi per il gotico che ancora oggi influenza molta letteratura e cinematografia, si tinge spesso e volentieri di satira, politica e sociale, e di una grottesca comicità.</p>
<p>Titolo: Varney il vampiro &#8211; l’inafferrabile<br />
Autore: Thomas Preskett Prest, James Malcolm Rymer<br />
Casa Editrice: Gargoyle Books<br />
Sito web: <a href="http://www.gargoylebooks.it/" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a><br />
ISBN: 978-88-89541-46-3<br />
Prezzo: 16,00 €<br />
Anno: 2010<br />
Genere: classico gotico</p>
<p>Dal libro:</p>
<blockquote><p>Non ci volle molto, e in meno di cinque minuti fecero irruzione da quel varco, che conduceva in un&#8217;altra stanza; ma il primo che entrò cadde per una tremenda percossa sulla testa inferta con il bastone di frassino da Sir Francis Varney: questi fuggì veloce, inseguito da presso, finché non giunse a un altro uscio che attraversò a precipizio.<br />
Cercò di fermarsi un attimo per chiuderlo, ma venne immediatamente colpito e impegnato in un corpo a corpo; riuscì a fatica a respingere l&#8217;assalitore, si girò e fuggì di nuovo.<br />
Il suo obiettivo era difendere ogni centimetro di terreno, ma scoprì che lo seguivano troppo da presso, impedendogli di voltarsi e utilizzare il bastone sull&#8217;avanguardia degli inseguitori.<br />
Si precipitò su per le scale con velocità sorprendente, lasciando indietro i segugi e, quando ebbe guadagnato il primo pianerottolo, attaccò quelli che lo tallonavano e che erano costretti a procedere uno dietro l&#8217;altro.<br />
«Abbasso il vampiro!», gridò il primo, salendo senza badare al bastone.<br />
«Abbasso un imbecille!», ruggì Varney, vibrandogli una bastonata terribile che gli coprì il volto di sangue e lo fece cadere all&#8217;indietro tra le braccia dei compari.<br />
Dagli esagitati si levarono gemiti e imprecazioni, poi urlarono ancora e ripresero a salire a testa bassa.<br />
«Abbasso il vampiro!», gridarono di nuovo e, come per un effetto eco, rispose un corrispondente e gutturale: «Abbasso un imbecille!»<br />
Ed ecco di nuovo il primo della fila abbattersi sotto la somministrazione di un impacco al cranio a base di bastone d&#8217;acero: evento che, incidentalmente parlando, non aiutava affatto i processi del pensiero.</p></blockquote>
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		<title>Nuova uscita per Gargoyle Books</title>
		<link>http://messageinabook.com/2010/12/nuova-uscita-per-gargoyle-books-7/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 21:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[classici gotico]]></category>
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		<description><![CDATA[Scheda libro a cura di www.gargoylebooks.it GARGOYLE presenta VARNEY IL VAMPIRO &#8211; All&#8217;ombra del Vesuvio di Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer Il terzo e conclusivo volume della più antica saga vampirica letteraria finalmente in edizione italiana Traduzione di Chiara Vatteroni Introduzione di Mauro Boselli leggere Varney vuol dire affidarsi a qualcosa di antitetico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Scheda libro a cura di <a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/varney-il-vampiro-3-allombra-del-vesuvio" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></em></p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney3.jpg" rel="lightbox[4655]"><img class="alignleft size-full wp-image-4658" title="varney3" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney3.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>GARGOYLE presenta <strong>VARNEY IL VAMPIRO &#8211; All&#8217;ombra del Vesuvio</strong><br />
di Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer<br />
<strong>Il terzo e conclusivo volume della più antica saga vampirica letteraria finalmente in edizione italiana</strong><br />
Traduzione di Chiara Vatteroni<br />
Introduzione di Mauro Boselli</p>
<p>leggere Varney vuol dire affidarsi a qualcosa di antitetico a tutto ciò che è oggi letteratura, accettare di prenderci gusto, compiere quasi un atto di anarchia</p>
<p>ll terzo volume della saga di Varney il vampiro dal sottotitolo &#8220;All&#8217;ombra del Vesuvio&#8221; è costituito dai capitoli che vanno dal 127 al 237 e si apre con l&#8217;introduzione &#8220;Vampiri e penny-a-liners&#8221; di Mauro Boselli, sceneggiatore di fumetti nonché creatore del popolarissimo e sofisticato Dampyr (Sergio Bonelli editore): la storia di Harlan Draka, nato dall&#8217;unione di un&#8217;umana con un vampiro &#8211; le cui vicissitudini, in alcuni episodi, sono chiaramente ispirate a quelle di Varney. Tale introduzione si rivela una vera e propria lectio magistralis sull&#8217;importanza che i penny dreadfuls (racconti terrifici dal costo di un penny, stampati in fascicoli settimanali nell&#8217;Inghilterra del XIX secolo) e i penny-a-liners (autori, come Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer, per lo più destinati all&#8217;anonimato, artefici di vere e proprie factories ante litteram di scrittura creativa) hanno rivestito nel variegato scenario della paraletteratura entro cui il filone orrifico viene ancora situato.<span id="more-4655"></span></p>
<p>Nella parte conclusiva della trilogia, l&#8217;inafferrabilità continua a contraddistinguere il vampiro Varney: irriverente e puro al contempo, avido e gentile, spietato e tenero. Questa aporia comportamentale ne sancisce l&#8217;irriducibile modernità, cogliendo in contropiede &#8211; come accadeva a quello di ieri &#8211; il lettore di oggi, che viene sistematicamente smentito nelle sue conclusioni. &#8220;Varney è un vampiro, ma in che senso?&#8221;</p>
<p>Malgrado ciò, la multisfaccettata personalità del Nostro si rivela qui in tutto il suo patimento: se ne raccontano le origini che risalgono alla fine del 1300, quando egli era ancora un giovane suddito dalle fattezze umane sotto il regno di Enrico IV. La condanna al vampirismo è la conseguenza della condotta efferata di Varney, reo di essersi macchiato del più turpe dei delitti: l&#8217;uccisione del figlio; dunque sulla trasmutazione vampirica grava una valenza morale.</p>
<p>Apice di questa epifania è l&#8217;incontro tra Varney e il reverendo Bevan, bellissima figura di religioso, che fa della tolleranza il fulcro del suo esercizio pastorale e che, non lasciandosi inibire dalla natura del Nostro, vorrebbe aiutarlo a redimersi, spiazzandolo. Non si faccia, però, l&#8217;errore di credere che l&#8217;opera sia portatrice di un&#8217;ideologia eccessivamente distensiva verso la Religione, se a circa metà del volume Juliet, una giovane probanda suo malgrado, pronuncia a riguardo parole di inequivocabile pregnanza critica: «Invece di tutelare i poveri e i deboli contro i ricchi e i potenti, come dovrebbe fare, la Religione opprime chi non ha potere».</p>
<p>Feuilleton sentimentale (&#8220;Varney il vampiro alla ricerca dell&#8217;amore mai trovato&#8221; potrebbe essere un altro sottotitolo), la saga di Varney è anche una portentosa commedia umana costume dove i siparietti domestici regalano momenti comici spassosissimi, agevolati dall&#8217;estrema stilizzazione dei numerosi comprimari di passaggio, in intenzionale opposizione alla tenebrosa complessità del personaggio principale.</p>
<p>Altri elementi innovativi di spicco sono: la scoperta di una vera e propria setta vampirica che assiste i non-morti nel loro processo di rivivificazione alla luce lunare (un plausibile riferimento alle logge massoniche che dilagavano in Inghilterra sin dal XVIII secolo); e l&#8217;&#8221;internazionalizzazione&#8221; delle attività criminose del vampiro, tramite un grand voyage proprio in Italia, come usava all&#8217;epoca per i rampolli di buona famiglia.</p>
<p><strong>Da Varney &#8211; All&#8217;ombra del Vesuvio:</strong></p>
<p>Varney era un uomo distinto e compito, dai modi raffinati e con il raro e magnifico dono dell&#8217;eloquenza; sappiamo che, mettendo probabilmente a frutto la consolidata esperienza dalla sua lunga frequentazione della buona società &#8211; una frequentazione che si era estesa per così tanti anni &#8211; era in grado di adattarsi ai gusti e ai sentimenti di tutte le persone, esercitando in tal modo quel fascino che gli conferiva un potere così pericoloso.</p>
<p>Per leggere parte dell&#8217;introduzione, clicca qui:</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/si-completa-la-trilogia-di-varney" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/content/si-completa-la-trilogia-di-varney</a></p>
<p>Per approfondire la letteratura di genere e penny dreadful:</p>
<p><a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2010/11/003676.html" target="_blank">http://www.carmillaonline.com/archives/2010/11/003676.html</a></p>
<p><strong>Dall&#8217;introduzione &#8220;Più popolare di così!&#8230; Vampiri e penny-a-liners&#8221;:</strong></p>
<p>Con le nuove, più veloci macchine a stampa, vendere alte tirature di fascicoli a un prezzo così basso poteva ormai costituire un buon affare [.]. Fruibile da parte di questo vasto, nuovo pubblico popolare era anche il lessico usato, meno ampio e più ripetitivo del ricchissimo linguaggio del Maestro Dickens. I semianalfabeti, inoltre, potevano gestire senza troppe difficoltà e senza lasciarsi intimorire la prosa sparsa, rarefatta, serrata che era una delle caratteristiche precipue [.] dei penny-a-liners. [.] battere sull&#8217;incudine della propria immaginazione per forgiare fiumi di parole: tutto ciò non esclude per forza passione e talento. Forse in quei fiumi il fango è molto superiore alle pagliuzze d&#8217;oro, come si diceva della poesia epica, ma quanta energia scaturisce da una tale vorticosa corrente! In questo senso, i forzati della parola che macinavano penny dreadfuls appartengono di diritto alla rivoluzione industriale e alla produzione in serie, sono gli autori del nuovo pubblico di massa. Non hanno tempo né spazio per le finezze. Da lettore, personalmente m&#8217;inchino ammirato davanti alle sublimi vette d&#8217;arte raggiunte dai grandi poeti. Ma il mio affetto va a quegli oscuri pennivendoli.</p>
<p><strong>Hanno detto:</strong></p>
<p>Primo vampiro a puntate, Varney è un vampiro in progress: nel senso che il suo particolarissimo statuto esistenziale è definito non tanto dal folklore o da un&#8217;interpretazione &#8220;forte&#8221; del mito, ma dalla necessità di rileggerlo a base di continue, liberissime reinvenzioni. più Twin Peaks che Dracula.<br />
<em>Franco Pezzini &#8211; L&#8217;Indice-Libri</em></p>
<p>Dalla letteratura al cinema, tra proposte usa e getta che ammiccano ai nonpensanti e operazioni seriose che rivendicano invece lo statuto di genere, le offerte non mancano. Tant&#8217;è che la prima traduzione in italiano di un classico della letteratura vampirica come Varney può sembrare un rischio. Se non fosse che a mano a mano che si seguono e inseguono le vicende di questo non-morto [.]. E gli stereotipi lasciano il posto a una duttilità psicologica degna di un personaggio da dramma borghese. Tale la novità di un&#8217;opera scritta in forma seriale tra il 1845 e il 1847 nell&#8217;Inghilterra vittoriana, tra i colpi e i contraccolpi della Rivoluzione Industriale e le mutate esigenze di un mercato editoriale più ampio e &#8220;alfabetizzato&#8221;. Questo è il senso della sua pubblicazione, ora, in un&#8217;Italia omologata e accidiosa.<br />
<em>Alessandra Bernocco &#8211; Europa</em></p>
<p>Leggere queste pagine vuol dire prendersi una pausa di riflessione da tutti quegli pseudovampiri che vanno di moda oggi, che brillano al sole come statuine segnatempo e che fanno a gara coi licantropi per stabilire chi abbia gli addominali più scolpiti. Vuol dire piuttosto buttarsi a capofitto nell&#8217;atmosfera di quella letteratura gotica (forse l&#8217;unica) che ha davvero il diritto di definirsi tale. Le descrizioni degli ambienti e dei personaggi, lunghe, quasi snervanti, portano il lettore per mano in quel torpore narrativo che è poi l&#8217;habitat del vampiro vero e proprio: lui di tempo ne ha a bizzeffe.<br />
Chiaramente ispirato al Lord Ruthven di Polidori, e altrettanto chiaramente ispiratore del Dracula di Bram Stoker, Varney è però un personaggio più ricco di sfumature. Non è solo un mostro sanguinario, avido di vite umane, ma è anche e soprattutto un essere infelice che desta nel lettore sentimenti di paura e odio ma anche compassione. Varney infatti soffre della sua condizione, vorrebbe poter morire ma non ci riesce: la terribile fame che lo condanna alla vita eterna è più forte di lui.<br />
<em>Enrico Ercole &#8211; Ordine del Drago</em></p>
<p>L&#8217;importanza del personaggio è stata molto profonda nel tracciare le coordinate del &#8220;vampiro moderno&#8221;, sia a livello fisico che psicologico. Basti pensare che, nell&#8217;universo Marvel, il primo vampiro si chiama Varane. Impedibile per tutti gli appassionati di letteratura gotica.<br />
<em>Daniele Bonfanti &#8211; Hera</em></p>
<p>Varney veste l&#8217;abito proteiforme che, giocando sul filo di lana dell&#8217;incertezza, lo mostra ora come creatura soprannaturale, ora come criminale di bassa lega, ora come vittima di una maledizione che proprio in lui sembra sortire gli effetti psicologicamente più devastanti, costringendolo a seminare cadaveri lungo la sua scia per salvare una vita che non gli piace, ma che malgrado tutto non riesce a non protrarre più del dovuto.<br />
<em>Luca Pantarotto &#8211; AtlantideZine</em></p>
<p>Con pochi tratti l&#8217;attenzione del lettore è tutta lì, schiavizzata dal gesto veloce, dalla prosa gridata e da personaggi che sfiorano la bidimensionalità di caratteri da teatro minore. Poi, pian piano, l&#8217;attenzione si sposta oltre e il racconto comincia a prendere corpo. Con esso prende corpo anche una dimensione &#8220;scettica&#8221; [.] gli autori ritengono l&#8217;esistenza dei vampiri una mera superstizione[.] la vocazione razionalista riconduce ogni elemento sovrannaturale nei limiti del conosciuto e dell&#8217;esperibile.<br />
<em>Alessandro Izzi &#8211; Close-Up</em></p>
<p>Dati tecnici del volume:<br />
Pagg. 591, brossura<br />
Prezzo: 16,00 euro<br />
ISBN: 978-88-89541-49-4</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></p>
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		<title>Nuove uscite per Gargoyle Books</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 21:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Escono, per Gargoyle Books, Il 36° giusto, seguito de Il 18° vampiro di Claudio Vergnani e Tecniche di resurrezione, sequel di Ho freddo, di Gianfranco Manfredi. Schede libro a cura di www.gargoylebooks.it Il 36° giusto Claudio Vergnani Continua l’inquietante caccia degli indimenticabili protagonisti de IL 18° VAMPIRO La trama. Non molto è cambiato dalla tormenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Escono, per Gargoyle Books, <strong>Il 36° giusto</strong>, seguito de <a href="../?p=2457" target="_blank"><strong>Il 18° vampiro</strong></a> di Claudio Vergnani e <strong>Tecniche di resurrezione</strong>, sequel di <strong>Ho freddo</strong>, di Gianfranco Manfredi.<br />
<em>Schede libro a cura di <a href="http://www.gargoylebooks.it/" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></em></p>
<p><strong><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Il_36_Giusto.jpg" rel="lightbox[4115]"><img class="alignleft size-full wp-image-4260" title="Il 36 Giusto" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Il_36_Giusto.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Il 36° giusto</strong><br />
Claudio Vergnani<br />
Continua l’inquietante caccia degli indimenticabili protagonisti de IL 18° VAMPIRO</p>
<p><strong>La trama.</strong></p>
<p>Non molto è cambiato dalla tormenta vampirica che ha infestato i  dintorni di Modena; la ruota ha ripreso a girare come se niente fosse, e  tutti sono tornati all’abituale quotidianità, in un mix di frustrazioni  addomesticate e quieto vivere. Così è anche per Claudio e Vergy,  ripiombati in un’indolente ipocondria anche perché in nulla  affaccendati. Ma le orripilanti creature ricominciano a venire  avvistate, seppure a esser rimasti sono i parìa della razza dei  succhiasangue: relitti allo sbando a cui non resta che attendere la  morte definitiva per sete, nascondendosi in capannoni abbandonati,  fabbriche vuote, depositi fatiscenti e scantinati diroccati. <span id="more-4115"></span>Claudio e  Vergy non ci stanno a pensar su molto e si rimettono sulle loro tracce  addentrandosi nel Cimitero Monumentale – il rifugio per antonomasia dei  vampiri – che sembra essere organizzato in infiniti gironi infernali.  Qui i due sbalestrati cacciatori si imbattono in Paride, un torvo  individuo che ha messo su un business di disinfestazione vampirica. Dopo  una vera e propria odissea al sangue, i nostri riescono a uscire dal  gigantesco labirinto e vengono ingaggiati al soldo del cinico  mercenario. Assieme a Gabriele, a quanto pare nostalgico della  compagnia, Claudio e Vergy si imbatteranno in vampiri di tutti i tipi:  dal Ballerino al Viaggiatore fino al Becchino, incrociato in una  trasferta parigina, passando per una traumatica missione fuori porta, in  cui la mal assortita brigata – reclutata per vigilare sulle vacanze  natalizie di un’agiata famiglia modenese – deve vedersela con un’orda di  giovani succhiasangue particolarmente feroci. Tuttavia, in questo  travolgente grandguignol, dove non sembra esserci spazio che per una  sopravvivenza violenta e guardinga, l’ultimo dei 36 Giusti del mondo è  più vicino di quanto si creda.</p>
<p><strong>Il libro.</strong></p>
<p>Il 36° Giusto è la seconda prova di Claudio Vergnani, dopo l’esordio  fulminante de Il 18° vampiro. Sebbene sequel del primo libro, il romanzo  se ne differenzia per struttura e soluzioni narrative, oltre che per  trovate terrifiche dall’imprinting maggiormente gotico (la  perlustrazione del cimitero, l’assalto alla villa isolata tra i boschi).  La trama si sviluppa attraverso una serie di episodi distinti, dove il  ricorso al flash back – assai presente nel 18° vampiro – risulta  contenuto, mentre si dilata il raggio d’azione.</p>
<p>Sfuggendo all’enfasi e a una certa seriosità comuni a buona parte  della narrativa horror più tradizionale, Vergnani scompagina le carte,  ridefinendo, allargandoli, i confini dell’immaginario letterario di  genere mediante l’inserimento di caratteri, ruoli, atteggiamenti ed  elementi del tutto inconsueti. Nessuno finora aveva raccontato  ammazzavampiri tanto sgangherati come i suoi: l’inquieto io narrante  Claudio, l’intrepido Vergy e lo stralunato Gabriele. Antieroi raminghi e  cinici loro malgrado, segnati da una dolorosità esistenziale che li  porterebbe alla deriva se non fossero incalzati di continuo dagli  eventi. Naturalmente, Vergnani non lesina horror e splatter, anche di  suprema crudezza, ma a fargli da contrappunto è il costante ricorso  all’ironia e a una sferzante vis comica. Ne è principale responsabile la  figura di Vergy – felicemente definito il “Bukowski dell’Emilia  Romagna” – formidabile cesellatore di battute, doppi sensi, freddure e  massime che affondano sia nella trivialità più irriverente sia in un’  insospettabile erudizione (retaggio di una solida istruzione presso una  scuola di suore).</p>
<p>L’inventiva pirotecnica di Vergnani procede per associazioni e  lambiccamenti e guizzi d’umorismo dall’effetto straniante, uno  sperimentalismo espressivo da cantambanco che tiene conto della lezione  di Tommaso Landolfi: alla vanità dell’agire umano si può frapporre solo  la leggerezza, seppure non immune da disperazione e frenesia.</p>
<p><strong>L’autore.</strong></p>
<p>Claudio Vergnani è nato a Modena nel 1961. Svogliato studente di  Liceo Classico e ancor più svogliato studente di Giurisprudenza,  preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di  boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario alla meno peggio,  passando da un mestiere all’altro. Dalle palestre di body building alle  ditte di trasporti, dalle agenzie di pubblicità alle cooperative  sociali, è sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga.</p>
<p>Nel 2009 Gargoyle ha pubblicato il suo primo romanzo, Il 18° vampiro –  divenuto subito un piccolo cult tra gli amanti di genere e non solo –  che, assieme al 36° Giusto, compone una trilogia in fase di conclusione.</p>
<p>Per leggere uno stralcio del romanzo:</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/un-assaggio-de-il-36%C2%B0-giusto" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/content/un-assaggio-de-il-36%C2%B0-giusto</a></p>
<p><strong>Claudio Vergnani su Il 36° Giusto:</strong></p>
<p>Tra i sentimenti umani mi ha sempre colpito molto la disperazione,  soprattutto quella che nasce da una necessità. Davanti alla disperazione  è impossibile mentire, a noi stessi come agli altri. Ho raccontato la  storia di una lotta tra Ultimi. Di lotte tra primi della classe hanno  scritto già fin troppo bene altri. E poi trovo che i cosiddetti perdenti  – tanto demonizzati nella nostra società di eroi di cioccolata –  abbiano uno spessore tutto loro, degno – a qualunque livello – di essere  considerato e approfondito. Parafrasando Malaparte “il valore umano dei  vinti è sempre superiore a quello dei vincitori”.</p>
<p><strong>Hanno detto:</strong></p>
<p>Vergnani ci consegna un gioiellino pulp sapientemente condito di  humour nero, disincantato realismo e sottili citazioni (letterarie e  cinematografiche) che renderanno felici i cultori dei B-movie anni ’70 e  ’80 [.] Dallo splatter più estremo, al thriller, al momento di comicità  assoluta, il passo è breve. L’autore sa miscelare linguaggi, situazioni  e archetipi con leggerezza e soprattutto originalità, attingendo – ma  attenzione, non copiando! – al genere italian-gore di Lucio Fulci.</p>
<p>Laura Bricchi – La Cronaca di Piacenza</p>
<p>Claudio Vergnani mostra una grande creatività nel modo in cui  manipola gli elementi propri del genere: non soggiace a quasi nessuna  delle convenzioni letterarie che a esso sono proprie (a parte il topos  dei vampiri-creature della notte, ma anche questo utilizzato in modo non  rigido) e ricorre ampiamente alla contaminazione per dar vita a figure  sui generis che suggeriscono una pagina nuova e assolutamente originale  nella letteratura horror.</p>
<p>Maurizio Crispi – Italia Informazioni</p>
<p>Vergnani dà il meglio di sé nei dialoghi, spassosi, crudi,  divertentissimi e al contempo spietati [...] quando si deve calcare la  mano sull’aspetto horror, l’autore lo fa in modo brutale, rischiando più  volte di causare nausea e brividi ai lettori. Metteteci, poi,  considerazioni serissime sulla vita e sulla nostra “bella” società,  disseminate con sapienza qua e là, senza mai apparire demagogiche o  moralistiche, e quel che ne ricaverete è un romanzo imprescindibile, se  volete parlare, discutere se volete parlare, discutere e dibattere sul  futuro della narrativa di genere in Italia.</p>
<p>Alex McNab – Blog sull’orlo del mondo</p>
<p>Tra romanticismo degli ultimi e consapevolezza assoluta del male, tra  spavalderia da bullo di provincia e legami forti e leali [.] Il 36°  Giusto vince la sua scommessa più grande: confermare il suo autore come  penna ancor fresca e sincera e soprattutto avvinghiare il lettore fino  all’ultima pagina. Tutto è bene quel che finisce bene.</p>
<p>Eduardo Vitolo – Il Mondo di Edu</p>
<p><strong>Dati tecnici del volume:</strong><br />
Collana: “Nuovi Incubi”<br />
Pagg: 528, brossura<br />
ISBN: 978-88-89541-48-7<br />
Prezzo: 15,00 euro</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/TecnicheDiResurrezione.jpg" rel="lightbox[4115]"><img class="alignleft size-full wp-image-4157" title="tecniche di resurrezione" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/TecnicheDiResurrezione.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Tecniche di resurrezione</strong><br />
Gianfranco Manfredi<br />
L’atteso sequel di HO FREDDO</p>
<p>Gli scienziati gemelli Aline e Valcour De Valmont tornano in  un’avventura scatenata e delirante, quanto storicamente documentata, tra  le meraviglie e gli orrori della medicina moderna al suo albore</p>
<p>Introduzione di Carlo Bordoni</p>
<p><strong>La trama.</strong></p>
<p>1803. I gemelli Aline e Valcour de Valmont, ricercatrice scientifica  lei e medico-chirurgo lui, sono tornati in Europa dopo una tragica  esperienza americana che ha lasciato in entrambi ricordi angosciosi. A  Londra, Valcour assiste a una dimostrazione galvanica dello studioso  Giovanni Aldini, condotta sul cadavere di un impiccato. Nel corso  dell’esperimento, Valcour rianima un uomo colpito da infarto. Il  brillante successo riportato lo precipita però in un agghiacciante  intrigo. Proprio mentre gli esperimenti di rianimazione stanno aprendo  nuove prospettive alla medicina, un chirurgo folle conosciuto come  Doctor Ending si rende responsabile di feroci delitti, trafugamenti di  salme e clamorose provocazioni. Aline si trova, intanto, a Parigi, nella  speranza di recuperare alcuni beni di famiglia sequestrati dopo la  Rivoluzione, entrando in contatto con la Corte di Napoleone. In Francia,  una generazione di novelli “medici dell’anima” si avvale delle prime  esperienze ipnotiche per esplorare i segreti della psiche umana. Un caso  in particolare, per quanto tenuto segreto, suscita inquietanti  interrogativi. Salvy San Subra, un’ex guida di Napoleone durante la  campagna d’Egitto, è vittima di un processo di degenerazione cellulare  che lo sta progressivamente mummificando. Quando Valcour raggiunge sua  sorella a Parigi, scopre che tra il caso di Doctor Ending e quello di  San Subra, intercorrono sotterranei quanto inspiegabili legami. La  vicenda assume presto i contorni di un incubo che rischia di inghiottire  i due fratelli.</p>
<p><strong>Il libro.</strong></p>
<p>Pur riprendendo le vicissitudini dei tre personaggi che animavano il  precedente Ho freddo (Gargoyle 2008, www.hofreddo.it) – gli scienziati  geniali e libertini Aline e Valcour de Valmont e l’imponente e  tormentato pastore battista Jan Vos -, Tecniche di resurrezione è un  romanzo del tutto autonomo: stavolta l’azione si sposta dal New England  all’Europa dei primi dell’Ottocento: tra le nebbie della Londra  Giorgiana e gli splendori della Corte di Napoleone, si svolgono i primi  sconvolgenti esperimenti di rianimazione dei cadaveri mediante l’impiego  di scosse elettriche sulla scia dei trattamenti galvanici avviati da  Giovanni Aldini e della diffusione delle cure mesmeriche.</p>
<p>Testo di presa straordinaria per il gusto della narrazione, la  dovizia d’invenzione, l’ingegnosità dell’intreccio, la sapienza della  costruzione, la ricchezza delle fonti e il nitore nella resa di ambienti  e caratteri, Tecniche di resurrezione affronta argomenti ancora poco  approfonditi narrativamente, nel solco del romanzo storico da una  prospettiva contemporanea, rivelando ancora una volta Gianfranco  Manfredi magnifico esploratore di epoche passate.</p>
<p>Eclettica personalità artistica attiva sin dagli anni Settanta,  Manfredi mantiene dell’impegno di quel periodo la voglia d’utopia  insieme all’interesse per l’indagine sociale mai disgiunto da  un’inventività costante e dal bisogno di misurarsi con la Storia e i  suoi protagonisti. Pur nel culto dell’immaginazione, l’autore mostra una  cifra realistica nel tratteggio dei personaggi, scalfendo la routine  della loro quotidianità attraverso squarci terrifici di grande impatto.</p>
<p>In Tecniche di resurrezione i lettori sostano nei reparti di  chirurgia degli ospedali, nei manicomi in verità più simili a  riprovevoli circhi dell’orrore (memorabili le descrizioni di Bedlam,  istituto londinese definito “Specchio della Follia Nazionale”), nei  mercati, negli accampamenti militari, ascoltano le conversazioni nei pub  e nelle locande, spiano i resurrection men che operano – furtivi – nei  sobborghi malfamati della Londra previttoriana, passeggiano nelle  sontuose sale dei palazzi nobiliari parigini e partecipano ai  ricevimenti di Corte, diventando parte della narrazione stessa che si  muove loro davanti con stupefacente vividezza.</p>
<p>Forte di un impeccabile e robusto apparato di fonti, Manfredi è  abilissimo a variare toni e registri, a mescolare l’intrattenimento al  conte philosophique, il thriller appassionante – dai dialoghi incalzanti  -, alla disquisizione sulla malvagità umana.</p>
<p>Numerosi gli spunti di riflessione, tra cui l’uso spropositato da  parte di medici dei cadaveri della povera gente fatta morire in anticipo  negli ospedali per poterne studiare il corpo, lato lugubre della  scienza che, nella sua ansia di progresso, trascura qualsiasi remora  morale e di rispetto per gli uomini.</p>
<p>Oltre che potente esperienza visionaria, il romanzo è entusiasmante  anche dal punto di vista del rapporto documento/finzione,  vero/verosimile.</p>
<p><strong>Così a riguardo Manfredi:</strong></p>
<p>«In Tecniche di resurrezione, in misura più accentuata che nei  precedenti romanzi, ho mescolato storia e immaginazione a tal punto che,  in certi passaggi, nemmeno io distinguo più cosa ho ricavato dalla  documentazione e cosa ho inventato. Era quello che cercavo da tempo,  perché lavorando mi sono reso conto che spesso con l’immaginazione ci si  avvicina al vero (il vero simbolico, ma anche l’accaduto realmente) più  che con la documentazione (non sempre affidabile e comunque , per  quanto oggettiva, figlia di un “punto di vista” che a distanza di tempo  si può scoprire falso o non adeguato). Ciò potrebbe apparire  eccessivamente ambizioso, me ne rendo conto, ma ritengo che la suprema  ambizione di uno scrittore, come diceva Oscar Wilde, debbe essere quella  di diventare anonimo, cioè per un usare un’altra definizione, di Salman  Rushdie, di “sparire nel mare delle storie”, quella di partecipare  insomma in tutta umiltà a una narrazione collettiva in cui attualità,  tradizione e anticipazione, si uniscono».</p>
<p><strong>L’autore.</strong></p>
<p>Cantautore, sceneggiatore, attore, scrittore, Gianfranco Manfredi  nasce a Senigallia nel 1948 ma si trasferisce a Milano all’età di otto  anni. Studia Filosofia e si laurea con Mario Dal Pra. Agli inizi degli  anni Settanta, si divide tra la ricerca universitaria sull’Illuminismo  francese e l’attività di cantautore: escono gli album La crisi (1972),  Ma non è una malattia (1976), e il saggio L’amore e gli amori in  Jean-Jacques Rousseau (1978). A un passo dall’ottenimento della cattedra  in Storia della Filosofia, Manfredi decide di dare spazio  esclusivamente alla sua vena artistica. Come cantautore realizza gli  album Biberon, 1978; Liquirizia, 1979 (colonna sonora dell’omonimo film  di Salvatore Samperi); Gianfranco Manfredi, 1981; Dodici, 1985 (in  coppia con Ricky Gianco); In Paradiso fa troppo caldo, 1993; Danni  collaterali, 2003; firma, altresì, brani per interpreti del calibro di  Mia Martini, Gianna Nannini, e Gino Paoli. Inoltre, comincia a lavorare  per il cinema come sceneggiatore: Samperi (Liquirizia, 1979, e  Fotografando Patrizia, 1981) e Steno (Quando la coppia scoppia, 1981)  sono solo alcuni dei registi con cui collabora. Come attore recita in Un  amore in prima classe, 1980, e Fotografando Patrizia, è protagonista  del Tv movie Kamikaze di Corbucci (1986), ed è tra gli interpreti di Via  Montenapoleone di Carlo Vanzina (1987). Nel contempo inizia a farsi  conoscere come romanziere distinguendosi da subito per la sua raffinata  propensione a ibridare i registri narrativi e a rimaneggiare in modo del  tutto nuovo i tòpoi della letteratura di genere, ottenendo il plauso di  personalità come Oreste Del Buono e Pier Vittorio Tondelli. È autore  di: Magia Rossa (Feltrinelli 1983, Gargoyle 2006), Cromantica (1985),  Ultimi vampiri (Feltrinelli 1987, Gargoyle 2009 in Extended Version),  Trainspotter (1989), Il peggio deve venire (1992), Una fortuna d’annata  (2000) e Il piccolo diavolo nero (2001), Ho freddo (Gargoyle 2008,  www.hofreddo.it – finalista Premio letterario Francesco Alziator –  Comune di Cagliari 2009), Tecniche di resurrezione (Gargoyle 2010).  Manfredi è, inoltre, il creatore delle seguitissime serie Magico Vento  (tradotta in diversi Paesi, attualmente al vaglio di opzioni  cinematografiche americane) e di Volto Nascosto, editi dalla Sergio  Bonelli.</p>
<p>Gianfranco Manfredi vive e lavora a Gordona (Sondrio). <a href="http://www.gianfrancomanfredi.com/" target="_blank">www.gianfrancomanfredi.com</a></p>
<p><strong>Da Tecniche di resurrezione:</strong></p>
<p>I soggetti degli esperimenti venivano scelti tra gli orfanelli. In  qualche caso si usarono anche dei soldati volontari. In una  dimostrazione di fronte a Re Luigi XV, vi si sottoposero ben  centoquaranta cortigiani, quasi si trattasse di un gioco. Ma non era un  gioco. Certo, nelle pubbliche esibizioni si limitava accortamente la  potenza dell’impulso elettrico, ma negli esperimenti di laboratorio…  vidi personalmente un bambinello cadere fulminato… un orfano che aveva  la mia stessa età… e giurai che mai e poi mai, se avessi seguito le orme  paterne, avrei effettuato esperimenti di qualsiasi natura su esseri  umani.</p>
<p><strong>Dall’introduzione “Prima di Frankestein”:</strong></p>
<p>Tecniche di resurrezione è un vero capolavoro settecentesco ricreato  al giorno d’oggi: del romanzo gotico riprende il tema e la morbosa  attenzione per la vita dopo la morte; del romanzo filosofico mette in  evidenza i problemi morali, la vivace discussione intellettuale e le  contraddizioni del tempo; del romanzo storico ha l’attenzione puntuale  per gli eventi narrati e la ricostruzione dei personaggi reali; del  romanzo fantastico ha il fascino dell’orrido e il richiamo agli elementi  insondabili che sono alla base del mistero della vita.</p>
<p><strong>Per vedere il booktrailer:</strong></p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/tecniche-di-resurrezione-ecco-il-booktrailer" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/content/tecniche-di-resurrezione-ecco-il-booktrailer</a></p>
<p><strong>Hanno detto:</strong></p>
<p>Affabulatore vivace e ironico, grottesco e spumeggiante, Mafredi ha  raggiunto l’apice delle sue capacità di intrattenimento colto e  disinvolto, nobile, ricco di tutte le sfumature necessarie all’arte del  romanzo. In Tecniche di resurrezione, ha tentato l’audace carta  dell’operazione storico-fantastica, infarcendo le sue narrazioni di  personaggi veri e fittizi, giocando sul campo della re-invenzione con  l’arma del giudice postumo che, nei peccati sociali e politici del  passato, riesce a trovare saggiamente spunti di confronto con le penurie  del disfacimento contemporaneo.</p>
<p>Sergio Pent – Tutto Libri de La Stampa</p>
<p>Una laurea in filosofia (su Jean Jacques Rousseau) negli anni ’70 a  Milano, una densa stagione di canzoni a forte contenuto politico, il  cinema con Salvatore Samperi (Liquirizia), la Tv, i fumetti per Bonelli,  e poi i romanzi pubblicati da Feltrinelli negli anni ’80: Gianfranco  Manfredi è una figura anomala nel panorama della cultura italiana, così  poco abituata a una simile varietà di mezzi, generi, registri [.] Anche  la scienza, peraltro, ha poca attrazione per i nostri narratori  ufficiali. Che invece ha per Manfredi un grande peso, grazie anche ai  suoi studi sui pensatori dell’Illuminismo, di quell’età in cui l’Europa  viveva le prime rivoluzioni tecnologiche, magari ancora in precaria  coabitazione con antiche tradizioni.</p>
<p>Ranieri Polese – Corriere della Sera</p>
<p>Un romanzo raffinato, elegante, inventivo, con un tasso di sangue vertiginoso e, proprio per questo, estremamente romantico.</p>
<p>Errico Buonanno – Il Riformista</p>
<p>In Tecniche di resurrezione, la fantasia di Manfredi si concede  fuochi pirotecnici. Al tempo stesso, però, lo scrittore ricostruisce con  grande cura e precisione gli inizi dell’Ottocento in Europa, quando gli  ambienti scientifici erano turbati dalle notizie di esperimenti  galvanici sui cadaveri.</p>
<p>Alessandro Mezzana Lona – Il Piccolo</p>
<p>Partecipa alla discussione su Tecniche di resurrezione andando su:</p>
<p><a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2010/10/14/tecniche-di-resurrezione/" target="_blank">http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2010/10/14/tecniche-di-resurrezione/</a></p>
<p><strong>Dati tecnici del volume:</strong><br />
Pagg.: 488, rilegato<br />
ISBN: 978-88-89541-51-7<br />
Prezzo: 18,00 euro</p>
<p>PERDETEVI SUL <a href="http://www.ildiacono.com/" target="_blank">WWW.ILDIACONO.COM</a><br />
TO BE CONTINUED…</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gargoylebooks.it/" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></p>
</div>
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		<title>Varney il vampiro – Il banchetto di sangue &#8211; Prest, Rymer</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 16:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bram stoker]]></category>
		<category><![CDATA[classici gotico]]></category>
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		<description><![CDATA[Il banchetto di sangue è il primo di tre volumi che costituiscono la traduzione completa, prima in Italia, di Varney the Vampire. Pubblicato tra il 1845 e il 1847 come romanzo d’appendice, e poi nel 1847 in tre volumi, è uno dei pilastri della letteratura gotico-vampirica, temporalmente collocato a metà tra Il Vampiro di Polidori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney1.jpg" rel="lightbox[4495]"><img class="alignleft size-full wp-image-4423" title="varney il vampiro" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney1.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Il banchetto di sangue</strong> è il primo di tre volumi che costituiscono la traduzione completa, prima in Italia, di <strong>Varney the Vampire</strong>. Pubblicato tra il 1845 e il 1847 come romanzo d’appendice, e poi nel 1847 in tre volumi, è uno dei pilastri della letteratura gotico-vampirica, temporalmente collocato a metà tra <strong>Il Vampiro</strong> di Polidori (1819) e <strong>Dracula</strong> di Stoker (1897), e attribuito prima a Thomas Preskett Prest e, in tempi più moderni, a James Malcolm Rymer.</p>
<p>Varney è una creatura dalle sembianze umane, la sua natura ultraterrena è tradita dal pallore, dai denti aguzzi e dall’aspetto severo che incute timore e, allo stesso tempo, in qualche modo affascina. Creato sulla scia di Lord Ruthven, il vampiro del Polidori avvezzo a frequentare gli ambienti mondani e a cibarsi del sangue di giovani donzelle, la sua caratterizzazione è stata però molto più curata e attenta.<span id="more-4495"></span></p>
<p>Egli non muta in pipistrello né in nebbia, si muove di notte come di giorno, entra da finestre comodamente raggiungibili, scappa dai suoi inseguitori saltando muri e correndo. È molto più agile, silenzioso e veloce di un uomo, caratteristiche che lo salvano dalle situazioni più incresciose e, quando queste non bastano, la Luna pensa a risanarlo dalle ferite d’arma da fuoco ridonandogli la sua non-vita.<br />
Spaventoso quasi più per i poteri che gli vengono attribuiti dall’ignoranza e dalla superstizione della gente, che per le sue effettive qualità.<br />
È un vampiro molto umano, questo Varney che, non potendo avere né provare amore, cerca soddisfazione nell’ottenere potere sulle persone, su coloro che solitamente hanno di lui scarsa considerazione. A questo scopo desidera ricchezza, perché sa che davanti al denaro l’essere umano piega il ginocchio.<br />
Brama potere, rispetto, venerazione, e vuole Villa Bannerworth perché, per qualche motivo oscuro, crede di sapere che vi è nascosto un tesoro.<br />
Con l’intento di far abbandonare la loro dimora dalla famiglia Bannerworth, prende di mira la giovane Flora, succhiandole il sangue e terrorizzandola, mentre si presenta a tutti come un affabile e inizialmente insospettabile nuovo vicino di casa.</p>
<p>Prest – o Rymer, o entrambi – scrive con una certa dose di ironia, sottile quando descrive a esempio le scene di fuga del vampiro, più netta e a tratti esilarante grazie all’introduzione di uno tra i personaggi principali: lo stravagante ammiraglio Bell, zio dello scomparso promesso sposo di Flora e in perenne battibecco con la sua “spalla” Jack Pringle.<br />
Diventa invece noioso e sovrabbondante quando fa raccontare storie ai suoi personaggi al solo scopo, come specificato nelle note, di aumentare le puntate e quindi i ricavi derivanti dalla pubblicazione delle stesse.<br />
Vi sono inoltre numerose incongruenze – dovute suppongo a ripensamenti in corso d&#8217;opera o alla poca attenzione dello scrittore che non rileggeva le puntate precedenti – come eventi rievocati in modo inesatto, o persino un particolare nella descrizione di Varney: nell’incipit ha unghie lunghissime “che, letteralmente, sembrano pendere dai polpastrelli”, ma che non vengono poi più nominate, sebbene non potrebbero certo passare inosservate se così effettivamente fossero.</p>
<p>Un romanzo quindi poco curato, in questo senso, dall’autore, ma non dalla traduttrice che è rimasta fedele all’originale, permettendoci di leggere in italiano una storia fondamentale per ogni appassionato del genere.</p>
<p>Titolo: Varney il vampiro &#8211; il banchetto di sangue<br />
Autore: Thomas Preskett Prest, Malcolm Rymer<br />
Casa Editrice: Gargoyle Books<br />
Sito web: <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a><br />
ISBN: 978-88-89541-44-9<br />
Prezzo: 16,00 €<br />
Anno: 2010<br />
Genere: classico gotico</p>
<p>Dal libro:</p>
<blockquote><p><em>Tutto è immobile&#8230; immobile come una tomba. Nessun suono spezza l&#8217;incanto del riposo. Che cos&#8217;è&#8230; uno strano rumore di passi, come quello di un milione di piedi fatati? È la grandine&#8230; sì, sopra la città si è abbattuta una grandinata. Le foglie sono state strappate dagli alberi insieme ai loro rami; le finestre che si trovavano maggiormente contrapposte alla furia immediata dei chicchi di ghiaccio che le bersagliavano si sono rotte, e l&#8217;incantata tranquillità viene sostituita da un rumore che, crescendo, sommerge tutte le esclamazioni di sorpresa o di costernazione che qui e là si levano da chi si trova la casa in preda alla bufera.<br />
Di tanto in tanto giunge un&#8217;improvvisa folata di vento che, soffiando lateralmente, trattiene per un momento milioni di granelli di grandine sospesi a mezz&#8217;aria, ma solo per scagliarli con forza raddoppiata in una nuova direzione, dove provocheranno ancora più danni.<br />
Oh, come infuria la tempesta! Grandine&#8230; pioggia&#8230; vento. Invero, una notte terribile!</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuova uscita per Fazi Editore</title>
		<link>http://messageinabook.com/2010/09/nuova-uscita-per-fazi-editore-3/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scheda libro a cura di www.fazieditore.it Charlaine Harris Un tocco di morte Traduzione di Simona Adami e Chiara Marmugi pp. 200 ca. &#8211; euro 12,00 ISBN: 978-88-7625-090-3 In libreria: 10 settembre 2010 Al secondo posto nella bestseller list del New York Times, dall&#8217;autrice di culto Charlaine Harris, i racconti che svelano tutto ciò che di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fazieditore.it/File.ashx?t=il&amp;id=1065"><img class="alignleft size-full wp-image-4417" title="un tocco di morte" src="http://www.fazieditore.it/File.ashx?t=il&amp;id=1065" alt="" width="109" height="160" /></a><em>Scheda libro a cura di <a href="http://www.fazieditore.it/" target="_blank">www.fazieditore.it</a></em></p>
<p>Charlaine Harris<br />
<strong>Un tocco di morte</strong><br />
Traduzione di Simona Adami e Chiara Marmugi</p>
<p>pp. 200 ca.  &#8211; euro 12,00<br />
ISBN: 978-88-7625-090-3<br />
In libreria: 10 settembre 2010</p>
<p>Al secondo posto nella bestseller list del New York Times, dall&#8217;autrice di culto Charlaine Harris, i racconti che svelano tutto ciò che di Sookie Stackhouse non si leggerà mai nei libri della serie Trueblood.<br />
Posti cronologicamente tra un libro e l&#8217;altro, gli episodi narrati da Charlaine Harris in Un tocco di morte sono racconti spassosi, divertenti, a tratti cupi, che ripropongono ora personaggi già noti, ora inediti, in nuovi intrighi e nuove storie.<span id="more-4012"></span></p>
<p>Dai libri della Harris è tratta la serie tv Trueblood, scritta, prodotta e in parte diretta da Alan Ball, autore del fortunato Six Feet Under e sceneggiatore di American Beauty.<br />
Cinquantanove anni, una carriera letteraria dedicata al mistery, circa trenta titoli all&#8217;attivo, la Harris è un vero e proprio caso editoriale internazionale.</p>
<p><strong>Charlaine Harris</strong> è nata in Mississippi. Da oltre vent&#8217;anni scrive  opere di genere mystery e fantasy, è membro  autorevole della Mystery Writers of America  e della American Crime Writers League. Il ciclo di Sookie Stackhouse ha ottenuto  un grande successo in America e ha vinto il prestigioso Premio Anthony per la narrativa mistery. Charlaine Harris vive in Arkansas con suo marito e tre figli.</p>
<p>«Mi sono divertita a scrivere queste storie. Qualcuna è spassosa, qualcun&#8217;altra più cupa, ma tutte mettono in evidenza un lato del carattere di Sookie o un episodio della sua vita che nei libri non compaiono. Spero che vi diano lo stesso piacere, nel leggerle, che hanno dato a me nello scriverle.»<br />
<em>Charlaine Harris</em></p>
<p>«L&#8217;autrice mescola abilmente i generi rosa, horror e poliziesco. I suoi vampiri sono anzitutto degli outsider, indecisi tra l&#8217;assimilazione e l&#8217;obbedienza alla loro natura selvaggia tra una vita normalizzata e il richiamo del sangue. I romanzi della Harris non hanno nulla da invidiare a Via col vento e Rebecca.»<br />
<em>Ranieri Polese, Corriere della sera</em></p>
<p>«True Blood propone un&#8217;America di un imprecisato futuro in cui i vampiri possono finalmente essere accettati. Invenzioni di questo genere finalizzate a normalizzare il vampiro dimostrano inequivocabilmente che il vampiro ci piace al punto che vorremmo essere come lui.»<br />
<em>Tommaso Pincio, Il manifesto</em></p>
<p>«Charlaine Harris ha una scrittura efficace e precisa»<br />
<em>The New York Times Book Review</em></p>
<p>«La Harris ha creato un universo irresistibile e i suoi libri sono sexy, avvincenti, spiritosi.»<br />
<em>Alan Ball, creatore della serie True Blood e Six Feed Under</em></p>
<p><strong>Dall&#8217;aprile 2009 a oggi, Fazi Editore ha pubblicato:</strong></p>
<p><strong>Finchè non cala il buio</strong><br />
Traduzione di Annarita Guarnieri<br />
pp. 350 &#8211; euro 12,00</p>
<p>Primo titolo della saga creata dalla scrittrice Charlaine Harris, Finché non cala il buio è una romantica vampire story ambientata  in un prossimo futuro in cui i vampiri non sono più gli inquietanti protagonisti dei nostri incubi peggiori, ma presenze in carne ed ossa, a volte oggetto di attrazione e desiderio. Grazie all&#8217;invenzione, da parte di uno scienziato giapponese, di un sangue sintetico, i vampiri si sono trasformati da mostri leggendari in semplici cittadini che amano andarsene in giro di notte.</p>
<p><strong>Morti viventi a Dallas</strong><br />
Prefazione di Tommaso Pincio<br />
Traduzione di Annarita Guarnieri<br />
pp. 350 ca.- euro 12,00</p>
<p>Con Morti a Dallas continua, tra colpi di scena mozzafiato, la saga sui vampiri più originale e divertente che sia mai stata scritta. Sookie Stackhouse sta attraversando un periodo difficile. Il suo collega e amico Lafayette è stato assassinato: sembra che a ucciderlo sia stato il rampollo della famiglia più aristocratica di Bon Temps, la cittadina in cui la protagonista vive.</p>
<p><strong>Il club dei morti</strong><br />
Traduzione di Annarita Guernieri<br />
pp. 350 ca. &#8211; euro 12,00<br />
ISBN: 978-88-7625-068-2</p>
<p>Sookie Stackhouse ha dei seri problemi di cuore. Di recente Bill Compton, il suo fidanzato vampiro, si è mostrato più distaccato e distante. Ora è addirittura partito per un altro Stato, ed è di fatto irreperibile. Eric, il sinistro capo di Bill, ha qualche idea riguardo a dove possa essere finito: forse è stato rapito dalla sua ex ragazza, la conturbante &#8220;vamp&#8221; Lorena.</p>
<p><strong>Morto per il mondo</strong><br />
Traduzione di Annarita Guernieri<br />
pp. 350 ca.  &#8211; euro 12,00<br />
ISBN: 978-88-7625-068-2</p>
<p>Nel quarto titolo della serie, Sookie si trova suo malgrado ad aiutare Eric, il vampiro capo di Bill, terrorizzato ed in preda ad una singolare forma di amnesia.  Nonostante la pessima fama di Eric, Sookie decide di difenderlo da coloro  che gli hanno sottratto la memoria. Si ritroverà così a combattere una squadra  di pericolose streghe che tenteranno in tutti i modi di ucciderli entrambi.</p>
<p><strong>Hanno scritto di Charlaine Harris:</strong></p>
<p>&#8220;Emozionante e pieno di azione, il quarto libro della serie di bestseller di Charlaine Harris terrà i lettori incollati alla pagina. Impossibile resistere a questa fusione di romance, fantasy e mistero&#8221;.<br />
<em>Publishers Weekly</em></p>
<p>&#8220;Il boom dei vampiri coi denti da latte: hanno smesso di nutrirsi di sangue umano. Così accade nei quattro romanzi della saga Twilight di Stephenie Meyer e in True Blood  di Charlaine Harris.&#8221;.<br />
<em>Corriere della Sera</em></p>
<p>&#8220;Il romanzo è divertente. Assurdo e divertente come certe favole di Gianni Rodari. E crudele&#8221;.<br />
<em>Valeria Brignani, Rolling Stone</em></p>
<p>&#8220;Il mito è solo un pretesto per parlare delle minoranze omosex. Come la segregazione degli anni &#8217;50&#8243;<br />
<em>Stefano Ciavatta, Il riformista</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.fazieditore.it" target="_blank">www.fazieditore.it</a></p>
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		<title>Nuove uscite per Gargoyle Books</title>
		<link>http://messageinabook.com/2010/08/nuove-uscite-per-gargoyle-books-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 19:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[clanash farjeon]]></category>
		<category><![CDATA[classici gotico]]></category>
		<category><![CDATA[gargoyle books]]></category>
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		<category><![CDATA[thomas preskett prest]]></category>
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		<description><![CDATA[Due nuove uscite per le Edizioni Gargoyle Books: I vampiri di Ciudad Juarez, di Clanash Farjeon e Varney il vampiro &#8211; L&#8217;Inafferrabile, secondo volume di Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer. Schede libro a cura di www.gargoylebooks.it Il nuovo folgorante romanzo dell&#8217;autore de &#8220;Le Memorie di Jack lo Squartatore&#8221; I VAMPIRI DI CIUDAD JUAREZ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due nuove uscite per le Edizioni Gargoyle Books: <strong>I vampiri di Ciudad Juarez</strong>, di Clanash Farjeon e <strong>Varney il vampiro &#8211; L&#8217;Inafferrabile</strong>, secondo volume di Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer.</p>
<p><em>Schede libro a cura di <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></em><span id="more-3815"></span></p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/I%20Vampiri%20di%20C.J.%20PDF%20copia.jpg" rel="lightbox[3815]"><img class="alignleft size-full wp-image-4257" title="i vampiri di ciudad juarez" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/I%20Vampiri%20di%20C.J.%20PDF%20copia.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Il nuovo folgorante romanzo dell&#8217;autore de &#8220;Le Memorie di Jack lo Squartatore&#8221;</p>
<p>I VAMPIRI DI CIUDAD JUAREZ<br />
di CLANASH FARJEON<br />
Traduzione di Chiara Vatteroni</p>
<p><strong>Trama</strong>.</p>
<p>Primavera 1997, Michael Davenport, bizzarro videoreporter inglese alla perenne caccia di scoop, riesce a farsi spedire negli USA da &#8220;Enigma&#8221;, rivista per cui lavora altrettanto bizzarra, con l&#8217;impegno di rientrare con almeno un paio di reportage strepitosi.</p>
<p>Dopo il volo Londra-Miami, il giornalista raggiunge in pullman El Paso, lì un altro autobus lo porterà a Los Angeles dove è previsto il suo soggiorno presso una coppia di amici. Nella bordertown texana, Michael filma lo spettacolare paesaggio desertico di confine, imbattendosi in una maestosa tigre siberiana, la cui bellezza lo ipnotizza al punto da inseguirla d&#8217;impulso oltrepassando la frontiera e ritrovandosi a Ciudad Juarez. Nella piazza principale della città messicana, Michael riprende il formidabile felino mentre scompare in una limousine bianca fermatasi appositamente a prelevarlo. Nel filmato prodotto il giornalista intravede la sagoma di un uomo elegante all&#8217;interno della vettura; quello che gli appare come un innocuo dettaglio si rivela, invece, un boomerang dal momento che di li a poco Michael viene assalito e derubato della videocamera e del passaporto. Mandante dell&#8217;aggressione è proprio il proprietario di El Tigre: Amado Portillo Perez, capo del cartello della droga di Ciudad Juarez. Amado è impegnato in una trattativa con dei narcotrafficanti russi. Per riavere la refurtiva, Michael deve fare la sua parte nel delicato negoziato, scoprendo così un mondo di perdizione e violenza inimmaginabili, all&#8217;insegna di rituali aberranti e di insospettabili connivenze, dove niente è come sembra.</p>
<p>Per leggere il primo capitolo:</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/arrivano-i-vampiri-di-ciudad-juarez-0" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/content/arrivano-i-vampiri-di-ciudad-juarez-0</a></p>
<p><strong>Tracce.</strong></p>
<p>The Vampires of Ciudad Juarez è il primo episodio di una trilogia che comprende The vampires of 9/11 e The Vampires of the Holy Spirit, i primi due titoli sono già stati pubblicati in Canada e Stati Uniti, mentre l&#8217;ultimo è in fase di stesura. Nel 2011 è prevista la traduzione italiana del secondo capitolo per i tipi Gargoyle.</p>
<p>Come per Le Memorie di Jack Lo Squartatore (2008), Farjeon ricorre a un micidiale mix di ferocia e perversione per raccontare di una società degradata; se però il primo romanzo era ambientato in epoca vittoriana, il secondo si svolge alle soglie del terzo millennio nella messicana Ciudad Juarez, al confine con gli Stati Uniti, la più pericolosa città del mondo secondo recenti statistiche, che diventa lo scenario paradigmatico di un incubo narrativo postmoderno.</p>
<p>Zona-corridoio dove transita ogni tipo di sostanza stupefacente &#8211; un macrobusiness stimato in 25 miliardi di dollari &#8211; nonché sfondo di febbrile via vai di migliaia e migliaia indocumentados, che varcano la frontiera illegalmemente per essere spesso ricacciati indietro o sfruttati impietosamente negli USA, da decenni &#8211; specie dopo gli accordi NAFTA del 1994 che hanno esteso il libero commercio oltre che agli USA e al Canada anche al Messico con esiti assai controversi &#8211; la tentacolare Ciudad Juarez è una metropoli che collassa nella violenza e in uno stato sempre più avanzato di disintegrazione sociale. Una devastazione a tal punto massiccia da interessare l&#8217;intera popolazione: mentre la classe dirigente (politici, magistrati, finanzieri), le alte cariche amministrative e le forze dell&#8217;ordine risultano sempre più corrotte e colluse con attività criminali, i ceti meno abbienti ingrossano le fila della manovalanza armata al servizio del cartello della droga di Juarez in una guerra, senza esclusioni di colpi e di cruente ritorsioni, contro gli altri cartelli messicani (quasi 23.000 morti negli ultimi tre anni) per il controllo del narcotraffico nel Paese. Dal 1993, inoltre, a Ciudad Juarez è in atto un vero e proprio femminicidio di donne povere, in prevalenza giovanissime operaie delle numerose maquiladoras (fabbriche d&#8217;assemblaggio di componenti per l&#8217;elettronica destinato al mercato straniero) gestite da multinazionali. Quando non orribilmente trucidate (dopo essere state ripetutamente stuprate, seviziate e sfigurate), queste giovani scompaiono nel nulla e, fatta eccezione per lo strazio delle famiglie, nella acquiescenza generale. Dati ufficiali indicano in oltre 400 le ragazze uccise e in circa 600 le desaparecidas, ma è assai probabile che la stima reale sia, invece, di diverse migliaia di donne.</p>
<p>Omertà istituzionale e complicità della polizia bloccano sistematicamente il procedere delle indagini e, malgrado la continua campagna di sensibilizzazione di organizzazioni umanitarie come Amnesty International, quest&#8217;implacabile mattanza seguita a non essere sufficientemente intercettata dalla maggior parte dei grandi media.</p>
<p>È sintomatico che a supplire il ruolo informativo siano il giornalismo d&#8217;inchiesta che ha sempre meno spazio (spiccano i lavori di Charles Bowden e del fotografo Jualian Cardona &#8211; fonti d&#8217;ispirazione per Clanash Farjeon -, di Sergio González Rodríguez, di Victor Ronquillo, e di Marc Fernandez e Jean-Christophe Rampal), il cinema (Bordertown, film di Gregory Nava del 2007 fortemente voluto da Jennifer Lopez che lo ha anche interpretato) e la letteratura.</p>
<p>Non era facile scrivere narrativamente di femminicidio e narcoterrorismo, ma Farjeon ci riesce in pieno imbastendo un&#8217;originale trama horror dove suspence e denuncia si intersecano agevolmente e dove l&#8217;elemento vampirico è chiaramente utilizzato per descrivere ancora più incisivamente tutto il torbido e le brutture che stanno attorno all&#8217;esercizio di un potere illimitato e disumanizzante, nella fattispecie quello degli esponenti di una famiglia di signori della droga, che le fattezze vampiriche rendono ancora più inquietanti.</p>
<p>A fare da contraltare a tutto ciò un umorismo caustico, suscitato in specie dalla figura dello strampalato protagonista, dunque l&#8217;orrore più cupo e raggelante di certe situazioni volge sovente al grottesco, come a dire che, contrariamente alla realtà, almeno nella fiction c&#8217;è, attraverso la vis comica, la vitalistica possibilità di creare un limite al male.</p>
<p><strong>L&#8217;autore.</strong></p>
<p>Clanash Farjeon è l&#8217;anagramma dell&#8217;attore britannico Alan John Scarfe. Nato nel 1946, si trasferisce ancora bambino in Canada. Formatosi all&#8217;Università britannica della Columbia e all&#8217;Accademia di Arte Drammatica di Londra, è conosciuto soprattutto come fine interprete del teatro classico &#8211; Marlowe (Faust) Shakespeare (Bruto, Amleto, Otello, Iago, Re Lear, Prospero Faust), Cechov (lo zio Vanja), Strindberg, Pirandello, Brecht, Beckett, Williams, Osborne, Pinter &#8211; ma è anche autore di diverse regie teatrali. Ha recitato in più di 40 film e in innumerevoli serie TV, tra cui Star Trek: Voyager e Star Trek: The Next Generation, in quest&#8217;ultima accanto alla moglie Barbara Macza, in arte March, attrice di origini polacche, anch&#8217;essa di formazione teatrale. La coppia ha due figli, Jonathan, attore, e Tosia, cantante d&#8217;opera con la passione per il rock.</p>
<p>Nel 2003, Scarfe ha pubblicato il suo primo romanzo, A Handbook For Attendants On The Insane, che Gargoyle ha proposto nel 2008 con il titolo Le memorie di Jack Lo Squartatore, incontrando un ottimo successo di lettori e di critica.</p>
<p><strong>Da I vampiri di Ciudad Juarez:</strong></p>
<p>Era incredibile. C&#8217;erano centinaia d&#8217;immagini di donne, sia primi piani sia figure intere. Non robaccia porno da quattro soldi. Raffiguravano normalissime ragazze messicane ben vestite, in un&#8217;ampia varietà di pose, con espressioni che andavano dalla dolce modestia alla ribellione rabbiosa. Visi di ragazze che lavorano sodo, puliti, innocenti, accompagnati ognuno da un&#8217;immagine dal tenore completamente diverso. macabro. [.] Esiste qualcuno su questo pianeta che ossa approvare simili crudeltà gratuite? Esseri umani impalati? Crocefiisi?</p>
<p><strong>Clanash Farjeon su I vampiri di Ciudad Juarez:</strong></p>
<p>L&#8217;ho scritto dopo aver letto Blood Orchid di Charles Bowden, con le foto di Jualian Cardona. La realtà dell&#8217;orribile femminicidio messicano, che si protrae da quasi 20 anni con modalità raccapriccianti, mi ha sconvolto, così come mi ha sconvolto e sconvolge l&#8217;assenza di una strategia seria per risolvere questo stato criminoso di cose da parte delle autorità preposte.</p>
<p>Anche questo romanzo, come il precedente, può considerarsi è un atto d&#8217;accusa contro l&#8217;abuso di potere ovunque esso venga esercitato; d&#8217;altronde è la stessa storia dell&#8217;umanità che si presta a essere letta come un&#8217;ininterrotta epopea tragica. La crudeltà di certe situazioni descritte non è, purtroppo, una mia invenzione.<br />
<strong><br />
Hanno detto:</strong></p>
<p>Il libro assume le movenze di una sorta di horror sociale[.]. Una storia con tutti i crismi per gli appassionati del genere, dunque, ma anche con qualcosa di diverso, e in più.</p>
<p>Massimiliano Panarari &#8211; La Repubblica</p>
<p>Il romanzo di Clanash Farjeon ricorre alla cupa realtà dei fatti di cronaca per dar corpo ad una fiction influenzata da una tecnica narrativa cinematografica (con azioni decentrate e frequenti cambi di personaggi e vertici di osservazione) [ .] lo stile ironico e leggero della prosa, a tratti, si distende in un tono quasi da commedia horror, fortemente evocativa di alcuni personaggi del cult The Rocky Horror Picture Show.</p>
<p>Maurizio Crispi &#8211; Sicilia Informazioni</p>
<p>Al diavolo il &#8220;vedo-non-vedo&#8221;, al diavolo la forma e il canone, questo libro è un cazzotto nello stomaco a tutta la &#8220;bella&#8221; narrativa. L&#8217;autore, Alan John Scarfe (alias Clanash Farjeon) mette su un capolavoro a metà strada fra Scarface e un B-movie degli anni Ottanta, con un risultato che lascia senza fiato.</p>
<p>Valerio Bonante &#8211; Ca&#8217; delle Ombre</p>
<p>Scarfe scrive in modo gradevolissimo, ricco di humor e pacato al tempo stesso [.] La narrazione scorre veloce e piacevole e le arguzie verbali del protagonista rendono la lettura piuttosto divertente, anche se mai nettamente umoristica.</p>
<p>Susanna Raule &#8211; Cu-Up</p>
<p>Farjeon/Scarfe, anche se con una vena di sar­ca­smo, fa una denun­cia al sistema capi­ta­li­stico, e a tutti coloro che deten­gono un potere illi­mi­tato, che li depriva di qual­siasi senso umano ed etico. Difatti i suoi vam­piri non hanno nulla a che fare con gli ste­reo­tipi let­te­rari clas­sici o cine­ma­to­gra­fici. Non sono roman­tici e dia­fani, né tanto meno tene­brosi o pro­ble­ma­tici. Sono spie­tati, arro­ganti vol­gari e pre­va­ri­ca­tori.</p>
<p>Vito Tripi &#8211; Wordshelter</p>
<p>L&#8217;orrore che ci propone Farjeon non ha nulla di soprannaturale, è un resoconto di brutalità che accadono ogni giorno nei Paesi dove la gente non può nulla contro la corruzione e la violenza della classe dominante.</p>
<p>Daniela Bolognini &#8211; Il Catafalco</p>
<p><strong>Dati tecnici del volume:</strong></p>
<p>Collana: &#8220;Nuovi Incubi&#8221;<br />
Pagg.: 294, brossura<br />
Prezzo: 14,00 euro<br />
ISBN: 978-88-89541-43-2</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney2.jpg" rel="lightbox[3815]"><img class="alignleft size-full wp-image-4422" title="varney 2" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney2.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>VARNEY IL VAMPIRO &#8211; L&#8217;Inafferrabile<br />
di Thomas Preskett Prest &#8211; James Malcolm Rymer</p>
<p>il caposaldo della letteratura vampirica finalmente in edizione italiana</p>
<p>Il secondo volume della trilogia di Varney</p>
<p>Traduzione di Chiara Vatteroni<br />
Introduzione di Fabio Giovannini</p>
<p><strong>Il libro.</strong></p>
<p>ll secondo volume, dal sottotitolo &#8220;L&#8217;inafferrabile&#8221;, è costituito dai capitoli 66 a 126 (con un salto dal cap. 123 al 126 che, secondo la scelta editoriale di attenersi il più possibile alla struttura originaria, è stato mantenuto) si apre con l&#8217;introduzione &#8220;Varney il contaminatore&#8221;  di Fabio Giovannini &#8211; tra i massimi esperti di cultura vampiresca, nonché curatore, nel 1993, di una miniedizione di Varney, comprendente 4 dei 237 capitoli dell&#8217;opera &#8211; il quale, in linea con le sue ricerche, si sofferma soprattutto su come il vampiro letterario Varney abbia impattato con le altre forme artistiche e della comunicazione.</p>
<p>Nel secondo libro vengono approfonditi i legami tra la famiglia Bannerworth e Sir Francis Varney, da tutti ritenuto un vampiro, la cui  figura è sempre più caratterizzata da inafferrabilità e predisposizione a mutare costantemente identità.</p>
<p>Sviluppo della trama e stile letterario si raffinano, in parallelo ad un maggiore consolidamento della factory degli autori. Factory che &#8211; ricordiamo &#8211; è assai probabile che non fosse formata soltanto da James Malcolm Rymer e Thomas Preskett Prest, ma da un gruppo di poligrafi più numeroso che lavorava a soggetto, in prevalenza sulla base di un canovaccio in continua modifica (ampliamenti, rallentamenti e impennate del ritmo narrativo, provocazioni verbali, colpi di scena), aderendo allo spirito del feuilleton, e andando incontro alle aspettative e ai gusti di un pubblico di massa.</p>
<p>Costante se non maggiormente scoperto è l&#8217;intento paternalistico-didascalico di chi scrive per chi legge (un popolo oltre che da alfabetizzare, anche da acculturare secondo una preciso conformità valoriale), assieme all&#8217;afflato di giustizia (personificato soprattutto dall&#8217;ammiraglio e dalla giovane Flora).</p>
<p><strong>La trama.</strong></p>
<p>Liberato da Varney, Charles Holland torna dalla fidanzata Flora Bannerworth e dallo zio ammiraglio Bell, dopo aver rinchiuso nella prigione sotterranea, dove era stato egli stesso tenuto, il villain Marchdale, destinato a perire miseramente sotto il crollo delle pareti della cella.</p>
<p>Bannerworth Hall, ormai deserta dopo la fuga dei legittimi proprietari in un cottage non lontano, viene visitata da personaggi misteriosi, tutti in qualche modo legati a  Sir Francis Varney. Quando il dottor Chillingworth tenta di portare via il grande ritratto, somigliante allo stesso Varney, collocato nella camera da letto di Flora, viene aggredito e rapinato. Il medico chirurgo rivelerà, inoltre, di avere già conosciuto il vampiro a Londra: alla ricerca, con l&#8217;ausilio di un boia, di cadaveri su cui compiere esperimenti, aveva avuto l&#8217;impressione di resuscitare un criminale appena impiccato, lo stesso vampiro.</p>
<p>La testimonianza è confermata dall&#8217;arrivo in scena del boia, che ricatta Varney, e dal racconto fatto da quest&#8217;ultimo a Charles Holland, che è riuscito a rintracciarlo: assieme a Marmaduke Bannerworth, il pater familias morto suicida, egli aveva partecipato a un&#8217;azione criminosa per recuperare un&#8217;ingente somma di denaro persa al gioco, edera stato catturato e condannato a morte.</p>
<p>A Bannerworth Hall è nascosto probabilmente il denaro rubato, mai recuperato. Nuovamente inseguito dalla folla, Varney si rifugia nel cottage dei Bannerworth, stabilendo con essi un raporto di reciproco rispetto, ma poi scompare di nuovo, mentre Charles e Flora possono finalmente sposarsi. Intanto,  ad Anderbury, una cittadina di mare a circa venti miglia da Bannerworth Hall, fa la sua comparsa un misterioso e ricchissimo nobiluomo, il barone Stolmuyer di Salisburgo, che si appresta alle nozze con una bellezza del luogo, Helen, figlia dell&#8217;avida vedova Williams&#8230;</p>
<p><strong>Da Varney &#8211; L&#8217;inafferrabile:</strong></p>
<p>Il vampiro accennò un gesto ostile, come se volesse aggredire Charles Holland; subito dopo, però, crollò quasi a terra, come sconvolto da un ricordo che gli fiaccava il braccio; tremava per un&#8217;inconsueta emozione e, dall&#8217;aspetto spaventosamente livido del viso, Charles temette un grave collasso [...]</p>
<p>«Varney», esclamò, «Varney, calmatevi! Sarete ascoltato da una persona che non trarrà conclusioni avventate né inclementi; che, con quella carità che è purtroppo rara, darà alle parole che pronuncerete l&#8217;interpretazione più favorevole [.]».</p>
<p>«È strano», rispose il vampiro. «Non avevo mai pensato di poter essere commosso da qualcosa di umano. Giovanotto, avete toccato le corde della memoria: vibrano in tutto il cuore, producendo accenti e suoni che risalgono ad anni da lungo tempo trascorsi.»</p>
<p><strong>Dall&#8217;introduzione &#8220;Varney il contaminatore&#8221;:</strong></p>
<p>Ormai siamo così tanto abituati all&#8217;immagine del vampiro veicolata in particolare dal cinema e dalla televisione da ritenere che le sue caratteristiche siano senza tempo. Invece le origini di quell&#8217;immagine sono agevolmente identificabili e rintracciabili. È stata la letteratura del XIX secolo ad assumersi il compito di costruire e inventare il vampiro. Thomas P. Prest e James M. Rymer, i più probabili autori di Varney the Vampire (pubblicato anonimo), hanno il merito di aver cristallizzato sulla pagina scritta, tra il 1845 e il 1847, alcuni dei capisaldi dell&#8217;immaginario vampiresco. Varney, infatti, è un catalogo anticipatore di descrizioni e ritratti del vampiro destinati a lunga fortuna e ad approdare ai nostri giorni quasi intatti.</p>
<p>Per leggere l&#8217;introduzione:</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/varney-il-vampiro-arriva-il-volume-2-linafferrabile" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/content/varney-il-vampiro-arriva-il-volume-2-linafferrabile</a></p>
<p><strong>Hanno detto:</strong></p>
<p>Questo lungo romanzo diventa un discorso non solo sulla &#8220;natura&#8221; del vampiro, ma sull&#8217;identità stessa dell&#8217;Inghilterra, ancora colma<br />
delle reminiscenze della lotta contro l&#8217;arci-nemico Napoleone, divisa tra la nostalgia del paesaggio campestre e la fascinazione di<br />
quello urbano, impegnata nei processi di conquista coloniale a cui, sempre di più, con l&#8217;avanzare del secolo, i ceti più umili della<br />
piccola borghesia e del proletariato sarebbero stati chiamati a dare il loro contributo di sacrifici e di speranze.</p>
<p>Carlo Pagetti</p>
<p>[...] dalla letteratura al cinema, tra proposte usa e getta che ammiccano ai nonpensanti e operazioni seriose che rivendicano invece lo statuto di genere, le offerte non mancano. Tant&#8217;è che anche la prima traduzione in italiano di un classico della letteratura vampirica come Varney, può sembrare rischioso. Se non fosse che a mano a mano che si seguono e inseguono le vicende di questo non-morto [.]. E gli stereotipi senz&#8217;anima che sembravano dominare i primi capitoli, lasciano il posto a una duttilità psicologica degna di un personaggio da dramma borghese. Questa la novità di un&#8217;opera scritta in forma seriale tra il 1845 e il 1847 nell&#8217;Inghilterra vittoriana, tra i colpi e i contraccolpi della rivoluzione industriale e le mutate esigenze di un mercato editoriale più ampio e &#8220;alfabetizzato&#8221;. Questo il senso della sua pubblicazione, ora, in un&#8217;Italia omologata e accidiosa.</p>
<p>Alessandra Bernocco &#8211; Europa</p>
<p>Il romanzo prosegue trionfalmente, tra digressioni, nuove vittime, nuovi scenari [...] per la delizia dell&#8217;affascinato lettore.</p>
<p>Paolo Bertinetti &#8211; &#8220;Tutto Libri&#8221; de La Stampa</p>
<p>Un archetipo e capolavoro, che si mangia la maggior parte dei romanzi  di vampiri antichi e moderni, e che finalmente, dopo un secolo e mezzo, approda in Italia.</p>
<p>Claudio Asciuti &#8211; Pulp</p>
<p>Opera dall&#8217;intreccio complesso e ricco di digressioni, che ritrae alla perfezione il prototipo del raffinato e machiavellico mostro fornito di un&#8217;elegante favella e di affilati canini, un libro che sfodera tutti i topoi del genere gotico, ma che non disdegna la contaminazione con ogni genere letterario. Polpa horror speziata con aromi decadenti innanzitutto, ma melodramma, avventura, pamphlet sociale, un impianto teatrale e persino un pizzico di humour nero convergono in queste pagine, che rappresentano una vera fucina di sperimentazioni narrative, humus embrionale delle potenzialità insite nell&#8217;allora nascente formula romanzesca. In questa mescolanza suggestiva di approcci e umori risultano persino coerenti le discrepanze stilistiche ravvisabili tra gli innumerevoli capitoli, riconducibili ai diversi scrittori che, proprio come succedeva per gli artisti e artigiani di una bottega pre-industriale, si alternavano nella compilazione delle peripezie di Varney: la sensazione finale, a voler usare una similitudine cinematografica, è quella di una pellicola diretta e fotografata magistralmente da Mario Bava e scossa dai lampi lisergici e isterici di Jesus Franco. In poche parole, qualcosa di unico ed eccezionale.</p>
<p>Andrea Grieco &#8211; Alphabetcity</p>
<p>Con pochi tratti l&#8217;attenzione del lettore è tutta lì, schiavizzata dal gesto veloce, dalla prosa gridata e da personaggi che sfiorano la bidimensionalità di caratteri da teatro minore.<br />
Poi, pian piano, l&#8217;attenzione si sposta oltre e il racconto comincia a prendere corpo. Con esso prende corpo anche una dimensione &#8220;scettica&#8221; [.] gli autori ritengono l&#8217;esistenza dei vampiri una mera superstizione[...] la vocazione razionalista riconduce ogni elemento sovrannaturale nei limiti del conosciuto e dell&#8217;esperibile.</p>
<p>Alessandro Izzi &#8211; Close-Up</p>
<p>Tutta la letteratura gotica e horror successiva deve molto a Varney il vampiro, e la possibilità di tornare a leggere le sue oscure avventure e rocambolesche vicende oltre a essere uno stimolo da un punto di vista storico-letterario, è principalmente, e senza dubbio, un vero piacere per la mente e la fantasia. una delle più interessanti pubblicazioni di genere che si vedono nel nostro Paese da diversi anni a questa parte. Da non perdere!</p>
<p>Igor De Amicis &#8211; Thriller Magazine</p>
<p>Una scanzonata, autoironica opera di fondazione dell&#8217;iconografia vampirica, il cui protagonista beffardo, cinico e malinconicamente blasé è l&#8217;antidoto anti-Twilight.</p>
<p>Selene Pascarella &#8211; Carta</p>
<p>Punto di forza di Varney il vampiro è la capacità di offrire  [.] intrigo, azione, soprannaturale, mistero, colpi di scena e avventura, con toni ora drammatici o tragici, ora sentimentali o addirittura grotteschi. Non stupisce che questo anomalo feuilleton abbia appassionato i lettori più disparati, proponendosi come un appuntamento periodico irrinunciabile sia per intellettuali che per &#8220;popolani&#8221; [...]. La prosa elegante e avvincente degli autori ci conduce all&#8217;interno della leggenda vampirica e ci regala un protagonista (ma eccellenti sono anche i tanti comprimari, dai fratelli di Flora Henry e George, al promesso sposo Charles Holland, dallo scettico chirurgo Chillingworth, alla bizzarra coppia formata dall&#8217;ammiraglio Bell e dal marinaio dalla bottiglia facile Jack Pringle) che siamo felici di conoscere.</p>
<p>Giovanni Scalambra &#8211; Stradanove</p>
<p>Ciò che davvero colpisce è la sfilza di personaggi che animano la narrazione riuscendo a portarvi elementi continui di novità, spunti di riflessione e testimonianze del contesto sociale in epoca ottocentesca.</p>
<p>Movida &#8211; Lankelot</p>
<p>Varney apparve a Londra nel 1845 e per ben due anni le cameriere, i commessi, gli operai si abbeverarono alle sue avventure [...] Per the mob, cioè la plebe urbana dell&#8217;Inghilterra vittoriana, quel signore allampanato e malinconico, più decadente che romantico, svolgeva la stessa funzione che svolgono ai nostri giorni, presso torme di ragazzini, i romanzetti di Stephenie Meyer: instillare il piacere della letteratura, nella speranza che, una volta «svezzato», il pupo possa essere invogliato a&#8230; erudirsi da solo, passando, per esempio, a Flaubert o Dostoevskij.</p>
<p>Daniele  Abbiati &#8211; Il Giornale</p>
<p>L&#8217;importanza del personaggio è stata molto profonda nel tracciare le coordinate del &#8220;vampiro moderno&#8221;, sai a livello fisico che psicologico. Basti pensare che, nell&#8217;universo Marvel, il primo vampiro si chiama Varane. Impedibile per tutti gli appassionati di letteratura gotica.</p>
<p>Daniele Bonfanti &#8211; Hera</p>
<p>[...] buon romanzo di suspense, ricco di colpi di scena, ambientato in un&#8217;Inghilterra in trasformazione, in cui si ravvisa il declino dell&#8217;aristocrazia, vittima dell&#8217;avanzare della classe borghese ma anche dei suoi stessi vizi. Per la verità, non ne esce molto meglio il &#8220;popolino&#8221;, rappresentato dalla folla inferocita con tanto di torce e forconi, priva di qualsiasi raziocinio, la quale non esita a profanare tombe, impalare cadaveri e appiccare incendi: un&#8217;indistinta marmaglia che finisce per fare più paura del terribile vampiro.</p>
<p>Antonio Daniele &#8211; Il Catafalco</p>
<p><strong>Dati tecnici II volume:</strong></p>
<p>Pagg. 513, brossura<br />
Prezzo: 16,00 euro<br />
ISBN: 978-88-89541-46-3</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></p>
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