<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Message in a Book &#187; gotico</title>
	<atom:link href="http://messageinabook.com/tag/gotico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://messageinabook.com</link>
	<description>Recensioni, interviste, articoli e news dal mondo della medio piccola editoria.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 06:00:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Escono per Perdisa Pop: Tre volte all&#8217;inferno, di Cristian Borghetti e Undicesimo comandamento, di Elena Mearini</title>
		<link>http://messageinabook.com/2011/10/escono-per-perdisa-pop-tre-volte-allinferno-di-cristian-borghetti-e-undicesimo-comandamento-di-elena-mearini/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2011/10/escono-per-perdisa-pop-tre-volte-allinferno-di-cristian-borghetti-e-undicesimo-comandamento-di-elena-mearini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 06:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Callipo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cristian borghetti]]></category>
		<category><![CDATA[elena mearini]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[perdisa pop]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://messageinabook.com/?p=6549</guid>
		<description><![CDATA[Comunicato stampa a cura di www.gruppoperdisaeditore.it TRE VOLTE ALL&#8217;INFERNO di Cristian Borghetti Tre romanzi brevi che danno nuova forza alla narrativa gotica italiana, tornando alle origini della stessa letteratura dell&#8217;orrore: Cristian Borghetti mescola linguaggi antichi e atmosfere storiche per dare vita a un mondo onirico e surreale, denso di citazioni e suggestioni proprie di scrittori come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Comunicato stampa a cura di <a href="http://www.gruppoperdisaeditore.it/" target="_blank">www.gruppoperdisaeditore.it</a></em></p>
<p><img class="alignleft" title="tre volte all'inferno" src="http://www.gruppoperdisaeditore.it/PerdisaImager.aspx?path=media&amp;name=978-88-8372-546-3" alt="" width="109" height="160" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>TRE VOLTE ALL&#8217;INFERNO</strong><br />
di Cristian Borghetti</p>
<p>Tre romanzi brevi che danno nuova forza alla narrativa gotica italiana, tornando alle origini della stessa letteratura dell&#8217;orrore: Cristian Borghetti mescola linguaggi antichi e atmosfere storiche per dare vita a un mondo onirico e surreale, denso di citazioni e suggestioni proprie di scrittori come Edgar A. Poe o H. P. Lovecraft.<br />
Un&#8217;eccezionale immaginazione visionaria al servizio di incubi e paure ancestrali catapulta il lettore nell&#8217;oscurità, tra sangue ed erotismo, orrori e follie, creature infernali e misteriosi labirinti della mente, nei quali il macabro si allea con il romantico, la scienza con le arti occulte, l&#8217;amore con la morte.<br />
<span id="more-6549"></span><br />
<em>Il bacio di Medusa (il nero veleno è già nei tuoi occhi). </em>Un assassino spietato si aggira per la magione di Bosco Oscuro alla fine dell&#8217;Ottocento. Incaricato delle indagini è il colonnello Flauros Ferramano. La caccia lo porta sulle tracce del suo antico nemico, Asmodeo Colonna, vittima della follia e uomo dotato di incredibile astuzia. ne nascerà un duello epico, una lotta con le forze oscure, la caduta senza redenzione nella profondità delle tenebre.</p>
<p><em>Il canto di Lucifero (ballata in Dio minore).</em> In una surreale Parigi della Belle Époque, durante uno spettacolo teatrale, gli attori della commedia vengono trucidati. Il drammaturgo, accusato del massacro, è tratto in arresto. Finisce in carcere, davanti al tribunale della Chiesa e in manicomio. Ma questo non è che l&#8217;inizio del suo martirio: prima della fine, l&#8217;uomo si ritroverà faccia a faccia con l&#8217;impossibile, in un incubo che sembra orchestrato dal Diavolo in persona.</p>
<p><em>Il labirinto del basilisco (il sagrato, l&#8217;ombra e la paura). </em>In un&#8217;imprecisata epoca del passato, mentre la Chiesa indaga sui misteriosi accadimenti che hanno sconvolto una contrada della provincia italiana, un uomo è tormentato da ombre spaventose: un monaco senza sguardo, un orrendo basilisco in un&#8217;imponente torre, e poi quell&#8217;indicibile presenza oscura, che dal passato arriva fino ai giorni nostri.</p>
<p><strong>AUTORE</strong><br />
<strong>Cristian Borghetti</strong> è nato a Lecco il 10 settembre 1970. Ha studiato Filosofia Estetica all&#8217;università di Milano. Ha pubblicato la raccolta di racconti <em>Ora di vetro </em>(Montedit). Di giorno lavora in un&#8217;azienda di ceramiche e la notte scrive, quando l&#8217;oscurita&#8217; lo avvolge. Adora Parigi, il culto dell&#8217;assenzio, l&#8217;arte geniale e surreale di Salvador Dali.<br />
<em>&#8220;Ho cominciato a leggere da piccolo con Verne, Dumas, Salgari, London &#8211; per poi scoprire Poe, Lovecraft, Byron, Mary Shelly, Stoker che hanno determinato la mia grande passione per il gotico. </em><br />
<em>I miei scritti non hanno mai un lieto fine, &#8220;scrivo storie cattive perché sono umano, troppo umano&#8221; citando Nietsche.<br />
Quindi è il mio essere &#8220;umano&#8221; che è fonte d&#8217;ispirazione. E tutto è fonte d&#8217;ispirazione, purché mi seduca: immagini, persone, volti, accadimenti, cose, musica&#8221;.</em></p>
<p>Titolo: Tre volte all&#8217;inferno<br />
Autore: Cristian Borghetti<br />
Casa editrice: Perdisa Pop<br />
ISBN: 978-88-8372-546-3<br />
Pagine: 350<br />
Prezzo: 18,50 €</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<div style="text-align: center;"><img class="alignleft" title="undicesimo comandamento" src="http://www.gruppoperdisaeditore.it/PerdisaImager.aspx?path=media&amp;name=978-88-8372-557-9" alt="" width="109" height="160" /><strong>UNDICESIMO COMANDAMENTO</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong>Uccidi chi non ti ama</strong></div>
<div style="text-align: center;">di Elena Mearini</div>
<div>Collana Arrembaggi, diretta da Antonio Paolacci</div>
<div>Euro 9,00, pagine 128</div>
<div>isbn 978-88-8372-557-9<em></em></div>
<div><em>Elena Mearini scrive ogni singola frase con la stessa terribile forza e la stessa fantasia visionaria di un eroe che si batta, da solo, per salvare il mondo.</em></div>
<div><strong>Raul Montanari</strong></div>
<div><em>Il racconto dell&#8217;umano, dell&#8217;umano come naturale martirio.</em></div>
<div><strong>Giorgio Vasta</strong></div>
<div align="justify">Serena è una giovane donna che conosce il dolore e la solitudine. A soli cinque anni ha perso entrambi i genitori ed è stata cresciuta da Rinaldo, uno zio costretto ad abbandonare la carriera di pugile per occuparsi di lei. Allevata in un clima di amarezza e disperazione, Serena sposa un uomo violento, di cui subisce i maltrattamenti senza battere ciglio, perché ha deciso di portare una croce, di <strong>replicare il cammino di Cristo</strong>, le stazioni della Passione, convinta che per ogni pena subita le verrà data in premio una dose di affetto.</div>
<div align="justify">Così Serena sopporta come un <strong>Cristo al femminile</strong>, fino a quando si accorge che la storia della croce è difettosa, che il mondo reale non concede premi e che lei ha il dovere di reagire.</div>
<div align="justify"><em><strong>Undicesimo comandamento</strong> </em>racconta la <strong>violenza domestica</strong>, il complesso e drammatico meccanismo psicologico che lega le vittime ai loro carnefici fino alla perdita di senso e di identità. La scrittura inchioda il lettore alle pagine, catturandolo con un linguaggio davvero affascinante, compatto e di grande spessore, in grado di dare voce alle emozioni, corpo e lingua ai gesti umani più inspiegabili.</div>
<div align="justify"><strong>Elena Mearini </strong>è nata nel 1978 e vive a Milano. Ha esordito nel 2009 con il fortunato romanzo sul tema dell&#8217;anoressia <em>360 gradi di rabbia </em>(Excelsior 1881). Tra le sue molte attività, conduce laboratori di scrittura creativa presso il carcere di Opera a Milano e scrive articoli legati a tematiche sociali.</div>
<p><em>Fonte <a href="http://www.gruppoperdisaeditore.it/" target="_blank">http://www.gruppoperdisaeditore.it</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2011/10/escono-per-perdisa-pop-tre-volte-allinferno-di-cristian-borghetti-e-undicesimo-comandamento-di-elena-mearini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Malapunta: da questa estate i vostri sogni non saranno più gli stessi</title>
		<link>http://messageinabook.com/2011/06/malapunta-da-questa-estate-i-vostri-sogni-non-saranno-piu-gli-stessi/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2011/06/malapunta-da-questa-estate-i-vostri-sogni-non-saranno-piu-gli-stessi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 05:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[News da XII]]></category>
		<category><![CDATA[danilo arona]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni xii]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[incubi condivisi]]></category>
		<category><![CDATA[morgan perdinka]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://messageinabook.com/?p=5829</guid>
		<description><![CDATA[È in uscita a luglio per Edizioni XII Malapunta, romanzo postumo di Morgan Perdinka, scrittore weird alessandrino morto suicida nel 2007, a cura di Danilo Arona. Molti di voi avranno già sentito parlare di questo autore: lo stesso Arona, nel suo L&#8217;estate di Montebuio, ne aveva infatti raccontato la vita e la misteriosa morte. C&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.xii-box.com/working-box/immagini/malapunta-cover-230x328.jpg" rel="lightbox[5829]"><img class="  alignleft" title="malapunta" src="http://www.xii-box.com/working-box/immagini/malapunta-cover-230x328.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>È in uscita a luglio per Edizioni XII <strong>Malapunta</strong>, romanzo postumo di <strong><a href="http://www.xii-online.com/perdinka" target="_blank">Morgan Perdinka</a></strong>, scrittore weird alessandrino morto suicida nel 2007, a cura di Danilo Arona.<br />
Molti di voi avranno già sentito parlare di questo autore: lo stesso Arona, nel suo <a href="http://messageinabook.com/2010/07/lestate-di-montebuio-danilo-arona/" target="_blank"><strong>L&#8217;estate di Montebuio</strong></a>, ne aveva infatti raccontato la vita e la misteriosa morte.</p>
<p><em>C&#8217;è una piccola isola tra la Toscana e la  Corsica, simile a una lancia di granito, che fora il mediterraneo e  punta minacciosa il cielo.</em></p>
<p><em>Su quell&#8217;isola si sogna.</em></p>
<p><em>Un  uomo che ha perso l&#8217;amore e desidera solo lasciarsi morire. Un gruppo  di persone che fanno della sopravvivenza il loro credo. Un clandestino  cresciuto nelle fogne di Bucarest. Uno scienziato visionario e uno  strano esperimento. Un delitto orribile, tra le rovine degli antichi  druidi.</em></p>
<p><em>E la fine del mondo.</em></p>
<p><em>Il  capolavoro di Morgan Perdinka, scritto nel 2003 &#8211; quattro anni prima  del misterioso suicidio dell&#8217;autore -, pubblicato per la prima volta,  riscoperto e presentato dal maestro Danilo Arona.</em></p>
<p>Scoprite i dettagli leggendo l&#8217;<strong><a title="Malapunta, di Morgan Perdinka. Da luglio" href="http://www.xii-online.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1644&amp;Itemid=1" target="_blank">annuncio ufficiale</a></strong> sul sito di Edizioni XII!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2011/06/malapunta-da-questa-estate-i-vostri-sogni-non-saranno-piu-gli-stessi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Esce per Youcanprint: Storie da Città di Solitudine e dal Km 76, di Giovanni Sicuranza</title>
		<link>http://messageinabook.com/2011/02/esce-per-youcanprint-storie-da-citta-di-solitudine-e-dal-km-76-di-giovanni-sicuranza/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2011/02/esce-per-youcanprint-storie-da-citta-di-solitudine-e-dal-km-76-di-giovanni-sicuranza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Callipo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni sicuranza]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[youcanprint]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://messageinabook.com/?p=4929</guid>
		<description><![CDATA[Comunicato stampa a cura di overeco.wordpress.com “&#8230;è proprio di questo che il lettore ha bisogno, catarsi pura; secondo me l’impressione che può fare la lettura di questi racconti è la stessa che poteva suscitare la lettura dell’Antologia di Spoon River nei primi lettori italiani&#8230;” Giorgio Tesen “Storie da Città di Solitudine e dal Km 76” è una raccolta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Comunicato stampa a cura di <a href="http://overeco.wordpress.com/" target="_blank">overeco.wordpress.com</a></em></p>
<p><a href="http://www.youcanprint.it/schedelibri/sicuranza_storia.gif" rel="lightbox[4929]"><img class="alignleft size-full wp-image-4931" title="storie da città di solitudine" src="http://www.youcanprint.it/schedelibri/sicuranza_storia.gif" alt="" width="109" height="160" /></a>“&#8230;è proprio di questo che il lettore ha bisogno,  catarsi pura; secondo me l’impressione che può fare la lettura di questi  racconti è la stessa che poteva suscitare la lettura dell’Antologia di  Spoon River nei primi lettori italiani&#8230;”</p>
<p>Giorgio  Tesen</p>
<p>“Storie da Città di Solitudine e dal Km 76” è una raccolta di  racconti che ridefiniscono il confine della realtà e del senso  comune attraverso storie singolari e interessantissime, ai margini  della notte, dove sentimento e follia, tragedia e disperazione  si intrecciano in voci narrative singolari. Si notano le “vicinanze” letterarie che hanno influito sulla prosa utilizzata  dall’autore, che si nutre con forte evidenza del genere gotico americano. Lo  stile di Giovanni Sicuranza ha pochi precedenti nella  nostra letteratura e dimostra una contaminazione con quegli autori che hanno  fatto la fortuna del &#8216;gotico americano&#8217;, per intenderci quel periodo che  si situa dopo i grandi classici dell&#8217;incubo stelle e strisce, ovvero  sia Edgar Allan Poe e Howard Phillip Lovecraft e prima degli  anni settanta, che vedranno il fiorire del genere grazie ad autori  come Stephen King (negli Stati Uniti) o Clive Barker (in Inghilterra). <span id="more-4929"></span>Per entrare nello specifico le atmosfere soprannaturali e l&#8217;atmosfera  di inquietudine che Sicuranza riesce a materializzare  racconto dopo racconto fanno venire in mente Robert Bloch (vedi alla voce  Psycho) oppure quell&#8217;Algernon Blackwood stimato come &#8216;creatore di  incubi&#8217; dallo stesso Lovecraft.  Giovanni Sicuranza con  il suo &#8220;Storie da Città di Solitudine e dal km. 76&#8243; ci consegna una serie di  racconti segnati da una cifra malinconica e inquietante allo stesso tempo,  dove il rosso delle passioni irrisolte e il nero del mistero si mescolano, avvolgendo i contorni dei personaggi come la nebbia che avvolge  la città di Solitudine.</p>
<p>Sebbene Sicuranza non faccia  costante uso di ambientazioni arcaiche, come castelli diroccati o case  isolate, ove avvengono terribili fatti di sangue, inquietanti cospirazioni  e misteriosi delitti, la sua perizia sta nel trasformare un  contesto urbano contemporaneo in una scenografia fantastica popolata da  una fascinazione quasi perversa per il mostruoso (nel senso etimologico  di eccezionale), che cattura l&#8217;attenzione del lettore verso tutto ciò  che si nasconde nell’ombra o ai margini della vita. C&#8217;è qualcosa che  rende piacevole e interessante la lettura di “Storie da Città di  Solitudinee dal Km 76” di Giovanni Sicuranza  (Youcanprint.it), ed è quel senso di dubbio metodico e corrosivo che l’autore  insinua nella mente del lettore, in questi racconti si oltrepassa abilmente  quel “confine della realtà” tra il bene e il male o tra normale e anormale,  così labile che sfugge a qualsiasi definizione.La scrittura per  queste trecento pagine risulta densissima di giochi metaforici e  lessicali. Una volta presa dimestichezza con il clima narrativo, tutto è  agevole, siamo entrati in una morsa dalla quale difficilmente vorremo  uscire, ogni racconto invita a leggere il seguente, nel rimando tra  personaggi e lettore frutto di uno schema sapiente. La storia:  il custode  del cimitero di Fine Viaggio, marcio nel corpo ed esausto nell’anima, decide  di raccontare le ascese e le cadute di tante vite che ormai hanno riempito  giorno dopo giorno la quotidianità del suo lavoro. E così da “il Violinista”  per passare a “Pianto di Natale” e “Via Crucis”si assiste ad una carrellata  di scene surreali che talvolta scivolano nell’atroce come un infanticidio o  nel grottesco come la protagonista di un racconto che non  accettando l’idea della morte del coniuge se lo porta in macchina in  avanzato stato di decomposizione.  Ora il custode del cimitero di Fine  Viaggio è in procinto di lasciare questo mondo, ma le sue storie sono  così ingombranti che prima di esalare l’ultimo respiro  dovranno necessariamente essere raccontate. E il racconto, sarà in un  attimo. Forse l’ultimo per liberarsi di un terribile segreto.</p>
<p>Titolo:  Storie da Città di Solitudine e dal Km 76<br />
Autore: Giovanni Sicuranza<br />
Editore: Youcanprint<br />
Pagine: 316</p>
<p>Fonte <a href="http://overeco.wordpress.com/" target="_blank">http://overeco.wordpress.com</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2011/02/esce-per-youcanprint-storie-da-citta-di-solitudine-e-dal-km-76-di-giovanni-sicuranza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuove uscite per Gargoyle Books</title>
		<link>http://messageinabook.com/2010/11/nuove-uscite-per-gargoyle-books-3/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2010/11/nuove-uscite-per-gargoyle-books-3/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 21:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[claudio vergnani]]></category>
		<category><![CDATA[gargoyle books]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco manfredi]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://messageinabook.com/?p=4115</guid>
		<description><![CDATA[Escono, per Gargoyle Books, Il 36° giusto, seguito de Il 18° vampiro di Claudio Vergnani e Tecniche di resurrezione, sequel di Ho freddo, di Gianfranco Manfredi. Schede libro a cura di www.gargoylebooks.it Il 36° giusto Claudio Vergnani Continua l’inquietante caccia degli indimenticabili protagonisti de IL 18° VAMPIRO La trama. Non molto è cambiato dalla tormenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Escono, per Gargoyle Books, <strong>Il 36° giusto</strong>, seguito de <a href="../?p=2457" target="_blank"><strong>Il 18° vampiro</strong></a> di Claudio Vergnani e <strong>Tecniche di resurrezione</strong>, sequel di <strong>Ho freddo</strong>, di Gianfranco Manfredi.<br />
<em>Schede libro a cura di <a href="http://www.gargoylebooks.it/" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></em></p>
<p><strong><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Il_36_Giusto.jpg" rel="lightbox[4115]"><img class="alignleft size-full wp-image-4260" title="Il 36 Giusto" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Il_36_Giusto.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Il 36° giusto</strong><br />
Claudio Vergnani<br />
Continua l’inquietante caccia degli indimenticabili protagonisti de IL 18° VAMPIRO</p>
<p><strong>La trama.</strong></p>
<p>Non molto è cambiato dalla tormenta vampirica che ha infestato i  dintorni di Modena; la ruota ha ripreso a girare come se niente fosse, e  tutti sono tornati all’abituale quotidianità, in un mix di frustrazioni  addomesticate e quieto vivere. Così è anche per Claudio e Vergy,  ripiombati in un’indolente ipocondria anche perché in nulla  affaccendati. Ma le orripilanti creature ricominciano a venire  avvistate, seppure a esser rimasti sono i parìa della razza dei  succhiasangue: relitti allo sbando a cui non resta che attendere la  morte definitiva per sete, nascondendosi in capannoni abbandonati,  fabbriche vuote, depositi fatiscenti e scantinati diroccati. <span id="more-4115"></span>Claudio e  Vergy non ci stanno a pensar su molto e si rimettono sulle loro tracce  addentrandosi nel Cimitero Monumentale – il rifugio per antonomasia dei  vampiri – che sembra essere organizzato in infiniti gironi infernali.  Qui i due sbalestrati cacciatori si imbattono in Paride, un torvo  individuo che ha messo su un business di disinfestazione vampirica. Dopo  una vera e propria odissea al sangue, i nostri riescono a uscire dal  gigantesco labirinto e vengono ingaggiati al soldo del cinico  mercenario. Assieme a Gabriele, a quanto pare nostalgico della  compagnia, Claudio e Vergy si imbatteranno in vampiri di tutti i tipi:  dal Ballerino al Viaggiatore fino al Becchino, incrociato in una  trasferta parigina, passando per una traumatica missione fuori porta, in  cui la mal assortita brigata – reclutata per vigilare sulle vacanze  natalizie di un’agiata famiglia modenese – deve vedersela con un’orda di  giovani succhiasangue particolarmente feroci. Tuttavia, in questo  travolgente grandguignol, dove non sembra esserci spazio che per una  sopravvivenza violenta e guardinga, l’ultimo dei 36 Giusti del mondo è  più vicino di quanto si creda.</p>
<p><strong>Il libro.</strong></p>
<p>Il 36° Giusto è la seconda prova di Claudio Vergnani, dopo l’esordio  fulminante de Il 18° vampiro. Sebbene sequel del primo libro, il romanzo  se ne differenzia per struttura e soluzioni narrative, oltre che per  trovate terrifiche dall’imprinting maggiormente gotico (la  perlustrazione del cimitero, l’assalto alla villa isolata tra i boschi).  La trama si sviluppa attraverso una serie di episodi distinti, dove il  ricorso al flash back – assai presente nel 18° vampiro – risulta  contenuto, mentre si dilata il raggio d’azione.</p>
<p>Sfuggendo all’enfasi e a una certa seriosità comuni a buona parte  della narrativa horror più tradizionale, Vergnani scompagina le carte,  ridefinendo, allargandoli, i confini dell’immaginario letterario di  genere mediante l’inserimento di caratteri, ruoli, atteggiamenti ed  elementi del tutto inconsueti. Nessuno finora aveva raccontato  ammazzavampiri tanto sgangherati come i suoi: l’inquieto io narrante  Claudio, l’intrepido Vergy e lo stralunato Gabriele. Antieroi raminghi e  cinici loro malgrado, segnati da una dolorosità esistenziale che li  porterebbe alla deriva se non fossero incalzati di continuo dagli  eventi. Naturalmente, Vergnani non lesina horror e splatter, anche di  suprema crudezza, ma a fargli da contrappunto è il costante ricorso  all’ironia e a una sferzante vis comica. Ne è principale responsabile la  figura di Vergy – felicemente definito il “Bukowski dell’Emilia  Romagna” – formidabile cesellatore di battute, doppi sensi, freddure e  massime che affondano sia nella trivialità più irriverente sia in un’  insospettabile erudizione (retaggio di una solida istruzione presso una  scuola di suore).</p>
<p>L’inventiva pirotecnica di Vergnani procede per associazioni e  lambiccamenti e guizzi d’umorismo dall’effetto straniante, uno  sperimentalismo espressivo da cantambanco che tiene conto della lezione  di Tommaso Landolfi: alla vanità dell’agire umano si può frapporre solo  la leggerezza, seppure non immune da disperazione e frenesia.</p>
<p><strong>L’autore.</strong></p>
<p>Claudio Vergnani è nato a Modena nel 1961. Svogliato studente di  Liceo Classico e ancor più svogliato studente di Giurisprudenza,  preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di  boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario alla meno peggio,  passando da un mestiere all’altro. Dalle palestre di body building alle  ditte di trasporti, dalle agenzie di pubblicità alle cooperative  sociali, è sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga.</p>
<p>Nel 2009 Gargoyle ha pubblicato il suo primo romanzo, Il 18° vampiro –  divenuto subito un piccolo cult tra gli amanti di genere e non solo –  che, assieme al 36° Giusto, compone una trilogia in fase di conclusione.</p>
<p>Per leggere uno stralcio del romanzo:</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/un-assaggio-de-il-36%C2%B0-giusto" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/content/un-assaggio-de-il-36%C2%B0-giusto</a></p>
<p><strong>Claudio Vergnani su Il 36° Giusto:</strong></p>
<p>Tra i sentimenti umani mi ha sempre colpito molto la disperazione,  soprattutto quella che nasce da una necessità. Davanti alla disperazione  è impossibile mentire, a noi stessi come agli altri. Ho raccontato la  storia di una lotta tra Ultimi. Di lotte tra primi della classe hanno  scritto già fin troppo bene altri. E poi trovo che i cosiddetti perdenti  – tanto demonizzati nella nostra società di eroi di cioccolata –  abbiano uno spessore tutto loro, degno – a qualunque livello – di essere  considerato e approfondito. Parafrasando Malaparte “il valore umano dei  vinti è sempre superiore a quello dei vincitori”.</p>
<p><strong>Hanno detto:</strong></p>
<p>Vergnani ci consegna un gioiellino pulp sapientemente condito di  humour nero, disincantato realismo e sottili citazioni (letterarie e  cinematografiche) che renderanno felici i cultori dei B-movie anni ’70 e  ’80 [.] Dallo splatter più estremo, al thriller, al momento di comicità  assoluta, il passo è breve. L’autore sa miscelare linguaggi, situazioni  e archetipi con leggerezza e soprattutto originalità, attingendo – ma  attenzione, non copiando! – al genere italian-gore di Lucio Fulci.</p>
<p>Laura Bricchi – La Cronaca di Piacenza</p>
<p>Claudio Vergnani mostra una grande creatività nel modo in cui  manipola gli elementi propri del genere: non soggiace a quasi nessuna  delle convenzioni letterarie che a esso sono proprie (a parte il topos  dei vampiri-creature della notte, ma anche questo utilizzato in modo non  rigido) e ricorre ampiamente alla contaminazione per dar vita a figure  sui generis che suggeriscono una pagina nuova e assolutamente originale  nella letteratura horror.</p>
<p>Maurizio Crispi – Italia Informazioni</p>
<p>Vergnani dà il meglio di sé nei dialoghi, spassosi, crudi,  divertentissimi e al contempo spietati [...] quando si deve calcare la  mano sull’aspetto horror, l’autore lo fa in modo brutale, rischiando più  volte di causare nausea e brividi ai lettori. Metteteci, poi,  considerazioni serissime sulla vita e sulla nostra “bella” società,  disseminate con sapienza qua e là, senza mai apparire demagogiche o  moralistiche, e quel che ne ricaverete è un romanzo imprescindibile, se  volete parlare, discutere se volete parlare, discutere e dibattere sul  futuro della narrativa di genere in Italia.</p>
<p>Alex McNab – Blog sull’orlo del mondo</p>
<p>Tra romanticismo degli ultimi e consapevolezza assoluta del male, tra  spavalderia da bullo di provincia e legami forti e leali [.] Il 36°  Giusto vince la sua scommessa più grande: confermare il suo autore come  penna ancor fresca e sincera e soprattutto avvinghiare il lettore fino  all’ultima pagina. Tutto è bene quel che finisce bene.</p>
<p>Eduardo Vitolo – Il Mondo di Edu</p>
<p><strong>Dati tecnici del volume:</strong><br />
Collana: “Nuovi Incubi”<br />
Pagg: 528, brossura<br />
ISBN: 978-88-89541-48-7<br />
Prezzo: 15,00 euro</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/TecnicheDiResurrezione.jpg" rel="lightbox[4115]"><img class="alignleft size-full wp-image-4157" title="tecniche di resurrezione" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/TecnicheDiResurrezione.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Tecniche di resurrezione</strong><br />
Gianfranco Manfredi<br />
L’atteso sequel di HO FREDDO</p>
<p>Gli scienziati gemelli Aline e Valcour De Valmont tornano in  un’avventura scatenata e delirante, quanto storicamente documentata, tra  le meraviglie e gli orrori della medicina moderna al suo albore</p>
<p>Introduzione di Carlo Bordoni</p>
<p><strong>La trama.</strong></p>
<p>1803. I gemelli Aline e Valcour de Valmont, ricercatrice scientifica  lei e medico-chirurgo lui, sono tornati in Europa dopo una tragica  esperienza americana che ha lasciato in entrambi ricordi angosciosi. A  Londra, Valcour assiste a una dimostrazione galvanica dello studioso  Giovanni Aldini, condotta sul cadavere di un impiccato. Nel corso  dell’esperimento, Valcour rianima un uomo colpito da infarto. Il  brillante successo riportato lo precipita però in un agghiacciante  intrigo. Proprio mentre gli esperimenti di rianimazione stanno aprendo  nuove prospettive alla medicina, un chirurgo folle conosciuto come  Doctor Ending si rende responsabile di feroci delitti, trafugamenti di  salme e clamorose provocazioni. Aline si trova, intanto, a Parigi, nella  speranza di recuperare alcuni beni di famiglia sequestrati dopo la  Rivoluzione, entrando in contatto con la Corte di Napoleone. In Francia,  una generazione di novelli “medici dell’anima” si avvale delle prime  esperienze ipnotiche per esplorare i segreti della psiche umana. Un caso  in particolare, per quanto tenuto segreto, suscita inquietanti  interrogativi. Salvy San Subra, un’ex guida di Napoleone durante la  campagna d’Egitto, è vittima di un processo di degenerazione cellulare  che lo sta progressivamente mummificando. Quando Valcour raggiunge sua  sorella a Parigi, scopre che tra il caso di Doctor Ending e quello di  San Subra, intercorrono sotterranei quanto inspiegabili legami. La  vicenda assume presto i contorni di un incubo che rischia di inghiottire  i due fratelli.</p>
<p><strong>Il libro.</strong></p>
<p>Pur riprendendo le vicissitudini dei tre personaggi che animavano il  precedente Ho freddo (Gargoyle 2008, www.hofreddo.it) – gli scienziati  geniali e libertini Aline e Valcour de Valmont e l’imponente e  tormentato pastore battista Jan Vos -, Tecniche di resurrezione è un  romanzo del tutto autonomo: stavolta l’azione si sposta dal New England  all’Europa dei primi dell’Ottocento: tra le nebbie della Londra  Giorgiana e gli splendori della Corte di Napoleone, si svolgono i primi  sconvolgenti esperimenti di rianimazione dei cadaveri mediante l’impiego  di scosse elettriche sulla scia dei trattamenti galvanici avviati da  Giovanni Aldini e della diffusione delle cure mesmeriche.</p>
<p>Testo di presa straordinaria per il gusto della narrazione, la  dovizia d’invenzione, l’ingegnosità dell’intreccio, la sapienza della  costruzione, la ricchezza delle fonti e il nitore nella resa di ambienti  e caratteri, Tecniche di resurrezione affronta argomenti ancora poco  approfonditi narrativamente, nel solco del romanzo storico da una  prospettiva contemporanea, rivelando ancora una volta Gianfranco  Manfredi magnifico esploratore di epoche passate.</p>
<p>Eclettica personalità artistica attiva sin dagli anni Settanta,  Manfredi mantiene dell’impegno di quel periodo la voglia d’utopia  insieme all’interesse per l’indagine sociale mai disgiunto da  un’inventività costante e dal bisogno di misurarsi con la Storia e i  suoi protagonisti. Pur nel culto dell’immaginazione, l’autore mostra una  cifra realistica nel tratteggio dei personaggi, scalfendo la routine  della loro quotidianità attraverso squarci terrifici di grande impatto.</p>
<p>In Tecniche di resurrezione i lettori sostano nei reparti di  chirurgia degli ospedali, nei manicomi in verità più simili a  riprovevoli circhi dell’orrore (memorabili le descrizioni di Bedlam,  istituto londinese definito “Specchio della Follia Nazionale”), nei  mercati, negli accampamenti militari, ascoltano le conversazioni nei pub  e nelle locande, spiano i resurrection men che operano – furtivi – nei  sobborghi malfamati della Londra previttoriana, passeggiano nelle  sontuose sale dei palazzi nobiliari parigini e partecipano ai  ricevimenti di Corte, diventando parte della narrazione stessa che si  muove loro davanti con stupefacente vividezza.</p>
<p>Forte di un impeccabile e robusto apparato di fonti, Manfredi è  abilissimo a variare toni e registri, a mescolare l’intrattenimento al  conte philosophique, il thriller appassionante – dai dialoghi incalzanti  -, alla disquisizione sulla malvagità umana.</p>
<p>Numerosi gli spunti di riflessione, tra cui l’uso spropositato da  parte di medici dei cadaveri della povera gente fatta morire in anticipo  negli ospedali per poterne studiare il corpo, lato lugubre della  scienza che, nella sua ansia di progresso, trascura qualsiasi remora  morale e di rispetto per gli uomini.</p>
<p>Oltre che potente esperienza visionaria, il romanzo è entusiasmante  anche dal punto di vista del rapporto documento/finzione,  vero/verosimile.</p>
<p><strong>Così a riguardo Manfredi:</strong></p>
<p>«In Tecniche di resurrezione, in misura più accentuata che nei  precedenti romanzi, ho mescolato storia e immaginazione a tal punto che,  in certi passaggi, nemmeno io distinguo più cosa ho ricavato dalla  documentazione e cosa ho inventato. Era quello che cercavo da tempo,  perché lavorando mi sono reso conto che spesso con l’immaginazione ci si  avvicina al vero (il vero simbolico, ma anche l’accaduto realmente) più  che con la documentazione (non sempre affidabile e comunque , per  quanto oggettiva, figlia di un “punto di vista” che a distanza di tempo  si può scoprire falso o non adeguato). Ciò potrebbe apparire  eccessivamente ambizioso, me ne rendo conto, ma ritengo che la suprema  ambizione di uno scrittore, come diceva Oscar Wilde, debbe essere quella  di diventare anonimo, cioè per un usare un’altra definizione, di Salman  Rushdie, di “sparire nel mare delle storie”, quella di partecipare  insomma in tutta umiltà a una narrazione collettiva in cui attualità,  tradizione e anticipazione, si uniscono».</p>
<p><strong>L’autore.</strong></p>
<p>Cantautore, sceneggiatore, attore, scrittore, Gianfranco Manfredi  nasce a Senigallia nel 1948 ma si trasferisce a Milano all’età di otto  anni. Studia Filosofia e si laurea con Mario Dal Pra. Agli inizi degli  anni Settanta, si divide tra la ricerca universitaria sull’Illuminismo  francese e l’attività di cantautore: escono gli album La crisi (1972),  Ma non è una malattia (1976), e il saggio L’amore e gli amori in  Jean-Jacques Rousseau (1978). A un passo dall’ottenimento della cattedra  in Storia della Filosofia, Manfredi decide di dare spazio  esclusivamente alla sua vena artistica. Come cantautore realizza gli  album Biberon, 1978; Liquirizia, 1979 (colonna sonora dell’omonimo film  di Salvatore Samperi); Gianfranco Manfredi, 1981; Dodici, 1985 (in  coppia con Ricky Gianco); In Paradiso fa troppo caldo, 1993; Danni  collaterali, 2003; firma, altresì, brani per interpreti del calibro di  Mia Martini, Gianna Nannini, e Gino Paoli. Inoltre, comincia a lavorare  per il cinema come sceneggiatore: Samperi (Liquirizia, 1979, e  Fotografando Patrizia, 1981) e Steno (Quando la coppia scoppia, 1981)  sono solo alcuni dei registi con cui collabora. Come attore recita in Un  amore in prima classe, 1980, e Fotografando Patrizia, è protagonista  del Tv movie Kamikaze di Corbucci (1986), ed è tra gli interpreti di Via  Montenapoleone di Carlo Vanzina (1987). Nel contempo inizia a farsi  conoscere come romanziere distinguendosi da subito per la sua raffinata  propensione a ibridare i registri narrativi e a rimaneggiare in modo del  tutto nuovo i tòpoi della letteratura di genere, ottenendo il plauso di  personalità come Oreste Del Buono e Pier Vittorio Tondelli. È autore  di: Magia Rossa (Feltrinelli 1983, Gargoyle 2006), Cromantica (1985),  Ultimi vampiri (Feltrinelli 1987, Gargoyle 2009 in Extended Version),  Trainspotter (1989), Il peggio deve venire (1992), Una fortuna d’annata  (2000) e Il piccolo diavolo nero (2001), Ho freddo (Gargoyle 2008,  www.hofreddo.it – finalista Premio letterario Francesco Alziator –  Comune di Cagliari 2009), Tecniche di resurrezione (Gargoyle 2010).  Manfredi è, inoltre, il creatore delle seguitissime serie Magico Vento  (tradotta in diversi Paesi, attualmente al vaglio di opzioni  cinematografiche americane) e di Volto Nascosto, editi dalla Sergio  Bonelli.</p>
<p>Gianfranco Manfredi vive e lavora a Gordona (Sondrio). <a href="http://www.gianfrancomanfredi.com/" target="_blank">www.gianfrancomanfredi.com</a></p>
<p><strong>Da Tecniche di resurrezione:</strong></p>
<p>I soggetti degli esperimenti venivano scelti tra gli orfanelli. In  qualche caso si usarono anche dei soldati volontari. In una  dimostrazione di fronte a Re Luigi XV, vi si sottoposero ben  centoquaranta cortigiani, quasi si trattasse di un gioco. Ma non era un  gioco. Certo, nelle pubbliche esibizioni si limitava accortamente la  potenza dell’impulso elettrico, ma negli esperimenti di laboratorio…  vidi personalmente un bambinello cadere fulminato… un orfano che aveva  la mia stessa età… e giurai che mai e poi mai, se avessi seguito le orme  paterne, avrei effettuato esperimenti di qualsiasi natura su esseri  umani.</p>
<p><strong>Dall’introduzione “Prima di Frankestein”:</strong></p>
<p>Tecniche di resurrezione è un vero capolavoro settecentesco ricreato  al giorno d’oggi: del romanzo gotico riprende il tema e la morbosa  attenzione per la vita dopo la morte; del romanzo filosofico mette in  evidenza i problemi morali, la vivace discussione intellettuale e le  contraddizioni del tempo; del romanzo storico ha l’attenzione puntuale  per gli eventi narrati e la ricostruzione dei personaggi reali; del  romanzo fantastico ha il fascino dell’orrido e il richiamo agli elementi  insondabili che sono alla base del mistero della vita.</p>
<p><strong>Per vedere il booktrailer:</strong></p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/tecniche-di-resurrezione-ecco-il-booktrailer" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/content/tecniche-di-resurrezione-ecco-il-booktrailer</a></p>
<p><strong>Hanno detto:</strong></p>
<p>Affabulatore vivace e ironico, grottesco e spumeggiante, Mafredi ha  raggiunto l’apice delle sue capacità di intrattenimento colto e  disinvolto, nobile, ricco di tutte le sfumature necessarie all’arte del  romanzo. In Tecniche di resurrezione, ha tentato l’audace carta  dell’operazione storico-fantastica, infarcendo le sue narrazioni di  personaggi veri e fittizi, giocando sul campo della re-invenzione con  l’arma del giudice postumo che, nei peccati sociali e politici del  passato, riesce a trovare saggiamente spunti di confronto con le penurie  del disfacimento contemporaneo.</p>
<p>Sergio Pent – Tutto Libri de La Stampa</p>
<p>Una laurea in filosofia (su Jean Jacques Rousseau) negli anni ’70 a  Milano, una densa stagione di canzoni a forte contenuto politico, il  cinema con Salvatore Samperi (Liquirizia), la Tv, i fumetti per Bonelli,  e poi i romanzi pubblicati da Feltrinelli negli anni ’80: Gianfranco  Manfredi è una figura anomala nel panorama della cultura italiana, così  poco abituata a una simile varietà di mezzi, generi, registri [.] Anche  la scienza, peraltro, ha poca attrazione per i nostri narratori  ufficiali. Che invece ha per Manfredi un grande peso, grazie anche ai  suoi studi sui pensatori dell’Illuminismo, di quell’età in cui l’Europa  viveva le prime rivoluzioni tecnologiche, magari ancora in precaria  coabitazione con antiche tradizioni.</p>
<p>Ranieri Polese – Corriere della Sera</p>
<p>Un romanzo raffinato, elegante, inventivo, con un tasso di sangue vertiginoso e, proprio per questo, estremamente romantico.</p>
<p>Errico Buonanno – Il Riformista</p>
<p>In Tecniche di resurrezione, la fantasia di Manfredi si concede  fuochi pirotecnici. Al tempo stesso, però, lo scrittore ricostruisce con  grande cura e precisione gli inizi dell’Ottocento in Europa, quando gli  ambienti scientifici erano turbati dalle notizie di esperimenti  galvanici sui cadaveri.</p>
<p>Alessandro Mezzana Lona – Il Piccolo</p>
<p>Partecipa alla discussione su Tecniche di resurrezione andando su:</p>
<p><a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2010/10/14/tecniche-di-resurrezione/" target="_blank">http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2010/10/14/tecniche-di-resurrezione/</a></p>
<p><strong>Dati tecnici del volume:</strong><br />
Pagg.: 488, rilegato<br />
ISBN: 978-88-89541-51-7<br />
Prezzo: 18,00 euro</p>
<p>PERDETEVI SUL <a href="http://www.ildiacono.com/" target="_blank">WWW.ILDIACONO.COM</a><br />
TO BE CONTINUED…</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gargoylebooks.it/" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2010/11/nuove-uscite-per-gargoyle-books-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I passi oscuri di Cristo &#8211; Mirko Rizzotto</title>
		<link>http://messageinabook.com/2010/08/i-passi-oscuri-di-cristo-%e2%80%93-mirko-rizzotto/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2010/08/i-passi-oscuri-di-cristo-%e2%80%93-mirko-rizzotto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 15:31:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[fantastorico]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[howard phillips lovecraft]]></category>
		<category><![CDATA[mirko rizzotto]]></category>
		<category><![CDATA[pagine svelate]]></category>
		<category><![CDATA[runde taarn]]></category>
		<category><![CDATA[vangeli]]></category>
		<category><![CDATA[vangeli apocrifi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.messageinabook.com/?p=3858</guid>
		<description><![CDATA[Il titolo, così come la quarta di copertina, lascerebbe presagire che questo romanzo racconti i lati misteriosi e più folkloristici, esclusi dai Vangeli canonici, della vita di Gesù Cristo. Così è, ma in realtà c’è molto di più, dal momento che il “figlio dell’uomo” nasce solo a metà libro o poco prima e, a dirla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://messageinabook.com/wp-content/uploads/2010/11/i-passi-oscuri-di-cristo.jpg" rel="lightbox[3858]"><img class="alignleft size-full wp-image-4256" title="i passi oscuri di cristo" src="http://messageinabook.com/wp-content/uploads/2010/11/i-passi-oscuri-di-cristo.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Il titolo, così come la quarta di copertina, lascerebbe presagire che questo romanzo racconti i lati misteriosi e più folkloristici, esclusi dai Vangeli canonici, della vita di Gesù Cristo.<br />
Così è, ma in realtà c’è molto di più, dal momento che il “figlio dell’uomo” nasce solo a metà libro o poco prima e, a dirla tutta, la parte più godibile è proprio quella antecedente.</p>
<p>Prima si legge della vita di Giuseppe, personaggio tanto cruciale e amato dal popolo cristiano – sarà il padre putativo del Cristo – quanto poco raccontato nei testi sacri.<span id="more-3858"></span> E ancora, del dilemma di Gioacchino e Anna, sterili e dunque creduti maledetti da Dio, che divengono invece, in tarda età, i genitori di Maria, la Madonna. Della nascita e infanzia di questa bambina tanto desiderata e dal grande destino.<br />
Il tutto diluito in un quadro di leggende popolari, che qui prendono corpo dando un singolare tocco horror gotico al romanzo, e creature di ispirazione lovecraftiana.<br />
La vita di Gesù è riportata così come narrata nei Vangeli – queste sono le parti più scontate, poco più delle letture nelle messe domenicali – ma con l’aggiunta di episodi tratti dagli apocrifi e da diverse altre fonti non accreditate.<br />
Satana e la schiera dei suoi immondi servitori intervengono più volte e persino Dio – più spesso i suoi angeli – fa una comparsa all’interno della storia, contribuendo a creare un’atmosfera fantastico epica da lotta Bene contro Male.</p>
<p>Rizzotto ci conduce infatti lungo un percorso che si snoda tra il fantastico e lo storico, il leggendario e il religioso, mostrandoci soprattutto il lato umano, la vita quotidiana di ognuno dei protagonisti.<br />
Un romanzo, nel suo complesso, piacevole e interessante, che mi sento di consigliarvi.</p>
<p>Titolo: I passi oscuri di Cristo<br />
Autore: Mirko Rizzotto<br />
Casa Editrice: Pagine Svelate (Gruppo Editoriale Runde Taarn)<br />
Sito web: <a href="http://www.ediq.it" target="_blank">www.ediq.it</a><br />
ISBN: 978-88-95906-04-1<br />
Prezzo: 15,00 €<br />
Anno: 2009<br />
Genere: fantastorico</p>
<p>Dal libro:</p>
<blockquote><p>Era soffio, un soffio dolce e delicato, un soffio capace, all&#8217; occorrenza, di diventare il più violento degli uragani, ma in quel momento gentile come la carezza di una madre sul più indifeso dei suoi cuccioli.<br />
Era musica, la più armoniosa delle musiche, una melodia che sembrava avvolgere l&#8217;universo &#8211; anzi, tutti gli infiniti universi che Lui stesso aveva creato con la sua Parola &#8211; come calda luce del meriggio.<br />
Volse il Suo sguardo sull&#8217;infinita miriade di mondi che ruotavano come palle di roccia in un cosmo vastissimo, incommensurabile e che pure ai Suoi occhi non era che un puntino. La luce inestinguibile che emanava da Lui sfiorava le miserie che accadevano fra tutte le Sue creature e il Suo intimo piangeva lacrime. Mai, mai avrebbe intaccato la libertà di scegliere tra il bene e le tenebre, tra il respiro e l&#8217;Abisso, tra i raggi della vita e le Forze Oscure. Poteva vedere dipanarsi come in un quadro il passato, il presente e il futuro degli infiniti universi e sentì che le dita nere e velenose dell&#8217;Abisso stavano serrandosi inesorabilmente come una morsa su menti senza guida, menti già del tutto in preda al Male o menti così stanche e provate da non riuscire più a credere che qualcosa di diverso, di migliore per essi e per tutti, potesse esistere.<br />
Poteva scegliere di essere felice, ma non volle trattenere le lacrime; la gloria della Sua luce avvampò in un caleidoscopio di lampi e un lungo, lunghissimo sospiro pervase ogni atomo della Sua creazione. Per un breve, intenso secondo, magari solo nel profondo dei loro sogni, tutti sentirono il Suo commuoversi.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2010/08/i-passi-oscuri-di-cristo-%e2%80%93-mirko-rizzotto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuove uscite per Gargoyle Books</title>
		<link>http://messageinabook.com/2010/08/nuove-uscite-per-gargoyle-books-2/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2010/08/nuove-uscite-per-gargoyle-books-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 19:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[clanash farjeon]]></category>
		<category><![CDATA[classici gotico]]></category>
		<category><![CDATA[gargoyle books]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[james malcolm rymer]]></category>
		<category><![CDATA[thomas preskett prest]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri]]></category>
		<category><![CDATA[varney il vampiro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.messageinabook.com/?p=3815</guid>
		<description><![CDATA[Due nuove uscite per le Edizioni Gargoyle Books: I vampiri di Ciudad Juarez, di Clanash Farjeon e Varney il vampiro &#8211; L&#8217;Inafferrabile, secondo volume di Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer. Schede libro a cura di www.gargoylebooks.it Il nuovo folgorante romanzo dell&#8217;autore de &#8220;Le Memorie di Jack lo Squartatore&#8221; I VAMPIRI DI CIUDAD JUAREZ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due nuove uscite per le Edizioni Gargoyle Books: <strong>I vampiri di Ciudad Juarez</strong>, di Clanash Farjeon e <strong>Varney il vampiro &#8211; L&#8217;Inafferrabile</strong>, secondo volume di Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer.</p>
<p><em>Schede libro a cura di <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></em><span id="more-3815"></span></p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/I%20Vampiri%20di%20C.J.%20PDF%20copia.jpg" rel="lightbox[3815]"><img class="alignleft size-full wp-image-4257" title="i vampiri di ciudad juarez" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/I%20Vampiri%20di%20C.J.%20PDF%20copia.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>Il nuovo folgorante romanzo dell&#8217;autore de &#8220;Le Memorie di Jack lo Squartatore&#8221;</p>
<p>I VAMPIRI DI CIUDAD JUAREZ<br />
di CLANASH FARJEON<br />
Traduzione di Chiara Vatteroni</p>
<p><strong>Trama</strong>.</p>
<p>Primavera 1997, Michael Davenport, bizzarro videoreporter inglese alla perenne caccia di scoop, riesce a farsi spedire negli USA da &#8220;Enigma&#8221;, rivista per cui lavora altrettanto bizzarra, con l&#8217;impegno di rientrare con almeno un paio di reportage strepitosi.</p>
<p>Dopo il volo Londra-Miami, il giornalista raggiunge in pullman El Paso, lì un altro autobus lo porterà a Los Angeles dove è previsto il suo soggiorno presso una coppia di amici. Nella bordertown texana, Michael filma lo spettacolare paesaggio desertico di confine, imbattendosi in una maestosa tigre siberiana, la cui bellezza lo ipnotizza al punto da inseguirla d&#8217;impulso oltrepassando la frontiera e ritrovandosi a Ciudad Juarez. Nella piazza principale della città messicana, Michael riprende il formidabile felino mentre scompare in una limousine bianca fermatasi appositamente a prelevarlo. Nel filmato prodotto il giornalista intravede la sagoma di un uomo elegante all&#8217;interno della vettura; quello che gli appare come un innocuo dettaglio si rivela, invece, un boomerang dal momento che di li a poco Michael viene assalito e derubato della videocamera e del passaporto. Mandante dell&#8217;aggressione è proprio il proprietario di El Tigre: Amado Portillo Perez, capo del cartello della droga di Ciudad Juarez. Amado è impegnato in una trattativa con dei narcotrafficanti russi. Per riavere la refurtiva, Michael deve fare la sua parte nel delicato negoziato, scoprendo così un mondo di perdizione e violenza inimmaginabili, all&#8217;insegna di rituali aberranti e di insospettabili connivenze, dove niente è come sembra.</p>
<p>Per leggere il primo capitolo:</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/arrivano-i-vampiri-di-ciudad-juarez-0" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/content/arrivano-i-vampiri-di-ciudad-juarez-0</a></p>
<p><strong>Tracce.</strong></p>
<p>The Vampires of Ciudad Juarez è il primo episodio di una trilogia che comprende The vampires of 9/11 e The Vampires of the Holy Spirit, i primi due titoli sono già stati pubblicati in Canada e Stati Uniti, mentre l&#8217;ultimo è in fase di stesura. Nel 2011 è prevista la traduzione italiana del secondo capitolo per i tipi Gargoyle.</p>
<p>Come per Le Memorie di Jack Lo Squartatore (2008), Farjeon ricorre a un micidiale mix di ferocia e perversione per raccontare di una società degradata; se però il primo romanzo era ambientato in epoca vittoriana, il secondo si svolge alle soglie del terzo millennio nella messicana Ciudad Juarez, al confine con gli Stati Uniti, la più pericolosa città del mondo secondo recenti statistiche, che diventa lo scenario paradigmatico di un incubo narrativo postmoderno.</p>
<p>Zona-corridoio dove transita ogni tipo di sostanza stupefacente &#8211; un macrobusiness stimato in 25 miliardi di dollari &#8211; nonché sfondo di febbrile via vai di migliaia e migliaia indocumentados, che varcano la frontiera illegalmemente per essere spesso ricacciati indietro o sfruttati impietosamente negli USA, da decenni &#8211; specie dopo gli accordi NAFTA del 1994 che hanno esteso il libero commercio oltre che agli USA e al Canada anche al Messico con esiti assai controversi &#8211; la tentacolare Ciudad Juarez è una metropoli che collassa nella violenza e in uno stato sempre più avanzato di disintegrazione sociale. Una devastazione a tal punto massiccia da interessare l&#8217;intera popolazione: mentre la classe dirigente (politici, magistrati, finanzieri), le alte cariche amministrative e le forze dell&#8217;ordine risultano sempre più corrotte e colluse con attività criminali, i ceti meno abbienti ingrossano le fila della manovalanza armata al servizio del cartello della droga di Juarez in una guerra, senza esclusioni di colpi e di cruente ritorsioni, contro gli altri cartelli messicani (quasi 23.000 morti negli ultimi tre anni) per il controllo del narcotraffico nel Paese. Dal 1993, inoltre, a Ciudad Juarez è in atto un vero e proprio femminicidio di donne povere, in prevalenza giovanissime operaie delle numerose maquiladoras (fabbriche d&#8217;assemblaggio di componenti per l&#8217;elettronica destinato al mercato straniero) gestite da multinazionali. Quando non orribilmente trucidate (dopo essere state ripetutamente stuprate, seviziate e sfigurate), queste giovani scompaiono nel nulla e, fatta eccezione per lo strazio delle famiglie, nella acquiescenza generale. Dati ufficiali indicano in oltre 400 le ragazze uccise e in circa 600 le desaparecidas, ma è assai probabile che la stima reale sia, invece, di diverse migliaia di donne.</p>
<p>Omertà istituzionale e complicità della polizia bloccano sistematicamente il procedere delle indagini e, malgrado la continua campagna di sensibilizzazione di organizzazioni umanitarie come Amnesty International, quest&#8217;implacabile mattanza seguita a non essere sufficientemente intercettata dalla maggior parte dei grandi media.</p>
<p>È sintomatico che a supplire il ruolo informativo siano il giornalismo d&#8217;inchiesta che ha sempre meno spazio (spiccano i lavori di Charles Bowden e del fotografo Jualian Cardona &#8211; fonti d&#8217;ispirazione per Clanash Farjeon -, di Sergio González Rodríguez, di Victor Ronquillo, e di Marc Fernandez e Jean-Christophe Rampal), il cinema (Bordertown, film di Gregory Nava del 2007 fortemente voluto da Jennifer Lopez che lo ha anche interpretato) e la letteratura.</p>
<p>Non era facile scrivere narrativamente di femminicidio e narcoterrorismo, ma Farjeon ci riesce in pieno imbastendo un&#8217;originale trama horror dove suspence e denuncia si intersecano agevolmente e dove l&#8217;elemento vampirico è chiaramente utilizzato per descrivere ancora più incisivamente tutto il torbido e le brutture che stanno attorno all&#8217;esercizio di un potere illimitato e disumanizzante, nella fattispecie quello degli esponenti di una famiglia di signori della droga, che le fattezze vampiriche rendono ancora più inquietanti.</p>
<p>A fare da contraltare a tutto ciò un umorismo caustico, suscitato in specie dalla figura dello strampalato protagonista, dunque l&#8217;orrore più cupo e raggelante di certe situazioni volge sovente al grottesco, come a dire che, contrariamente alla realtà, almeno nella fiction c&#8217;è, attraverso la vis comica, la vitalistica possibilità di creare un limite al male.</p>
<p><strong>L&#8217;autore.</strong></p>
<p>Clanash Farjeon è l&#8217;anagramma dell&#8217;attore britannico Alan John Scarfe. Nato nel 1946, si trasferisce ancora bambino in Canada. Formatosi all&#8217;Università britannica della Columbia e all&#8217;Accademia di Arte Drammatica di Londra, è conosciuto soprattutto come fine interprete del teatro classico &#8211; Marlowe (Faust) Shakespeare (Bruto, Amleto, Otello, Iago, Re Lear, Prospero Faust), Cechov (lo zio Vanja), Strindberg, Pirandello, Brecht, Beckett, Williams, Osborne, Pinter &#8211; ma è anche autore di diverse regie teatrali. Ha recitato in più di 40 film e in innumerevoli serie TV, tra cui Star Trek: Voyager e Star Trek: The Next Generation, in quest&#8217;ultima accanto alla moglie Barbara Macza, in arte March, attrice di origini polacche, anch&#8217;essa di formazione teatrale. La coppia ha due figli, Jonathan, attore, e Tosia, cantante d&#8217;opera con la passione per il rock.</p>
<p>Nel 2003, Scarfe ha pubblicato il suo primo romanzo, A Handbook For Attendants On The Insane, che Gargoyle ha proposto nel 2008 con il titolo Le memorie di Jack Lo Squartatore, incontrando un ottimo successo di lettori e di critica.</p>
<p><strong>Da I vampiri di Ciudad Juarez:</strong></p>
<p>Era incredibile. C&#8217;erano centinaia d&#8217;immagini di donne, sia primi piani sia figure intere. Non robaccia porno da quattro soldi. Raffiguravano normalissime ragazze messicane ben vestite, in un&#8217;ampia varietà di pose, con espressioni che andavano dalla dolce modestia alla ribellione rabbiosa. Visi di ragazze che lavorano sodo, puliti, innocenti, accompagnati ognuno da un&#8217;immagine dal tenore completamente diverso. macabro. [.] Esiste qualcuno su questo pianeta che ossa approvare simili crudeltà gratuite? Esseri umani impalati? Crocefiisi?</p>
<p><strong>Clanash Farjeon su I vampiri di Ciudad Juarez:</strong></p>
<p>L&#8217;ho scritto dopo aver letto Blood Orchid di Charles Bowden, con le foto di Jualian Cardona. La realtà dell&#8217;orribile femminicidio messicano, che si protrae da quasi 20 anni con modalità raccapriccianti, mi ha sconvolto, così come mi ha sconvolto e sconvolge l&#8217;assenza di una strategia seria per risolvere questo stato criminoso di cose da parte delle autorità preposte.</p>
<p>Anche questo romanzo, come il precedente, può considerarsi è un atto d&#8217;accusa contro l&#8217;abuso di potere ovunque esso venga esercitato; d&#8217;altronde è la stessa storia dell&#8217;umanità che si presta a essere letta come un&#8217;ininterrotta epopea tragica. La crudeltà di certe situazioni descritte non è, purtroppo, una mia invenzione.<br />
<strong><br />
Hanno detto:</strong></p>
<p>Il libro assume le movenze di una sorta di horror sociale[.]. Una storia con tutti i crismi per gli appassionati del genere, dunque, ma anche con qualcosa di diverso, e in più.</p>
<p>Massimiliano Panarari &#8211; La Repubblica</p>
<p>Il romanzo di Clanash Farjeon ricorre alla cupa realtà dei fatti di cronaca per dar corpo ad una fiction influenzata da una tecnica narrativa cinematografica (con azioni decentrate e frequenti cambi di personaggi e vertici di osservazione) [ .] lo stile ironico e leggero della prosa, a tratti, si distende in un tono quasi da commedia horror, fortemente evocativa di alcuni personaggi del cult The Rocky Horror Picture Show.</p>
<p>Maurizio Crispi &#8211; Sicilia Informazioni</p>
<p>Al diavolo il &#8220;vedo-non-vedo&#8221;, al diavolo la forma e il canone, questo libro è un cazzotto nello stomaco a tutta la &#8220;bella&#8221; narrativa. L&#8217;autore, Alan John Scarfe (alias Clanash Farjeon) mette su un capolavoro a metà strada fra Scarface e un B-movie degli anni Ottanta, con un risultato che lascia senza fiato.</p>
<p>Valerio Bonante &#8211; Ca&#8217; delle Ombre</p>
<p>Scarfe scrive in modo gradevolissimo, ricco di humor e pacato al tempo stesso [.] La narrazione scorre veloce e piacevole e le arguzie verbali del protagonista rendono la lettura piuttosto divertente, anche se mai nettamente umoristica.</p>
<p>Susanna Raule &#8211; Cu-Up</p>
<p>Farjeon/Scarfe, anche se con una vena di sar­ca­smo, fa una denun­cia al sistema capi­ta­li­stico, e a tutti coloro che deten­gono un potere illi­mi­tato, che li depriva di qual­siasi senso umano ed etico. Difatti i suoi vam­piri non hanno nulla a che fare con gli ste­reo­tipi let­te­rari clas­sici o cine­ma­to­gra­fici. Non sono roman­tici e dia­fani, né tanto meno tene­brosi o pro­ble­ma­tici. Sono spie­tati, arro­ganti vol­gari e pre­va­ri­ca­tori.</p>
<p>Vito Tripi &#8211; Wordshelter</p>
<p>L&#8217;orrore che ci propone Farjeon non ha nulla di soprannaturale, è un resoconto di brutalità che accadono ogni giorno nei Paesi dove la gente non può nulla contro la corruzione e la violenza della classe dominante.</p>
<p>Daniela Bolognini &#8211; Il Catafalco</p>
<p><strong>Dati tecnici del volume:</strong></p>
<p>Collana: &#8220;Nuovi Incubi&#8221;<br />
Pagg.: 294, brossura<br />
Prezzo: 14,00 euro<br />
ISBN: 978-88-89541-43-2</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney2.jpg" rel="lightbox[3815]"><img class="alignleft size-full wp-image-4422" title="varney 2" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Varney2.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>VARNEY IL VAMPIRO &#8211; L&#8217;Inafferrabile<br />
di Thomas Preskett Prest &#8211; James Malcolm Rymer</p>
<p>il caposaldo della letteratura vampirica finalmente in edizione italiana</p>
<p>Il secondo volume della trilogia di Varney</p>
<p>Traduzione di Chiara Vatteroni<br />
Introduzione di Fabio Giovannini</p>
<p><strong>Il libro.</strong></p>
<p>ll secondo volume, dal sottotitolo &#8220;L&#8217;inafferrabile&#8221;, è costituito dai capitoli 66 a 126 (con un salto dal cap. 123 al 126 che, secondo la scelta editoriale di attenersi il più possibile alla struttura originaria, è stato mantenuto) si apre con l&#8217;introduzione &#8220;Varney il contaminatore&#8221;  di Fabio Giovannini &#8211; tra i massimi esperti di cultura vampiresca, nonché curatore, nel 1993, di una miniedizione di Varney, comprendente 4 dei 237 capitoli dell&#8217;opera &#8211; il quale, in linea con le sue ricerche, si sofferma soprattutto su come il vampiro letterario Varney abbia impattato con le altre forme artistiche e della comunicazione.</p>
<p>Nel secondo libro vengono approfonditi i legami tra la famiglia Bannerworth e Sir Francis Varney, da tutti ritenuto un vampiro, la cui  figura è sempre più caratterizzata da inafferrabilità e predisposizione a mutare costantemente identità.</p>
<p>Sviluppo della trama e stile letterario si raffinano, in parallelo ad un maggiore consolidamento della factory degli autori. Factory che &#8211; ricordiamo &#8211; è assai probabile che non fosse formata soltanto da James Malcolm Rymer e Thomas Preskett Prest, ma da un gruppo di poligrafi più numeroso che lavorava a soggetto, in prevalenza sulla base di un canovaccio in continua modifica (ampliamenti, rallentamenti e impennate del ritmo narrativo, provocazioni verbali, colpi di scena), aderendo allo spirito del feuilleton, e andando incontro alle aspettative e ai gusti di un pubblico di massa.</p>
<p>Costante se non maggiormente scoperto è l&#8217;intento paternalistico-didascalico di chi scrive per chi legge (un popolo oltre che da alfabetizzare, anche da acculturare secondo una preciso conformità valoriale), assieme all&#8217;afflato di giustizia (personificato soprattutto dall&#8217;ammiraglio e dalla giovane Flora).</p>
<p><strong>La trama.</strong></p>
<p>Liberato da Varney, Charles Holland torna dalla fidanzata Flora Bannerworth e dallo zio ammiraglio Bell, dopo aver rinchiuso nella prigione sotterranea, dove era stato egli stesso tenuto, il villain Marchdale, destinato a perire miseramente sotto il crollo delle pareti della cella.</p>
<p>Bannerworth Hall, ormai deserta dopo la fuga dei legittimi proprietari in un cottage non lontano, viene visitata da personaggi misteriosi, tutti in qualche modo legati a  Sir Francis Varney. Quando il dottor Chillingworth tenta di portare via il grande ritratto, somigliante allo stesso Varney, collocato nella camera da letto di Flora, viene aggredito e rapinato. Il medico chirurgo rivelerà, inoltre, di avere già conosciuto il vampiro a Londra: alla ricerca, con l&#8217;ausilio di un boia, di cadaveri su cui compiere esperimenti, aveva avuto l&#8217;impressione di resuscitare un criminale appena impiccato, lo stesso vampiro.</p>
<p>La testimonianza è confermata dall&#8217;arrivo in scena del boia, che ricatta Varney, e dal racconto fatto da quest&#8217;ultimo a Charles Holland, che è riuscito a rintracciarlo: assieme a Marmaduke Bannerworth, il pater familias morto suicida, egli aveva partecipato a un&#8217;azione criminosa per recuperare un&#8217;ingente somma di denaro persa al gioco, edera stato catturato e condannato a morte.</p>
<p>A Bannerworth Hall è nascosto probabilmente il denaro rubato, mai recuperato. Nuovamente inseguito dalla folla, Varney si rifugia nel cottage dei Bannerworth, stabilendo con essi un raporto di reciproco rispetto, ma poi scompare di nuovo, mentre Charles e Flora possono finalmente sposarsi. Intanto,  ad Anderbury, una cittadina di mare a circa venti miglia da Bannerworth Hall, fa la sua comparsa un misterioso e ricchissimo nobiluomo, il barone Stolmuyer di Salisburgo, che si appresta alle nozze con una bellezza del luogo, Helen, figlia dell&#8217;avida vedova Williams&#8230;</p>
<p><strong>Da Varney &#8211; L&#8217;inafferrabile:</strong></p>
<p>Il vampiro accennò un gesto ostile, come se volesse aggredire Charles Holland; subito dopo, però, crollò quasi a terra, come sconvolto da un ricordo che gli fiaccava il braccio; tremava per un&#8217;inconsueta emozione e, dall&#8217;aspetto spaventosamente livido del viso, Charles temette un grave collasso [...]</p>
<p>«Varney», esclamò, «Varney, calmatevi! Sarete ascoltato da una persona che non trarrà conclusioni avventate né inclementi; che, con quella carità che è purtroppo rara, darà alle parole che pronuncerete l&#8217;interpretazione più favorevole [.]».</p>
<p>«È strano», rispose il vampiro. «Non avevo mai pensato di poter essere commosso da qualcosa di umano. Giovanotto, avete toccato le corde della memoria: vibrano in tutto il cuore, producendo accenti e suoni che risalgono ad anni da lungo tempo trascorsi.»</p>
<p><strong>Dall&#8217;introduzione &#8220;Varney il contaminatore&#8221;:</strong></p>
<p>Ormai siamo così tanto abituati all&#8217;immagine del vampiro veicolata in particolare dal cinema e dalla televisione da ritenere che le sue caratteristiche siano senza tempo. Invece le origini di quell&#8217;immagine sono agevolmente identificabili e rintracciabili. È stata la letteratura del XIX secolo ad assumersi il compito di costruire e inventare il vampiro. Thomas P. Prest e James M. Rymer, i più probabili autori di Varney the Vampire (pubblicato anonimo), hanno il merito di aver cristallizzato sulla pagina scritta, tra il 1845 e il 1847, alcuni dei capisaldi dell&#8217;immaginario vampiresco. Varney, infatti, è un catalogo anticipatore di descrizioni e ritratti del vampiro destinati a lunga fortuna e ad approdare ai nostri giorni quasi intatti.</p>
<p>Per leggere l&#8217;introduzione:</p>
<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/content/varney-il-vampiro-arriva-il-volume-2-linafferrabile" target="_blank">http://www.gargoylebooks.it/site/content/varney-il-vampiro-arriva-il-volume-2-linafferrabile</a></p>
<p><strong>Hanno detto:</strong></p>
<p>Questo lungo romanzo diventa un discorso non solo sulla &#8220;natura&#8221; del vampiro, ma sull&#8217;identità stessa dell&#8217;Inghilterra, ancora colma<br />
delle reminiscenze della lotta contro l&#8217;arci-nemico Napoleone, divisa tra la nostalgia del paesaggio campestre e la fascinazione di<br />
quello urbano, impegnata nei processi di conquista coloniale a cui, sempre di più, con l&#8217;avanzare del secolo, i ceti più umili della<br />
piccola borghesia e del proletariato sarebbero stati chiamati a dare il loro contributo di sacrifici e di speranze.</p>
<p>Carlo Pagetti</p>
<p>[...] dalla letteratura al cinema, tra proposte usa e getta che ammiccano ai nonpensanti e operazioni seriose che rivendicano invece lo statuto di genere, le offerte non mancano. Tant&#8217;è che anche la prima traduzione in italiano di un classico della letteratura vampirica come Varney, può sembrare rischioso. Se non fosse che a mano a mano che si seguono e inseguono le vicende di questo non-morto [.]. E gli stereotipi senz&#8217;anima che sembravano dominare i primi capitoli, lasciano il posto a una duttilità psicologica degna di un personaggio da dramma borghese. Questa la novità di un&#8217;opera scritta in forma seriale tra il 1845 e il 1847 nell&#8217;Inghilterra vittoriana, tra i colpi e i contraccolpi della rivoluzione industriale e le mutate esigenze di un mercato editoriale più ampio e &#8220;alfabetizzato&#8221;. Questo il senso della sua pubblicazione, ora, in un&#8217;Italia omologata e accidiosa.</p>
<p>Alessandra Bernocco &#8211; Europa</p>
<p>Il romanzo prosegue trionfalmente, tra digressioni, nuove vittime, nuovi scenari [...] per la delizia dell&#8217;affascinato lettore.</p>
<p>Paolo Bertinetti &#8211; &#8220;Tutto Libri&#8221; de La Stampa</p>
<p>Un archetipo e capolavoro, che si mangia la maggior parte dei romanzi  di vampiri antichi e moderni, e che finalmente, dopo un secolo e mezzo, approda in Italia.</p>
<p>Claudio Asciuti &#8211; Pulp</p>
<p>Opera dall&#8217;intreccio complesso e ricco di digressioni, che ritrae alla perfezione il prototipo del raffinato e machiavellico mostro fornito di un&#8217;elegante favella e di affilati canini, un libro che sfodera tutti i topoi del genere gotico, ma che non disdegna la contaminazione con ogni genere letterario. Polpa horror speziata con aromi decadenti innanzitutto, ma melodramma, avventura, pamphlet sociale, un impianto teatrale e persino un pizzico di humour nero convergono in queste pagine, che rappresentano una vera fucina di sperimentazioni narrative, humus embrionale delle potenzialità insite nell&#8217;allora nascente formula romanzesca. In questa mescolanza suggestiva di approcci e umori risultano persino coerenti le discrepanze stilistiche ravvisabili tra gli innumerevoli capitoli, riconducibili ai diversi scrittori che, proprio come succedeva per gli artisti e artigiani di una bottega pre-industriale, si alternavano nella compilazione delle peripezie di Varney: la sensazione finale, a voler usare una similitudine cinematografica, è quella di una pellicola diretta e fotografata magistralmente da Mario Bava e scossa dai lampi lisergici e isterici di Jesus Franco. In poche parole, qualcosa di unico ed eccezionale.</p>
<p>Andrea Grieco &#8211; Alphabetcity</p>
<p>Con pochi tratti l&#8217;attenzione del lettore è tutta lì, schiavizzata dal gesto veloce, dalla prosa gridata e da personaggi che sfiorano la bidimensionalità di caratteri da teatro minore.<br />
Poi, pian piano, l&#8217;attenzione si sposta oltre e il racconto comincia a prendere corpo. Con esso prende corpo anche una dimensione &#8220;scettica&#8221; [.] gli autori ritengono l&#8217;esistenza dei vampiri una mera superstizione[...] la vocazione razionalista riconduce ogni elemento sovrannaturale nei limiti del conosciuto e dell&#8217;esperibile.</p>
<p>Alessandro Izzi &#8211; Close-Up</p>
<p>Tutta la letteratura gotica e horror successiva deve molto a Varney il vampiro, e la possibilità di tornare a leggere le sue oscure avventure e rocambolesche vicende oltre a essere uno stimolo da un punto di vista storico-letterario, è principalmente, e senza dubbio, un vero piacere per la mente e la fantasia. una delle più interessanti pubblicazioni di genere che si vedono nel nostro Paese da diversi anni a questa parte. Da non perdere!</p>
<p>Igor De Amicis &#8211; Thriller Magazine</p>
<p>Una scanzonata, autoironica opera di fondazione dell&#8217;iconografia vampirica, il cui protagonista beffardo, cinico e malinconicamente blasé è l&#8217;antidoto anti-Twilight.</p>
<p>Selene Pascarella &#8211; Carta</p>
<p>Punto di forza di Varney il vampiro è la capacità di offrire  [.] intrigo, azione, soprannaturale, mistero, colpi di scena e avventura, con toni ora drammatici o tragici, ora sentimentali o addirittura grotteschi. Non stupisce che questo anomalo feuilleton abbia appassionato i lettori più disparati, proponendosi come un appuntamento periodico irrinunciabile sia per intellettuali che per &#8220;popolani&#8221; [...]. La prosa elegante e avvincente degli autori ci conduce all&#8217;interno della leggenda vampirica e ci regala un protagonista (ma eccellenti sono anche i tanti comprimari, dai fratelli di Flora Henry e George, al promesso sposo Charles Holland, dallo scettico chirurgo Chillingworth, alla bizzarra coppia formata dall&#8217;ammiraglio Bell e dal marinaio dalla bottiglia facile Jack Pringle) che siamo felici di conoscere.</p>
<p>Giovanni Scalambra &#8211; Stradanove</p>
<p>Ciò che davvero colpisce è la sfilza di personaggi che animano la narrazione riuscendo a portarvi elementi continui di novità, spunti di riflessione e testimonianze del contesto sociale in epoca ottocentesca.</p>
<p>Movida &#8211; Lankelot</p>
<p>Varney apparve a Londra nel 1845 e per ben due anni le cameriere, i commessi, gli operai si abbeverarono alle sue avventure [...] Per the mob, cioè la plebe urbana dell&#8217;Inghilterra vittoriana, quel signore allampanato e malinconico, più decadente che romantico, svolgeva la stessa funzione che svolgono ai nostri giorni, presso torme di ragazzini, i romanzetti di Stephenie Meyer: instillare il piacere della letteratura, nella speranza che, una volta «svezzato», il pupo possa essere invogliato a&#8230; erudirsi da solo, passando, per esempio, a Flaubert o Dostoevskij.</p>
<p>Daniele  Abbiati &#8211; Il Giornale</p>
<p>L&#8217;importanza del personaggio è stata molto profonda nel tracciare le coordinate del &#8220;vampiro moderno&#8221;, sai a livello fisico che psicologico. Basti pensare che, nell&#8217;universo Marvel, il primo vampiro si chiama Varane. Impedibile per tutti gli appassionati di letteratura gotica.</p>
<p>Daniele Bonfanti &#8211; Hera</p>
<p>[...] buon romanzo di suspense, ricco di colpi di scena, ambientato in un&#8217;Inghilterra in trasformazione, in cui si ravvisa il declino dell&#8217;aristocrazia, vittima dell&#8217;avanzare della classe borghese ma anche dei suoi stessi vizi. Per la verità, non ne esce molto meglio il &#8220;popolino&#8221;, rappresentato dalla folla inferocita con tanto di torce e forconi, priva di qualsiasi raziocinio, la quale non esita a profanare tombe, impalare cadaveri e appiccare incendi: un&#8217;indistinta marmaglia che finisce per fare più paura del terribile vampiro.</p>
<p>Antonio Daniele &#8211; Il Catafalco</p>
<p><strong>Dati tecnici II volume:</strong></p>
<p>Pagg. 513, brossura<br />
Prezzo: 16,00 euro<br />
ISBN: 978-88-89541-46-3</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2010/08/nuove-uscite-per-gargoyle-books-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dialogo con Gargoyle Books</title>
		<link>http://messageinabook.com/2010/02/dialogo-con-gargoyle-books/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2010/02/dialogo-con-gargoyle-books/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 07:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[A tu per tu con l'Editore]]></category>
		<category><![CDATA[cinema classico americano]]></category>
		<category><![CDATA[classici gotico]]></category>
		<category><![CDATA[gargoyle books]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[hammer films]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[paolo de crescenzo]]></category>
		<category><![CDATA[roger young]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.messageinabook.com/?p=2805</guid>
		<description><![CDATA[Riprendono le interviste agli editori. Quest’anno partiamo con Gargoyle Books: alle mie domande ha risposto l’ufficio stampa. A.A.: Quando e come nascono le edizioni Gargoyle Books? U.S.: La casa editrice nasce nel 2004 ma le pubblicazioni cominciano nel 2005, dunque quest’anno Gargoyle compie cinque candeline. Nascita e sopravvivenza (perché questo è il termine più appropriato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://messageinabook.com/wp-content/uploads/2010/02/Gargoyle-logo.jpg" rel="lightbox[2805]"><img class="alignleft size-full wp-image-2813" title="Gargoyle-logo" src="http://messageinabook.com/wp-content/uploads/2010/02/Gargoyle-logo.jpg" alt="" width="92" height="121" /></a>Riprendono le interviste agli editori. Quest’anno partiamo con <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank"><strong>Gargoyle Books</strong></a>: alle mie domande ha risposto l’ufficio stampa.</p>
<p><strong>A.A.: Quando e come nascono le edizioni Gargoyle Books?</strong></p>
<p>U.S.: La casa editrice nasce nel 2004 ma le pubblicazioni cominciano nel 2005, dunque quest’anno Gargoyle compie cinque candeline. Nascita e sopravvivenza (perché questo è il termine più appropriato in Italia, ahimè, quando ci si riferisce alla piccola editoria di progetto) sono state determinate dalla grande passione del direttore editoriale, Paolo De Crescenzo.<span id="more-2805"></span> Sin da adolescente, attraverso le intriganti visioni dei film della mitica casa di produzione Hammer, l’editore ha mostrato un’inesauribile curiosità verso tutto ciò che componeva l’universo terrifico. Prima della fondazione di Gargoyle, Paolo De Crescenzo ha maturato una solida esperienza all’interno di importanti gruppi cinematografici italiani, producendo nel 2002 la prima miniserie a tema vampirico mai trasmessa in Rai, &#8220;Il bacio di Dracula&#8221; (due puntate per la regia di Roger Young con Patrick Bergin, Giancarlo Giannini, Stefania Rocca e Alessio Boni). L’interesse a tutto tondo per la diffusione di una cultura horror all’insegna della qualità è sempre stato, quindi, una costante per l’editore Gargoyle.</p>
<p><strong>A.A.: </strong><strong>Qual è la vostra linea editoriale?</strong></p>
<p>U.S.: &#8211; RECUPERO DI CLASSICI DEL GOTICO ANGLOSASSONE: come quelli di Joseph Sheridan Le Fanu, di cui Gargoyle ha pubblicato la prima traduzione de &#8220;Lo Zio Silas&#8221;, capolavoro del gotico anglosassone ancora inedito in Italia fino al 2008, e i due racconti lunghi &#8220;L’ospite maligno&#8221; (anch’esso inedito) e &#8220;La stanza al Dragon Volant&#8221;; quest’anno sarà la volta della prima pubblicazione in Italia di &#8220;Varney il vampiro&#8221;, autentico caposaldo della letteratura vampirica – successivo al solo Polidori – certamente un’operazione editoriale, ma anche culturale, tra le più ambiziose con cui si cimenta Gargoyle.<br />
- PROPOSTA E/O RIPROPOSTA DEI MIGLIORI TITOLI DI AUTORI STRANIERI CONTEMPORANEI ANCORA NON ABBASTANZA VALORIZZATI IN ITALIA come Dan Simmons (di cui Gargoyle ha già pubblicato in nuove traduzioni &#8220;L’estate della paura&#8221; nel 2006, alla sua terza ristampa, e &#8220;Danza macabra&#8221;, nel 2009, oltre che in prima assoluta &#8220;L’inverno della paura&#8221; nel 2008) e Robert R. McCammon (&#8220;Hanno sete&#8221;, &#8220;L’ora del lupo&#8221;, &#8220;La Via Oscura&#8221;, &#8220;La maledizione degli Usher&#8221; e ad aprile lo splendido &#8220;Mary Terror&#8221; in una nuova traduzione).<br />
- REPÊCHAGE DI VERE E PROPRIE CHICCHE LETTERARIE DA TEMPO FUORI CATALOGO, QUANDO NON DEL TUTTO SCONOSCIUTE: come ad esempio &#8220;Magia Rossa&#8221;, piccolo cult gotico (Feltrinelli 1983, Gargoyle 2006) – dove la cultura milanese sessantottina si intreccia al movimento tardo ottocentesco della Scapigliatura – a firma di Gianfranco Manfredi, certamente la migliore penna horror (e non solo…) in Italia (di cui, infatti, Gargoyle ha riproposto lo scorso autunno anche l’antologia del 1987 &#8220;Ultimi vampiri&#8221; in extended version, oltre ad aver pubblicato il bellissimo inedito &#8220;Ho freddo&#8221;, (sito ufficiale <a href="http://www.hofreddo.it" target="_blank">www.hofreddo.it</a>), di cui ideale continuum sarà &#8220;Tecniche di resurrezione&#8221;, altro nuovissimo titolo del prossimo autunno); &#8220;Il morso sul collo&#8221; di Simon Raven, romanzo del 1960, pubblicato da Longanesi nel 1968 e riproposto da Gargoyle in una nuova traduzione lo scorso ottobre, un curioso thriller dove il vampirismo si combina ad antichi riti minoici; o il nostro primo titolo del 2010, in libreria dall&#8217;11 febbraio, &#8220;Gli archivi di Dracula&#8221; di Raymond Rudorff, raffinatissimo prequel, scritto nel 1971, del romanzo di Stoker. Per saperne di più, <strong><a href="www.lankelot.eu/letteratura/rudorff-raymond-gli-archivi-di-dracula.html" target="_blank">qui</a></strong> la postfazione di Gianfranco Franchi, intellettuale finissimo e appassionato critico letterario.<br />
Una proposta che ci sta regalando enormi soddisfazioni è &#8220;La ragazza della porta accanto&#8221; di Jack Ketchum, autore di culto negli Stati Uniti, assai apprezzato da Stephen King che infatti firma la densa postfazione del romanzo. Pubblicare quest’opera è stata una scommessa per noi, perché la storia – ispirata a un fatto vero – è davvero raccapricciante (l’uccisione di una ragazza di sedici anni dopo una serie di orrende torture inflittale dalla donna che l’aveva in affido, insieme ai suoi figli adolescenti e ai loro giovani amici del vicinato). Il libro è uscito a fine novembre 2009, ma l’attenzione non accenna a scemare, si moltiplicano le recensioni sui media più diversi e fioccano le richieste di intervistare l’autore per capire ancora di più del romanzo e dei motivi che ne sono alla base.<br />
- SAGGISTICA. Per ora i titoli sono due: il più recente è &#8220;Io credo nei vampiri&#8221; (luglio 2009), summa vampirica di Emilio de’ Rosignoli, mancante dagli scaffali delle librerie da quasi cinquant’anni, che si avvale degli inediti apparati critici a firma di Danilo Arona (“In viaggio con Emilio”) – splendida voce horror nostrana e autore dell’intrigante horror metafisico &#8220;L’estate di Montebuio&#8221; (giugno 2009) – e di Loredana Lipperini (“Bruciare le stoppie”), tra le più acute analiste della cultura horror del nostro paese. Nel dicembre 2008, abbiamo pubblicato &#8220;The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo&#8221; di Franco Pezzini e Angelica Tintori, primo tentativo di sistematizzare la sterminata filmografia su Dracula attraverso un approccio suggestivamente multidisciplinare, un testo pionieristico di grande spessore, tanto che il tandem Pezzini-Tintori cercherà di replicarne il successo con Peter &amp; Chris. &#8220;I Dioscuri della notte&#8221; (strenna del 2010), sui film della coppia Cushing-Lee.<br />
- Anche all’APOCRIFIA HOLMESIANA Gargoyle tiene particolarmente tanto da dedicarle un titolo l’anno: riscontri di vendita di tutto rispetto sono venuti, infatti, dai due pastiches &#8220;Sherlock Holmes contro Dracula&#8221; e &#8220;Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Holmes&#8221;, entrambi di Loren D. Estleman, tra gli esponenti più autorevoli di questo frastagliato e fertilissimo filone; a maggio uscirà un’antologia di autori vari intitolata &#8220;Il Grimorio di Baker Street. Le avventure soprannaturali di Sherlock Holmes&#8221;.<br />
- SPAZIO A NUOVE VOCI DELLA NARRATIVA ITALIANA: qui non si può non fare riferimento all’esordio di Claudio Vergnani e del suo &#8220;Il 18° vampiro&#8221;, vero e proprio caso editoriale dello scorso anno, che speriamo sia bissato dal suo secondo romanzo &#8220;Il 36° giusto&#8221;, in uscita il prossimo agosto.<br />
Per saperne di più sul catalogo e sul piano editoriale 2010, invitiamo a visitare il sito: <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></p>
<p><strong>A.A.: </strong><strong>Una linea editoriale molto caratteristica, che mi ha subito colpita non appena ho conosciuto la Gargoyle!</strong></p>
<p><strong>Sul sito c’è anche la sezione Video. Di cosa si tratta?</strong></p>
<p>U.S.: Gargoyle è oramai concentrata essenzialmente sulla proposta libraria, tuttavia l’ambizione originaria era anche quella di proporre un catalogo di DVD horror. I film venivano rieditati ed eventualmente corredati di extra inediti, insomma un lavoro impegnativo ed entusiasmante insieme, che veniva ultimato da Millennium Storm, la società partner che provvedeva alla distribuzione. Con la crisi del settore home-video, questo obiettivo di doppio binario è andato riducendosi sensibilmente. Tanto che la proposta video che resta è ora imperniata su un genere che con l’horror centra poco, ossia il cinema classico americano che, per sua caratteristiche strutturali, ci consente un costante pubblico di <em>aficionados</em>.</p>
<p><strong>A.A.: </strong><strong>È possibile per gli esordienti inviare proprie opere?</strong></p>
<p>U.S.: Naturalmente, l’essenziale che si tratti di manoscritti che rientrino nel filone horror-gotico, di ispirazione reale o con elementi di sovrannaturale. Non valutiamo proposte all’insegna del dark-fantasy, né gialli o romanzi di fantascienza. In linea di principio, non pubblichiamo racconti, salvo particolari accordi intercorsi con l’autore.</p>
<p><strong>A.A.: </strong><strong>Come funziona la valutazione di manoscritti?</strong></p>
<p>U.S.: Chiediamo che ci siano spediti via e-mail due capitoli (o quelli iniziali o un paio particolarmente rappresentativi dell’intera opera) corredati di una sinossi molto chiara di massimo due cartelle.<br />
A meno che non scatti un colpo di fulmine (raro), la valutazione vera e propria avviene molto tempo dopo l’invio del manoscritto, anche 6/8 mesi. Questo perché la lavorazione dei titoli di cui si sono già presi i diritti di pubblicazione ha l’assoluta priorità, mentre l’attività valutativa resta, ahimè, secondaria perché mancano sia il tempo sia le risorse, perché Gargoyle – come molte realtà editoriali piccole –, non può avvalersi che di pochi collaboratori) per portarla avanti sistematicamente.</p>
<p><strong>A.A.: </strong><strong>Quali sono i punti fondamentali del contratto che proponete agli autori?</strong></p>
<p>U.S.: Viene stabilito un pagamento e la partecipazione alle royalties oltre un determinato tetto di vendita. Inoltre, in virtù dell’indubbio investimento che sta a monte della pubblicazione di un esordio, chiediamo l’esclusiva sulle opere future.<br />
(<strong>ndr.:</strong> Stiamo parlando naturalmente di una realtà editoriale che non chiede alcun contributo spese agli autori.)<strong></strong></p>
<p><strong>A.A.: </strong><strong>Come sono organizzate distribuzione e promozione?</strong></p>
<p>U.S.: Dal 2008 siamo distribuiti da Messaggerie, leader della distribuzione libraria in Italia, a cui quest’anno abbiamo affidato anche la promozione.</p>
<p><strong>A.A.: </strong><strong>Grazie per la disponibilità e a presto!</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2010/02/dialogo-con-gargoyle-books/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuova uscita per Gargoyle Books</title>
		<link>http://messageinabook.com/2010/02/nuova-uscita-per-gargoyle-books-4/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2010/02/nuova-uscita-per-gargoyle-books-4/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 18:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dracula]]></category>
		<category><![CDATA[gargoyle books]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[hammer films]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[raymond rudorff]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.messageinabook.com/?p=2795</guid>
		<description><![CDATA[Scheda libro a cura di www.gargoylebooks.it Alle origini della storia del Principe delle Tenebre c&#8217;erano: Gli archivi di Dracula, di Raymond Rudorff, Edizioni Gargoyle Books. Traduzione di Simone De Crescenzo, postfazione di Gianfranco Franchi. Prezzo: 13,50 euro, ISBN: 978-88-89541-40-1, pagg. 252 Dall&#8217;11 febbraio 2010 in libreria La trama. Nel 1877 &#8211; dopo la morte, dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Gli_archivi%20di%20Dracula.jpg" rel="lightbox[2795]"><img class="alignleft size-full wp-image-2796" title="gli archivi di dracula" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/Gli_archivi%20di%20Dracula.jpg" alt="" width="95" height="140" /></a><em>Scheda libro a cura di <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></em></p>
<p>Alle origini della storia del Principe delle Tenebre c&#8217;erano: <strong>Gli archivi di Dracula</strong>, di Raymond Rudorff, Edizioni Gargoyle Books. Traduzione di Simone De Crescenzo, postfazione di Gianfranco Franchi. Prezzo: 13,50 euro, ISBN: 978-88-89541-40-1, pagg. 252<span id="more-2795"></span></p>
<p>Dall&#8217;11 febbraio 2010 in libreria<strong></strong></p>
<p><strong>La trama. </strong>Nel 1877 &#8211; dopo la morte, dagli inquietanti risvolti, di entrambi i genitori, nobili possidenti della cittadina magiara di Kalasz -, il piccolo Stephen Morheim viene affidato al colonnello Gabriel Takely che, come parente più prossimo, ne diventa il tutore legale. Oppresso da una deficienza mentale, il bambino incontra insormontabili difficoltà sia nell&#8217;apprendimento sia nella comunicazione, ma, al compimento dei dieci anni, ecco verificarsi un&#8217;incredibile e inattesa inversione di marcia: Stephen comincia a esprimersi compiutamente e vede scemare pian piano i suoi problemi di attenzione. Adolescente, Stephen ha ormai superato ogni incertezza conoscitiva mostrando, anzi, una strepitosa vitalità intellettuale &#8211; sorretta da una formidabile memoria e da una penetrante eloquenza &#8211; e un magnetismo ipnotico &#8211; un misto di autorità e sicurezza inscalfibili, capace di assoggettare il prossimo. Stabilitosi a Budapest per studiare all&#8217;Università, il giovane manifesta una forte passione per la storia dell&#8217;Europa centrale e orientale, in specie per gli alberi genealogici dei più antichi casati dell&#8217;Impero austro-ungarico. Stephen sa di provenire da una dinastia di guerrieri sanguinari da cui è irresistibilmente attratto. Ma cosa c&#8217;è all&#8217;origine di tale esaltazione? Perché Stephen, terminati gli studi, decide di trasferirsi nel vetusto maniero di famiglia presso l&#8217;appartata località di Torberg? E perché è così interessato a ottenere l&#8217;amore di Elizabeth Sandor, giovane e bellissima ereditiera di un castello, sito in una regione sperduta e selvaggia della Transilvania? È in un sinistro e remoto passato che si celano tutte le risposte.</p>
<p><strong>Il libro.</strong> Gli archivi di Dracula (1971) si colloca in un periodo editoriale (i primi anni Settanta del Novecento) in cui il Dracula di Stoker conosce nuovi approcci d&#8217;indagine. Le componenti emotive e psicologiche e le eccezionali virtù simboliche, che hanno consentito al personaggio stokeriano di divenire immortale, acquistano un&#8217;inedita centralità tanto da ispirare opere letterarie che, seppur debitrici al modello originario, si rivelano, però, qualcosa di assai diverso: esemplare in tal senso è il testo, del 1972, di Leonard Wolf A Dream of Dracula: In Search of the Living Dead, dove l&#8217;autore sostiene che: «Dracula è una figura che costringe a confrontarci con i misteri primordiali: la morte, il sangue, l&#8217;amore e i loro reciproci legami». Parallelamente anche gli aspetti storici e folklorici attorno al Principe delle Tenebre assumono maggiore rilievo: sempre nel 1972 viene pubblicato per la prima volta In Search of Dracula. The History of Dracula and Vampires di Raymond T. McNally e Radu Florescu (In cerca di Dracula, Sugar Edizioni 1973), uno studio emblematico e periodicamente riaggiornato sul Dracula storico, che inaugura tutta una saggistica susseguente. Il romanzo di Rudorff costituisce un&#8217;eccellente sintesi di tali fermenti, tanto che, all&#8217;epoca della sua uscita, rappresentò un piccolo cult per i lettori e gli appassionati, purtroppo non italiani, dal momento che il testo viene tradotto per la prima volta in Italia solo ora, a circa quarant&#8217;anni dalla sua prima pubblicazione.</p>
<p>Come Wolf, anche Rudorff non resiste alla tentazione di confrontarsi con il mito attraverso la fiction: a chi, se non al medesimo narratore, appartiene, infatti,  &#8220;la mano sconosciuta&#8221; che scrive lettere ad apertura, a metà e a chiusura del libro? (Come nel Dracula di Stoker, anche ne Gli archivi di Dracula i personaggi si esprimono per mezzo di un articolato carteggio che li lega gli uni agli altri.) E come McNally e Florescu, anche Rudorff conduce una viscerale e profondissima ricerca sul Dracula storico, imbattendosi, così, in Vlad Drakul &#8211; &#8220;il drago&#8221; o il &#8220;figlio del demonio&#8221;, principe della Valacchia vissuto nel XV secolo, sostenitore di una rigida moralità pubblica che imponeva con metodi terroristici, tra cui spiccava la pratica dell&#8217;impalamento  -, e nella sua congiunta e conterranea Erzsébet Báthory &#8211; nobildonna realmente esistita tra la seconda metà del 1500 e i primi anni del 1600, soprannominata &#8220;la Belva dei Carpazi&#8221; per via dell&#8217;irrefrenabile ferocia che la spingeva a uccidere in maniera sistematica, tanto che, per sua mano, vennero torturate a morte più di 600 giovani donne. Rudorff, però, si spinge oltre l&#8217;analisi storica e converte la sua somma erudizione in creatività: con superba maestria, utilizza i dati acquisiti e la conoscenza delle tradizioni popolari e religiose transilvane per dare vita a una narrazione dall&#8217;avvincente ed elegante impianto gotico. Una narrazione non esente dalle suggestioni visive della filmografia Hammer che, maggiormente interessata a far emergere le potenzialità sadiche del vampiro piuttosto che i suoi tormenti interiori, ha reso in termini più sofisticati e compiuti ciò che il precedente cinema horror aveva soltanto tracciato: l&#8217;indomita attrazione per il terrifico come mistero profano con cui è possibile misurarsi e non soltanto rimuovere. Ciò che fa Rudorff nel suo romanzo, e che possono fare anche coloro che lo leggeranno.</p>
<p><strong>L&#8217;autore.</strong> Giornalista e scrittore inglese, Raymond Rudorff (1933-1992) si è laureato alla London University, ed è stato traduttore dall&#8217;italiano e dal francese, vivendo a lungo in Francia, e per qualche tempo a Roma. Ha pubblicato romanzi &#8211; The Dracula Archives (1971, Gli archivi di Dracula, Gargoyle 2010), The house of the Brandersons: a novel of possession (1973, La dimora dei Brandersons, Sonzogno, 1975), The Venice Plot (1976, Complotto a Venezia, Sonzogno 1977) &#8211; e saggi  &#8211; Art treasures of the world assieme a Eleanor Munro (1964), Studies in ferocity: a book of human monsters (1969), The Paris Spy (1969, Guida ai piaceri di Parigi, Sugar 1970), The Myth of France (1970), The Belle Epoque. Paris in the Nineties (1972), The Knights and their world (1974), War to the death: the sieges of Saragossa, 1808-1809 (1974). Nel 1965, ha curato la traduzione inglese del celebre saggio Il vampiro di Ornella Volta.</p>
<p><strong>Come comincia:</strong></p>
<p>Lasciate che il mondo pensi che io sia pazzo o eccentrico, questo genere di cose mi lascia indifferente. Ciò che i medici possono chiamare follia è in realtà solamente una mia personale forma di ossessione, iniziata dopo che ho letto per la prima volta il libro che avrebbe poi segnato il corso della mia vita, e cioè Dracula di Bram Stoker, uscito nel 1897 e successivamente ristampato innumerevoli volte in tutto il mondo. Dal mio primo incontro con il terrificante personaggio del Conte, lentamente, insidiosamente e silenziosamente s&#8217;è sviluppata in me quest&#8217;ossessione, dalla quale è finita per scaturire la ragione principale della mia vita. L&#8217;oscura figura del Conte ha da allora infestato le mie notti e i miei sogni.</p>
<p><strong>Dalla postfazione:</strong></p>
<p>Mi piace pensare che Rudorff abbia [.] deciso di prendere e cambiare nome, per confondere i lettori, i letterati e i critici, e per tornare a parlarvi della storia sua e della sua sanguinaria casata sotto falso nome.</p>
<p>Per leggere in rete tutta la postfazione: <a href="http://www.lankelot.eu/letteratura/rudorff-raymond-gli-archivi-di-dracula.html" target="_blank">www.lankelot.eu/letteratura/rudorff-raymond-gli-archivi-di-dracula.html</a></p>
<p><strong>Hanno detto:</strong></p>
<p>&#8220;Questo libro di Rudorff sembra scritto apposta per ricavarne un film di Terence Fisher. le atmosfere, i personaggi, e i brividi che infonde sono proprio quelli della mitica epopea della Hammer Films!&#8221;<br />
Laura Clyborne, The Atlanta Constitution</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2010/02/nuova-uscita-per-gargoyle-books-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuova uscita per Gargoyle Books</title>
		<link>http://messageinabook.com/2009/12/nuova-uscita-per-gargoyle-books-3/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2009/12/nuova-uscita-per-gargoyle-books-3/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 08:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[gargoyle books]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[joseph sheridan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.messageinabook.com/?p=2362</guid>
		<description><![CDATA[Scheda libro a cura di www.gargoylebooks.it GargoyleBooks presenta L&#8217;ospite maligno / La stanza al Dragon Volant di Joseph Sheridan Le Fanu, traduzione e introduzione di Sandro Melani. Dal 17 dicembre in libreria. Tracce L&#8217;ospite maligno: alla fine Settecento, il nobile Richard Marston, dopo aver sperperato gran parte del suo patrimonio per estinguere i debiti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/L_ospite%20maligno.jpg" rel="lightbox[2362]"><img class="alignleft size-full wp-image-2365" title="L-ospite-maligno" src="http://www.gargoylebooks.it/site/sites/default/files/imagecache/product_detail/images/L_ospite%20maligno.jpg" alt="L-ospite-maligno" width="108" height="161" /></a><em>Scheda libro a cura di <a href="http://www.gargoylebooks.it/" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></em></p>
<p>GargoyleBooks presenta <strong>L&#8217;ospite maligno / La stanza al Dragon Volant </strong>di Joseph Sheridan Le Fanu, traduzione e introduzione di Sandro Melani. Dal 17 dicembre in libreria.</p>
<p><strong>Tracce</strong><em></em></p>
<p><em>L&#8217;ospite maligno</em>: alla fine Settecento, il nobile Richard Marston, dopo aver sperperato gran parte del suo patrimonio per estinguere i debiti di gioco, ormai decaduto, si ritira a vivere, con la moglie e i due figli, nel Cheshire, presso la tenuta di Gray Forest, un&#8217;imponente magione di campagna circondata da un bosco vasto e selvaggio. <span id="more-2362"></span>Divenuto cupo e diffidente a causa del suo declassamento, l&#8217;uomo sembra trovare sollievo unicamente nell&#8217;isolamento: evita i signorotti del luogo ben più fortunati di lui ed è estremamente parco di affetto anche verso i familiari. Tollera a malapena la presenza estranea di Eugénie de Barras, l&#8217;ambigua istitutrice francese di sua figlia, mostrandosi refrattario a qualunque novità. È dunque con enorme contrarietà che Marston accoglie la notizia dell&#8217;arrivo di Sir Wynston Berkley, suo lontano e odioso parente. Una visita che si annuncia carica di cattivi presagi.</p>
<p><em>La stanza al Dragon Volant</em>: 1815, poco dopo la disfatta di Napoleone a Waterloo, in piena restaurazione della monarchia borbonica, giunge a Parigi il giovane e facoltoso Richard Beckett, persuaso che la capitale francese possa portargli fortuna sia ai tavoli da gioco che in amore. In una sosta del viaggio, il gentiluomo inglese s&#8217;imbatte nei conti di St. Alyre, restando fulminato dalla bellezza della contessa. Determinato a rivedere la donna, Richard si affida al marchese d&#8217;Harmonville, ben inserito nella mondanità parigina, che gli consiglia di alloggiare a Versailles nella locanda del &#8220;Dragone volante&#8221;, confinante proprio con la residenza dei conti. L&#8217;unica stanza dell&#8217;albergo rimasta, però, è rinomata per essere stata sfondo delle inquietanti sparizioni di chiunque vi abbia soggiornato. Il giovane sembra infischiarsene, ma sarà costretto a ricredersi, quando capirà di essere la vittima designata di un&#8217;ingegnosa quanto diabolica macchinazione.</p>
<p><strong>Il libro</strong></p>
<p>Rielaborazione di &#8220;Some Account of the Latter Days of the Hon. Richard Marston of Dunoran&#8221;, storia d&#8217;ambientazione irlandese pubblicata a puntate sulla «Dublin University Magazine», tra l&#8217;aprile e il giugno del 1848, L&#8217;ospite maligno (The Evil Guest) uscì nel 1851 nella raccolta Ghost Stories and Tales of Mystery. Gargoyle lo propone per la prima volta ai lettori italiani nella traduzione di Sandro Melani, poiché il racconto è rimasto finora inspiegabilmente inedito in Italia.</p>
<p>La stanza al Dragon Volant (The Room in the Dragon Volant) fu pubblicato nel 1872, dapprima a puntate sulla rivista «London Society» e poi all&#8217;interno di quella che è probabilmente la più importante antologia di Le Fanu, ossia In a Glass Darkly, che comprende anche i racconti Green Tea, The Familiar, Mr Justice Harbottle e il celebre Carmilla.</p>
<p>Se ne L&#8217;ospite maligno il terrifico si fonde al mystery, conferendo alla narrazione le tonalità fosche della ghost story e richiamando tutti gli elementi del gotico dell&#8217;epoca, La stanza al Dragon Volant può leggersi anche come un breviario di &#8220;ars furfantesca&#8221; all&#8217;insegna di un esilarante humor nero, dove al giovane protagonista rubano la scena  navigati professionisti del camuffamento e della doppiezza, che hanno fatto dell&#8217;impostura la propria raison d&#8217;être. In questo secondo racconto sono addirittura riscontrabili echi del teatro elisabettiano, rendendo possibile un accostamento con il Volpone di Ben Johnson</p>
<p>Sia ne L&#8217;ospite maligno che ne La stanza al Dragon Volant, continue sono le allusioni al soprannaturale, sebbene in essi non ci sia nulla di veramente tale e gli intrecci che legano i vari personaggi affondino, anzi, nella più bieca terrenità. Risiedono proprio in questa raffinata distonia tra cifra stilistica e contenuto il tratto distintivo di Le Fanu e la sua grandezza. La cornice gotica viene, dunque, aggiornata a favore di un dinamico rimescolio delle carte in tavola, dai risvolti imprevedibili: se non mancano sovvertimenti della realtà, torture psicologiche, misteri da svelare, famiglie di antica discendenza in balìa del disfacimento, manieri in rovina pieni di antri segreti, tutto però viene mosso da avidità, lotta per il denaro, arrivismo sociale e subdoli raggiri a scopo di lucro. Le Fanu risente a pieno, dunque, dello spirito del tempo, rivelando una poetica di profonda modernità. Esponente di quell&#8217;alta borghesia delle professioni, dell&#8217;economia e dell&#8217;amministrazione, in un contesto di rigida stratificazione sociale non priva di slanci paternalistici verso i ceti meno abbienti, Le Fanu è autore fortemente ancorato agli imperativi della sua epoca &#8211; grande dirittura morale, spirito di rinuncia e autocontrollo, esaltazione del lavoro e del sacrificio, stigmatizzazione del fallimento economico -, che diventano un corpus valoriale rintracciabile in filigrana in molte delle sue opere.</p>
<p><strong>L&#8217;autore</strong></p>
<p>Giornalista e scrittore irlandese, Joseph Sheridan Le Fanu è unanimemente riconosciuto tra i maestri della letteratura gotica. Snobbato dalla critica in vita, è stato riscoperto, agli inizi del Novecento, grazie soprattutto al lavoro critico di Montague-Rhodes James.</p>
<p>Nato a Dublino nel 1814, Le Fanu trascorre l&#8217;infanzia tra i villaggi di Chapelizod e Abington, nella contea di Limerick. Qui, vive a stretto contatto con una società rurale orgogliosa e imbevuta di superstizioni. La componente favolistica e fantastica, propria della cultura contadina irlandese, l&#8217;interesse per la demonologia e l&#8217;occultismo, nonché la fascinazione per l&#8217;opera del filosofo e mistico Emmanuel Swedenborg influenzeranno profondamente la sua poetica.</p>
<p>Nel 1832, Le Fanu intraprende gli studi in Legge presso il Trinity College di Dublino; tra il 1835 e il 1839, vengono pubblicati alcuni suoi racconti (The Ghost and the Bone-setter, The Furtunes of Sir Robert Ardagh e Schalken the Painter) sulla rivista «Dublin University Magazine», con cui Le Fanu continuerà a collaborare per tutta la vita, diventandone anche editore e proprietario. Dopo una breve esperienza nell&#8217;avvocatura e un matrimonio che lo lascia inconsolabile vedovo, nel 1858, Le Fanu si allontana dalla vita sociale per dedicarsi esclusivamente alla scrittura fino al 1873, anno della sua morte.</p>
<p>È autore di diverse antologie di racconti e di alcuni romanzi, tra cui i più importanti sono Lo zio Silas (1864, pubblicato per la prima volta in Italia da Gargoyle nel 2008) e Carmilla (1872), che narra di una vampira sensuale e affascinante, in odore di lesbismo, da cui sembra che lo stesso Stoker abbia tratto ispirazione per il suo Dracula.</p>
<p><strong>Dall&#8217;introduzione: </strong></p>
<p>Quello del sensation novel è un mondo che ha ormai perso ogni innocenza e cristallinità, un mondo costellato adesso di matrimoni infelici, spesso frutto di tiranniche imposizioni, relazioni adulterine, convivenze more uxorio che confinano con la bigamia, figli e parenti segreti, divorzi, vizi innominabili, instabilità psichiche che affondano le radici nel lontano passato familiare, disastri e rovesci economici, frodi e ricatti, manipolazioni testamentarie, cruenti omicidi e, a sovrastare tutto questo torbido magma, schiaccianti sensi di colpa che il più delle volte si cerca invano di tacitare con una tracotante e spavalda crudeltà.</p>
<p><strong>Dati tecnici del volume:</strong></p>
<p>Prezzo: 16 euro<br />
ISBN: 978-88-89541-38-8<br />
Pagg. 306</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gargoylebooks.it" target="_blank">www.gargoylebooks.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2009/12/nuova-uscita-per-gargoyle-books-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Avorio &#8211; Matteo Gambaro</title>
		<link>http://messageinabook.com/2009/11/avorio-matteo-gambaro/</link>
		<comments>http://messageinabook.com/2009/11/avorio-matteo-gambaro/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 18:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aurora Alicino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[gotico]]></category>
		<category><![CDATA[historica edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[matteo gambaro]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.messageinabook.com/?p=2187</guid>
		<description><![CDATA[Azione, atmosfera e suspense si alternano in questa raccolta che, ne Il Borgo, raggiunge climi lovecraftiani, grazie alla narrazione in forma diaristica che dà un tocco di “fascino antico” e trasmette il senso di angosciosa attesa. Quattro racconti che vedono l&#8217;agente speciale di polizia Carnielli alle prese con i vampiri della sua città. Una lotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.historicaedizioni.com/volumi/Avorio_.jpg" rel="lightbox[2187]"><img class="alignleft size-full wp-image-1005" title="avorio" src="http://www.historicaedizioni.com/volumi/Avorio_.jpg" alt="avorio" width="109" height="160" /></a>Azione, atmosfera e suspense si alternano in questa raccolta che, ne <strong>Il Borgo</strong>, raggiunge climi lovecraftiani, grazie alla narrazione in forma diaristica che dà un tocco di “fascino antico” e trasmette il senso di angosciosa attesa.</p>
<p>Quattro racconti che vedono l&#8217;agente speciale di polizia Carnielli alle prese con i vampiri della sua città.</p>
<p>Una lotta giornaliera, per contrastare quei non-morti che sono una realtà accettata. Individui pericolosi ma, allo stesso tempo, in pericolo, in un mondo troppo stretto per due umanità così diverse.</p>
<p>Titolo: Avorio<br />
Autore: Matteo Gambaro<br />
Casa Editrice: Historica Edizioni<br />
Sito web: <a href="http://www.historicaweb.com" target="_blank">www.historicaweb.com</a><br />
ISBN: 9788890357244<br />
Prezzo: 7,90€<br />
Anno: 2009<br />
Collana: Celeris<br />
Genere: horror/gotico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://messageinabook.com/2009/11/avorio-matteo-gambaro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

