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Recensione: Il 36° Giusto, di Claudio Vergnani

Posted By | September 12, 2011

Attenzione: questo video contiene scene violente. Se ne sconsiglia la visione a bambini e a soggetti particolarmente sensibili. Del resto, a noi Twilight ci fa un baffo…

httpv://www.youtube.com/watch?v=ACNx469aR-4

[Dal film Vampires, di John Carpenter]

Più divertente e, se possibile, più sboccato del primo, Il 36° Giusto è il secondo capitolo della trilogia vampirica di Claudio Vergnani.

Ritroviamo Claudio (il protagonista, non l’autore!) e Vergy che, un po’ per sbarcare il lunario e un po’ per destino, si rassegnano di nuovo ad assumere il ruolo di cacciatori di vampiri, affiancati da una raffazonata, mutevole compagnia come nella migliore delle tradizioni.

Lo scenario non è più l’ignara Modena che avevamo lasciato: ormai i vampiri – o quel che ne resta, dopo la mattanza dei nostri antieroi – si sono palesati. La gente ha dovuto affrontare e poi convivere con quelle che da sempre aveva creduto creature di fantasia, ma che ora sono sotto gli occhi di tutti. Il più delle volte, almeno nei quartieri bonificati del centro, sono soltanto scabrose ma innocue presenze che i cittadini segnalano e vengono facilmente fatte sparire da poliziotti senza scrupoli – annosa questione: mostri loro, o mostri noi? – o privati operatori ecologici.

È a uno di questi che i protagonisti si rivolgono in cerca di un lavoro semplice… che ovviamente non si rivelerà tale. Inizia una serie di missioni che vede il gruppo di moderni Van Helsing impegnati a controllare e ripulire la periferia. Episodi – almeno in apparenza – scollegati tra loro, che mi hanno pertanto lasciata un po’ perplessa, a chiedermi dove si volesse andare a parare. Solo alla fine si intravede il fil rouge, ma Claudio (questa volta l’autore!) sappia che mi aspetto di riannodare tutti i fili nel terzo romanzo.

Infatti, mentre Il 18° vampiro poteva leggersi anche come una storia a sé stante, Il 36° Giusto non finisce, ci lascia sul più bello come il “to be continued” dei telefilm. Cosa che, di norma, non gradisco affatto in un romanzo, e che mi ha fatto da tempo desistere dal tuffarmi in qualche nuova saga. A suo favore c’è da dire però che si tratta solo di una trilogia – 3 è ancora il numero perfetto – e che comunque avevo già deciso di leggerli tutti, perché il ragazzo ci sa fare.

Godibilissimo – nonostante, ahimè, i numerosi refusi – soprattutto nell’avventura, che definirei epica, all’interno del cimitero monumentale. Vergnani si dilunga troppo, rispetto agli altri episodi narrati, ma glielo si perdona facilmente perché proprio qui dà il meglio di sé, con un rocambolesco percorso che sa di dungeon e non stanca per varietà di ambienti e accadimenti.

È stato un piacere tornare a leggere di vampiri brutti e cattivi, ma anche un po’ artisti (splatter, ovviamente); di cacciatori che non sono affatto supereroi ma, anzi, hanno dalla loro un mix di fortuna, disperazione e benzodiazepine.

Alla prossima, Claudio (e qui ce l’ho con entrambi!).

Dal romanzo:

«Sii più rispettoso».
«Ok, l’anziana».
«Se ho capito bene», rispose con l’aria di uno che non ha capito un cazzo, «direi che la vecchia bagascia sta più o meno in quella zona là in fondo, probabilmente in quel casermone a lato del campo di calcio. Giù di lì, comunque, perché dalla finestra vede l’ingresso principale del cimitero».
Mi feci passare il binocolo e diedi un’occhiata. Non si vedeva anima viva, né nel casermone presunta abitazione della cliente, né dalle parti del cimitero, né in nessun altro luogo. Ciò bastò a farmi sentire meglio. Magari avremmo potuto tornare indietro prima del previsto. Restituii il binocolo a Vergy e mi sistemai alla meno peggio, sedendomi a gambe incrociate sul tetto. Visto che dovevamo rimanere in osservazione, tanto valeva mettersi comodi. Anche perché, se da un lato la ciucca stava rientrando, dall’altro cominciavo ad avvertire gli inconfondibili prodromi del mal di testa. Mentre Vergy mi si sedeva accanto, tolsi dal tascone laterale dei pantaloni il blister accartocciato dei Nurofen e ne buttai giù un paio a secco.
«Ho bisogno di chiudere gli occhi dieci minuti», gli comunicai. «Lo so, lo so… L’importante è che stia bene io».
«D’accordo», acconsentì sorridendo. «Per ora la situazione mi sembra sotto controllo. Se c’è qualcosa ti chiamo».
Presi lo zaino e me lo sistemai sotto la testa. Sdraiato su quel tetto in rovina, rimasi per qualche secondo a osservare il cielo che scuriva. Sulle nubi mosse dal vento perdurava il riflesso arancione del tramonto. Poi, quasi senza che me ne accorgessi, il profilo lontano della città fu inghiottito dall’addensarsi della nebbia, proprio mentre gli ultimi fragili riflessi del sole svanivano come se non ci fossero mai stati.

Titolo: Il 36° Giusto
Autore: Claudio Vergnani
Casa Editrice: Gargoyle Books
Sito: www.gargoylebooks.it
ISBN: 978-88-89541-48-7
Prezzo: 15 €
Anno: 2010
Genere: horror


About The Author

Aurora Alicino nasce nel 1979 a Pavia. Consulente informatico e giornalista pubblicista, ha collaborato negli anni con alcune realtà editoriali. Da febbraio 2008 entra in contatto con Edizioni XII in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi del montaggio audio video dei booktrailer e di lavori multimediali. Nel novembre 2010, sempre in Edizioni XII, entra a far parte della Redazione con il ruolo di Web Supervisor.

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