Recensione: Uomini e spettri, di AA.VV.
Posted By Aurora Alicino | August 20, 2011
Oggi voglio parlarvi di una raccolta, o meglio dei racconti che la compongono, accomunati da uno dei temi da sempre più cari alla letteratura dell’orrore: i fantasmi.
In ordine di lettura (o quasi):
Attenzione contiene spoiler
Una madre e una figlia, Antonino Alessandro
Stretto nel pugno, il pezzo di carta che l’aveva spinta a tornare si era trasformato in poltiglia mentre l’inchiostro sbiadiva sul guanto bianco. Aveva giurato di non varcare più quel cancello, eppure, era accorsa lo stesso.
Che brava bambina.
Una classica storia di avidità e spettri che tornano per compire la propria vendetta. Inesorabile.
Pioggia, Marco Caudullo
Ancora una fitta, e si piegò in avanti. Doveva sopportare ancora un po’, poi sarebbe arrivato Diego a prendersi cura di lei. E tra qualche minuto sarebbe iniziato il quarto movimento, e con esso L’inno alla gioia. Sentiva il bisogno di quell’energia. Chissà cosa stava facendo Diego.
Fa male questo racconto, ma proprio tanto. Elisa aspetta inutilmente il ritorno del suo uomo, mentre sul candore di bambina si allarga una pozza di sangue. Lui sta compiendo la sua forse ultima bastardata, ma di certo non dimenticherà l’incontro di quella notte, con tutte le agghiaccianti implicazioni che comporta.
Legami, Simone Corà
Ma non appena si dirigono verso l’ingresso, Arianna punta gli occhi sul Bisatto, il canale che costeggia il retro della banca e, come un serpente, si aggira silenzioso tra gli alberi di cemento del paese.
Lui fa tre passi prima di accorgersi. «Che c’è?» La raggiunge e, inspirato il gelo che sembra seguirla, chiede: «Dici che siano giù, nel canale?»
Un Corà serio non l’avevo ancora letto, abituata alle sue storie ironiche, e mi ha colpita. Con un horror puro e semplice, ci presenta il fantasma più inquietante di tutta la raccolta. Scrive bene Simone, senza dubbio, anche se mi ha un po’ delusa il (non)finale, che trovo poco credibile.
Il buio è dentro di me, Daniele Picciuti
A volte la notte, prima di coricarmi, esco sulla veranda e guardo nel buio. Ascolto i grilli, mentre il vento mi accarezza il viso e l’aria umida mi penetra nelle ossa. Respiro a fondo le tenebre, immergendomi nel mare dell’oscurità. Allora è come se il buio mi penetrasse dentro.
E li vedo.
Picciuti scrive una storia dalla bellezza fredda e letale come il metallo di una calibro 44, come gli incubi generati dal sonno della ragione, e sputati fuori nel mondo reale.
Quando ritornano, Matteo Poropat
Era una dimora che odorava di zuppa di verdure e regali inaspettati, con i mobili di un legno così scuro da sembrare grossi insetti addormentati alle pareti, poggiati su un pavimento che scricchiolava anche quando si stava immobili, così, tanto per farsi sentire.
Frasi così racchiudono – svelano – tutto l’incanto e la poesia dei ricordi piacevoli. Matteo è capace di vedere le cose con l’alone di magia di quando si è ancora fanciulli e ritrasmetterlo, senza con ciò peccare di infantilismo. È bravo a creare questo tipo di atmosfera, malinconica, che risveglia i sensi e le memorie sopite. A volte, però, anche i morti ritornano.
Il volo delle falene, Nicola Roserba
L’automobile rincorreva la bolla di luce che i fari scavavano nella notte. Michele aveva guardato nello specchietto retrovisore, pochi minuti addietro, ma era come se qualche bambino dispettoso lo avesse dipinto di nero. La villa si trovava poco fuori città, in una zona molto isolata, e la stradina che lasciava la statale per raggiungere l’abitazione era una lingua di asfalto solitaria in mezzo ai boschi.
Finale prevedibile per un racconto comunque piacevole, poetico. Un inno all’amicizia vera.
Satana in provetta, Francesco Stefanacci
Quando Evelyne nacque, nessuno fece caso ai suoi occhi. Le guanciotte rosee e rotonde, le manine paffute e la morbida pelle distolsero l’attenzione della famiglia Lucléss dai grigi occhi fiammeggianti della bimba. I miei rapporti con i Lucléss erano di sincera amicizia. Conoscevo Philippe Lucléss dai tempi del liceo, quando eravamo entrambi dei giovani studiosi pieni di speranze e progetti per il futuro. Feci da testimone al suo matrimonio con Martha, e fui il primo a portare visita ad Evelyne, la loro primogenita, all’ospedale.
Già dall’incipit si capisce: avrà il sapore retrò delle storie con narratore unico superstite, testimone di un orrore che si fatica a raccontare. A me affascinano sempre.
La bella lavanderina, Andrea Viscusi
Ci arriva in quel momento: la ragazza sta piangendo. L’idea lo turba. Cosa può farla soffrire così tanto da piangere in pubblico? E lui dovrebbe in qualche modo offrirsi di aiutarla? Esiste un galateo per situazioni del genere?
Si sporge in direzione di lei. Sentendosi un po’ in colpa per quella violazione della sua privacy, sbircia dentro la lavatrice.
Donna o fantasma? Leggenda o realtà? Destino o maledizione? Viscusi mescola le carte del mazzo della vita del giovane protagonista, o forse di tutti noi che leggiamo. Incantevole, delicato, riflessivo.
Mi hanno convinta meno
Presto, molto presto di Floriana Niobe Puccini: storia di nera quotidianità, fraintendimenti e cose non dette. Un Uomo Nero che assomiglia più all’allucinazione di una ragazza malata.
I cuori di Flora di Francesco Rago: troppo prevedibile e esagerata, questa serial killer che diventa tale per una delusione d’amore. E poi… perché proprio Like a Virgin? In un contesto simile la trovo alquanto dissonante.
Titolo: Uomini e spettri
Autore: Antonino Alessandro, Marco Caudullo, Simone Corà, Daniele Picciuti, Matteo Poropat, Floriana Niobe Puccini, Francesco Rago, Nicola Roserba, Francesco Stefanacci, Andrea Viscusi
Casa Editrice: Bel-Ami Edizioni
Sito: www.baedizioni.it
Genere: horror
Collana: DieciLune Narrativa
ISBN: 978-88-96289-13-6
Prezzo: 10,00 euro





grazie per la recensione e le belle parole! sono di parte, è vero, ma sono contento di essere presente in questa raccolta, è un prodotto di buon livello.
Concordo.
Prego!