Escono per Gargoyle Books: il circo dei vampiri, di Richard Laymon e I vampiri dell’11 settembre, di Clanash Farjeon
Posted By Fabio Callipo | September 6, 2011
Comunicato stampa a cura di www.gargoylebooks.it/site/
IL CIRCO DEI VAMPIRI
di Richard Laymon
Lo spettacolo itinerante dei Vampiri
Venite a vedere.
La sola e unica VAMPIRA in cattività!
Valeria
Splendida! Affascinante! Letale!
Questa incantevole bellezza, nata nelle selvagge terre della Transilvania, dorme di giorno nella sua bara, e di notte si nutre di sangue di sconosciuti.
Guardate Valeria risorgere dalla morte!
Guardatela dare la caccia a volontari scelti fra il pubblico!
Tremate, mentre lei affonda i canini nel loro collo!
Urlate, mentre cena con il loro sangue!
Un solo spettacolo, venerdì a mezzanotte, 10 $ (vietato ai minori di 18 anni)
Estate 1963, Grandiville, America rurale: in un assolato venerdì di agosto, tre amici sedicenni – Dwight (l’io narrante), il capelluto e cicciottello Rusty e la graziosa Slim (che in realtà si chiama Frances ma che, detestando il nome vero, lo muta periodicamente a seconda delle letture che fa) – apprendono, da ammiccanti volantini sapientemente affissi ad ogni albero e palo della luce, dell’arrivo di un gruppo di artisti girovaghi, e sono immediatamente e irresistibilmente attratti dallo show previsto per la mezzanotte, che annuncia la presenza di Valeria, autentica e meravigliosa vampira in cattività. Lo Spettacolo Itinerante dei vampiri è, però, vietato ai minori di 18 anni e, soprattutto, si tiene nell’arena del Campo di Janks, un’isolata radura a tre kilometri dalla città, su cui – dopo un tentativo fallito di riqualificazione – continua a gravare una fama di raccapricciante orrore: nove anni prima, infatti, proprio il padre di Dwight, in qualità di capo della polizia municipale, vi aveva scovato il sordomuto Tommy Janks intento a cibarsi di un cuore umano, messo a rosolare su un fuoco improvvisato. Il macabro organo risultò appartenere a una giovane scomparsa quell’estate, i cui resti vennero poi ritrovati assieme a quelli di cinque ragazze irrintracciabili dallo stesso periodo e a 17 altri cadaveri, smembrati plausibilmente molto tempo prima.
Come fare per ovviare alle due grosse incognite?
Benvenuti al Circo dei vampiri!
LIBRO
Ne Il circo dei vampiri, il soprannaturale è più evocato che manifesto, sono, infatti, primariamente la paura e il terrore psicologico, trasferiti in un contesto realistico, ad assumere una funzione fondamentale, pervadendo la storia dal principio alla fine. Tre amici si affacciano alla maggiore età insieme, confrontando la loro purezza di sentire con la sconcezza del male, rappresentato dagli adulti. Fulcro della narrazione sono, dunque, i giovani protagonisti, con i quali il lettore familiarizza senza sforzo attraverso i dialoghi incalzanti, i serrati battibecchi, gli svelti botta e risposta, resi dall’autore per catapultare immediatamente nell’atmosfera a tinte forti della storia. Laymon, come di consueto, utilizza gli stilemi del genere a modo suo, mettendoli al servizio dei sentimenti umani più viscerali: amore, amicizia, sensualità si scontrano con la brutalità del mondo in una trama di vivida violenza. L’enfatica emozionalità adolescenziale fatta di torbida inquietudine e tumulto interiore procede di pari passo a una suspense destinata a deflagrare nell’esplosione conclusiva all’insegna di un feroce gore grand-guignolesco.
In un’ideale linea di continuità con The Body di Stephen King (1982), Boy’s Life di Robert McCammon (1991, Il ventre del lago, Interno Giallo 1992), Summer of Night di Dan Simmons (1991, L’estate della paura, Interno Giallo 1994, Gargoyle 2006 ed. integrale), e ancora i racconti kinghiani dell’antologia Hearts in Atlantis (1999, Cuori in Atlantide, Sperling & Kupfer 2000), Il circo dei vampiri costituisce un mirabile romanzo d’iniziazione. Il regista indipendente Chris Siverlson ne ha tratto una sceneggiatura che diventerà un film a breve termine.
AUTORE
Richard Laymon, nato nel 1947 a Chicago, ma californiano d’adozione, è stato tra i più originali autori di horror contemporaneo con oltre 30 romanzi e 65 racconti, reputato un autentico Maestro all’avanguardia del genere. Laureato in Letteratura inglese, prima di dedicarsi completamente alla scrittura, lavora come insegnante e bibliotecario. Ancora poco conosciuto negli Stati Uniti, raggiunge, invece, un successo significativo in Europa, specie nel Regno Unito, e viene tradotto in 15 lingue. Dal 2000 al 2001 è presidente dell’Horror Writer Association, da cui aveva precedentemente ricevuto una nomination per il Bram Stoker Award con Flesh (1987, La carne, Fanucci 1993) e Funland (1989, Il luna-park dell’orrore, Sperling & Kupfer 1993). Il prestigioso riconoscimento è ottenuto da Laymon postumo per The Travelling Vampire Show nel 2001, anno della sua morte per un fulminante attacco di cuore. ll romanzo viene ora finalmente pubblicato in italiano da Gargoyle con il titolo Il circo dei vampiri.
HANNO DETTO
Se vi manca un libro di Laymon, vi siete persi una prelibatezza.
Stephen King
Ho letto ogni libro di Laymon mi sia passato tra le mani. Sono un suo fan di lungo corso. Se vi manca un libro di Laymon, vi siete persi una prelibatezza.
Jack Ketchum
Richard Laymon era l’ultimo, vero autore “pulp” della sua generazione [.], che amava fare quello che faceva e aveva grande rispetto per l’horror. Scriveva per intrattenere il suo pubblico e usava dire che “scrivere anche di morte e di orrore è comunque vita“. Un autore autentico, che lasciò un grande vuoto alla sua morte in tutti gli appassionati. Per questo oggi, a distanza di così tanti anni, sapere che Il circo dei vampiri (The Travelling Vampire Show) - un suo inedito almeno in Italia - arriva adesso nelle nostre librerie, è motivo di grande soddisfazione.
Andrea G. Colombo, “Horror.it”
Il circo dei vampiri non è una classica storia di vampiri [.]. L’orrore presente nel romanzo è molto umano, mescolato con una storia di amicizia, di crescita di tre adolescenti attraverso esperienze forti e scioccanti. Laymon ipnotizza il lettore l’evocazione del mistero e dello sgomento e con la veemente vividezza dei dialoghi, che costruiscono personaggi credibili e appassionanti, attraverso una scarna e sensuale scrittura, che non permette di sentirsi sempre a proprio agio.
Alessandro Manzetti, “Il Posto Nero”
Laymon porta se stesso sempre al massimo. Non c’è nessuno che scriva come lui, e credo che qualunque cosa scriva, vi piacerà.
Dean Koontz
Laymon è Stephen King senza una coscienza.
Hank Wagner, “Hellnotes”
Laymon è incapace di scrivere un libro deludente.
“New York Review of Science Fiction”
Titolo: Il circo dei vampiri
Autore: Richard Laymon
Casa editrice: Gargoyle Books
ISBN: 978-88-89541-57-9
Pagine: 384
Prezzo: 16,00 €
***
I VAMPIRI DELL’11 SETTEMBRE
di Clanash Farjeon
«Sono venuto in possesso di una videocassetta da una fonte segreta. Una persona di cui mi fido ciecamente, per cui so per certo che è vera. È una conferma di quanto sostengo sul Pentagono e sul luogo dello schianto a Shanksville. A tratti è raccapricciante, a tratti comico. È una follia che sia stata girata, ma capisco perché chi lo ha fatto ha pensato che non ci fossero rischi. Il travestimento da mostri è sempre stata la loro mostruosità. Un posto dove i comuni mortali non osano andare. Come tutti i cliché, è vero che gli assassini tornano sul luogo del delitto. Il sadismo ha bisogno di rivisitare i propri orrori.»
New York, prima mattina del 7 ottobre 2001: Luciano Perretti e Jim Gonzalez, due tra i tantissimi operai impegnati nelle articolate azioni di soccorso a Ground Zero, svelano a un giornalista di Al Jazeera di aver visto il Vice-Presidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, aggirarsi tra le macerie delle Twin Towers sotto forma di vampiro. La notizia giunge alla direzione di Enigma, rivista inglese dedicata al soprannaturale e all’occulto, che decide di compiere degli approfondimenti, in vista della pubblicazione di un pertinente dossier, e manda sul posto l’inviato Michael Davenport. Lo stesso reporter che soltanto quattro anni e mezzo prima si era trovato coinvolto, suo malgrado, in una scabrosissima vicenda legata alla dinastia dei Portillo, signori della droga di Ciudad Juarez, metropoli messicana tra le più violente del mondo.
Nella New York sventrata del post-11 settembre, Michael fa una serie di incontri, riprendendo vecchi contatti come quello con il suo ex cognato David Giudice, e intessendone di nuovi (tra gli altri, il facoltoso Louis Lamy e l’intellettuale impegnato Warren Alan Jones) ma, soprattutto, ha anche lui delle strane visioni, scoprendo di non essere l’unico, giacché – oltre a Perretti e Gonzalez – sono tante le persone che, sul suolo statunitense, vedono cose davvero singolari, se non inquietanti. a esserne oggetto, infatti, sono principalmente i pezzi grossi dell’amministrazione Bush, quali il summenzionato Cheney, il Consigliere della Sicurezza Nazionale, Mrs Condoleezza Rice, il navigato consulente politico Henry Kissinger, il Segretario della Difesa, Donald Rumsfeld, nonché alti papaveri dell’esercito. Si tratta del cosiddetto gruppo dei “Vulcani”, che appare sempre sotto spoglie vampiresco-spettrali e nelle occasioni più impensate. Intanto David muore misteriosamente. è stato suicidio od omicidio? E perché Michael comincia a venire pedinato? È unicamente l’FBI interessato a controllarlo? Malgrado i pericoli crescenti, l’indagine del giornalista continua, fino ad approdare a Washington.
LIBRO
Horror decisamente peculiare, nel quale il ricorso all’elemento terrifico è meramente allegorico (non mostri reali ma umani percepiti come mostri), il romanzo I vampiri dell’11 settembre serve in maniera avvincente la furia di denuncia del suo autore verso l’amministrazione Bush, le cui bramosie egemoniche vengono considerate tra i motivi principali della tragedia dell’11 settembre. Alla sua terza opera letteraria – dopo Le Memorie di Jack lo Squartatore (2003) e I vampiri di Ciudad Juarez (2010), Clanash Farjeon sferra un poderoso attacco contro l’arroganza del potere, la sua doppiezza, la sua connaturata corruttibilità, sullo sfondo di uno degli eventi storici più gravi del Terzo millennio.
L’orrore, per Farjeon, consiste essenzialmente nella paura, medium di controllo e manipolazione da parte del potere politico, il quale nasconde la ricerca della verità a favore dell’individuazione spasmodica di un caprio espiatorio su cui accanirsi. La denigrazione e la demolizione sistematiche contro questo capro espiatorio risultano funzionali a placare l’opinione pubblica, specie se profondamente stressata da un trauma della portata di Ground Zero. Da qui, dunque, la fabbricazione di prove dell’amministrazione Bush per giustificare l’invasione USA dell’Iraq e la conseguente guerra, di cui il Vice-Presidente Dick Cheney seguita da più parti a venire reputato l’ideatore (non casuale il tentativo d’impeachment nei suoi confronti con l’accusa di aver contraffatto delle informazioni ricevute dai Servizi Segreti per stabilire un legame tra Iraq e Al-Qaida, legittimando così la giustezza del conflitto).
Privo di qualunque perentorietà, traboccante umorismo, gusto sapido del racconto e sferzante estro, I vampiri dell’11 settembre si configura come un testo molto ambizioso nella sua miscela di invettiva civile, satira politica e fiction, dimostrando ancora una volta le molteplici prospettive narrative del genere horror.
AUTORE
Clanash Farjeon è l’anagramma di Alan John Scarfe. Nato nel 1946 nella contea dell’Inghilterra meridionale dell’Hertfordshire, si trasferisce ancora bambino in Canada. Formatosi all’Università britannica della Columbia e all’Accademia di Arte Drammatica di Londra, è conosciuto specialmente come attore di teatro classico, avendo interpretato oltre 100 ruoli (tra cui Re Lear, Otello, Amleto, Faust, Zio Vanja, Cyrano de Bergerac, l’Enrico IV di Pirandello), ma è al contempo autore di diverse regie teatrali. Ha recitato in più di 40 film e in innumerevoli serie Tv, tra cui Star Trek: Voyager e Star Trek: The Next Generation, in quest’ultima accanto alla moglie Barbara Macza (in arte Barbara March), attrice di origini polacche, anch’essa di formazione teatrale. La coppia ha due figli, Jonathan, anch’egli attore, e Tosia, compositrice e cantante d’opera con la passione per il rock.
Per i tipi Gargoyle, Scarfe ha pubblicato Le Memorie di Jack Lo Squartatore (2008) e I vampiri di Ciudad Juarez (2010), primo capitolo di una trilogia vampiresca, cui segue ora I vampiri dell’11 settembre.
HANNO DETTO
I vampiri dell’11 settembre è un horror visionariamente politico, capace di scagliarsi contro questo potere come aveva fatto cinematograficamente a suo tempo Brian Yuzna con The Society. Di più, Clanash Farjeon, anagramma di Alan John Scarfe, usa la satira per criticare l’operato dell’ex presidente degli Stati Uniti e della sua amministrazione negli avvenimenti dell’11 settembre 2011. [.] La storia assemblata da Farjeon ha un ritmo narrativo esemplare, battute azzeccate, colpi di scena quasi sempre efficaci e credibili dove la forte spinta etica si amalgama al coté horror, in un perfetto equilibrio di denuncia e intrattenimento. Alla fine la componente vampirica è un fondale su cui si muove un orrore ben più grande.
Sergio Rotino – L’informazione
Clanash Farjeon ci propone un romanzo assolutamente fuori dagli schemi in grado di fondere con sorprendente acume, orrore e politica, satira e mistero. I vampiri di cui si tratta, pur rimandando a sette segrete e riti esoterici, non hanno niente di soprannaturale, essi sono tristemente reali, persone dall’animo corrotto che inseguono brame di potere giocando con il destino dell’umanità. I personaggi di fantasia si muovono all’unisono con quelli reali mettendone a nudo il lato oscuro. Il presidente Bush con la sua first Lady, Condoleezza Rice, Richard Cheney, divengono così attori di una storia terrificante e grottesca. Rivelando anche una certa dose di coraggio, l’autore non esita a ritrarli in veste caricaturale né a sottolinearne, all’occorrenza, la miseria umana. [.] Che si condivida o meno la teoria del complotto qui sostenuta, resta impossibile liberarsi dall’idea che qualcosa in quell’11 settembre non sia andato esattamente così come ci è stato raccontato. [.] Un’ottima opera d’intrattenimento come questa diviene allora un esplicito invito alla presa di coscienza, una partitura di note distorte o stonate su cui vale la pena riflettere.
Miriam Mastrovito – Strepitesti
I vampiri di Farjeon non sanno di esserlo e vivono le loro esistenze “corrotte e depravate” in un turbine di vizio e colpa, superficialità e vuoto pneumatico.
I loro denti insanguinati sono metafora lampante e terribile di una classe politica che da secoli sta vampirizzando le risorse e le forze dinamiche dell’uomo.
Eduardo Vitolo – Il mondo di Edu
Romanzo coraggioso e pieno di amare considerazioni, frutto dell’impegno politico di Farjeon, il quale ripropone in chiave horror le oscure tematiche che fanno da sfondo all’evento che ha sconvolto e cambiato gli Stati Uniti.
Daniela Bolognini – Il Catafalco
[.] l’11 settembre è divenuto un mito moderno, il cui stesso “consumo” ne ha fatto un’icona sospesa tra realtà e allucinazione. Per quel che riguarda la letteratura, il panorama è straordinario, e sono diversi i romanzi “post-traumatici” pubblicati negli ultimi anni degni di nota [.]; ognuno ha un suo registro preferenziale, e il realismo cede spesso a una dimensione sospesa tra il magico e i confini del reale, mentre l’inconscio riemerge e spadroneggia. Quel che il mainstream non può fare dichiaratamente lo fa il genere, in primis l’horror che si impossessa alla sua maniera e con i suoi mezzi – né pochi né banali – dell’orrore supremo di Ground Zero.
Danilo Arona, L’11 settembre: fantasmi della mente e letteratura horror
Il romanzo di Clanash Farjeon ricorre alla cupa realtà per dar corpo a una fiction caratterizzata da una tecnica narrativa cinematografica e da una prosa godibile per lo stile ironico e leggero, che, a tratti, assume un tono quasi da commedia horror-surreale.
Maurizio Crispi – Italia Informazioni
Ricco di scene forti, battute di gran classe, un ritmo senza cadute e una spassosa vivacità d fondo, il libro è una denuncia tutt’altro che velata contro la perversità del potere.
Giovanni Scalambra – Stradanove
Titolo: I vampiri dell’11 settembre
Autore: Clanash Farjeon
Casa editrice: Gargoyle Books
Collana: Nuovi Incubi
ISBN: 978-88-89541-55-5
Pagine: 311
Prezzo: 14,50 €
Fonte http://www.gargoylebooks.it/site/







vampiri vampiri vampiri vampiri….
però laymon… perché no.