Message in a Book

Recensioni, interviste, articoli e news dal mondo della medio piccola editoria.

Recensione: Ritorno a Ventimiglia, di Stefano Pastor

Posted By | August 12, 2011

Mi interruppi, perché mi accorsi che Choi teneva gli occhi fissi sui binari, perso nei suoi pensieri. Lo feci girare verso di me e lessi la tristezza nei suoi occhi, come se un’ombra improvvisa avesse cancellato il suo sorriso.
Lo sollevai in braccio e lo portai sulla panchina. Tenendolo abbracciato, lo cullai: – È finito, Choi. È tutto finito, il passato non esiste.
– Tu eri felice – mormorò Choi.
– Adesso lo sono di più.
Lo sentii tremare, leggermente.
– Tu sei mio figlio. Nessuno potrà mai farti del male.
Ripetilo. Ripetilo, per favore.
La voce di Choi era incerta: – Sono… tuo figlio.

Ritorno a Ventimiglia, romanzo vincitore della seconda edizione del Premio Letterario Ventimiglia, pubblicato nel 2010 da Editrice Zona, rappresenta l’opera d’esordio di Stefano Pastor, autore che, accostatosi relativamente tardi (almeno rispetto a certi fenomeni letterari degli ultimi anni) al mondo della narrativa, sta dimostrando una prolificità davvero straordinaria, se consideriamo che da questo primo lavoro a oggi sono già usciti almeno altri quattro romanzi e una raccolta di racconti.

Per quanto mi riguarda conoscevo già Pastor attraverso i suoi racconti apparsi sul forum di Edizioni XII: testi per lo più di genere fantastico o surreale dei quali apprezzavo la fantasia e l’estrema originalità. Per questo motivo, quando mi è stato chiesto di recensire il suo libro, ho accolto con entusiasmo la proposta, scoprendo solo dopo che non si trattava di un romanzo di genere. Ma vi anticipo subito che non per questo sono state deluse le mie aspettative.

La storia racconta del ritorno di Gerardo nella sua città natale dopo aver a lungo girato il mondo per lavoro, in occasione del funerale della madre. Ad accompagnarlo c’è un ragazzino dai tratti orientali, Choi, suo figlio, ansioso di trascorrere la sua holiday ripercorrendo i luoghi di origine del padre e di conoscere una famiglia di cui ha solo sentito parlare. Ritornare a Ventimiglia, però, darà modo a Gerardo di affrontare il tanto a lungo rimandato faccia a faccia con il padre, e anche, forse, quello più complesso fra sé stesso e il suo passato, recente e remoto.

Questo libro, senza volere azzardare favolosi ed esagerati paragoni con Pavese, mi ha riportato alla mente La luna e i falò. Probabilmente per il modo in cui Pastor ha trattato il tema del ritorno: infatti, come Anguilla nel capolavoro dello scrittore cuneese, anche Gerardo ripercorre i sentieri della propria adolescenza con un misto di nostalgia e risentimento, di curiosità e distacco. Da sottolineare in questo senso che, come Pavese racconta del proprio paese natale, Santo Stefano Belbo, così Pastor fa con la sua Ventimiglia, riuscendo tra l’altro a mostrarcela come una città vera, viva, e non come una banale immagine da cartolina.

La stesura del romanzo è segnata da un incessante uso del dialogo: tutta la storia viene man mano svelata tramite le continue chiacchierate di Gerardo con Choi, gli scontri con il padre, e gli incontri con gli altri personaggi che man mano appaiono sulla scena. Dialoghi che mantengono sempre una buona credibilità (anche se forse mi è rimasta la sensazione di qualche battuta superflua tra Gerardo e Choi), sostenuti, va detto, da un egregio lavoro svolto da Pastor sui personaggi. Anche se, a far da spalla a Gerardo e Choi, entrambi segnati da tratti estremamente caratterizzanti, non mi sarebbe dispiaciuto trovare dei comprimari meno “ordinari”. Ammesso che non fosse intenzione precisa dell’autore rimarcare, nel confronto con gli esotici protagonisti, un certo appiattimento della realtà provinciale italiana.

Tirando le somme, ho letto Ritorno a Ventimiglia con molto piacere. No, non è perfetto, e tale non poteva esserlo trattandosi di una prova d’esordio, e c’è da segnalare qualche refuso che sarebbe stato meglio evitare. Però la storia mi ha preso, e le tematiche sviluppate (su una in particolare non ho fatto cenno per non smascherare nulla della trama) le ho trovate interessanti. E credo che per un lettore sia ciò che conti.

Dalla quarta di copertina:

Venerdì sera, stazione di Ventimiglia. Dal treno scendono, in arrivo da Amsterdam, Gerardo, ingegnere trentaquattrenne di ritorno a casa per il funerale della madre, e suo figlio, il thailandese Choi. Una strana coppia, che suscita sorpresa e porta violentemente a galla i rapporti insoluti di Gerardo con suo padre e le due zie. Una breve vacanza è dunque l’occasione per riannodare i fili degli anni dell’infanzia, passati tra gli angoli più noti della città, da Santa Marta a Ventimiglia alta, da Roverino al mercato. E per fare i conti con gli anni della maturità, delle scelte decisive che segnano un’intera esistenza, ritrovando – tra le strade e i luoghi della città, mai abbandonati nel cuore – lo slancio e la speranza di un futuro migliore.

Titolo: Ritorno a Vntimiglia
Autore: Stefano Pastor
Casa editrice: Editrice Zona
Sito web: www.editricezona.it
ISBN: 978-88-6438-116-9
Prezzo: 12 €
Anno: 2010
Genere: Mainstream


About The Author

Marco Caudullo nasce a Siracusa nel 1975. Laureato in ingegneria elettronica, vive e lavora in Piemonte. Nel 2007 frequenta un corso di scrittura creativa in seguito al quale inizia a scrivere brevi racconti, soprattutto di genere fantastico. Dal 2008 a oggi suoi racconti vengono pubblicati in antologie edite da Delos Books, Terre di Mezzo, Edizioni Montag, Perronelab, Nuoviautori.org, e sulla rivista Short Stories. Con il racconto Fino alla fine del Mondo entra nella rosa dei vincitori del Premio Subway 2008, e con Come fantasmi vince il premio Vivendo e Scrivendo indetto dalla casa editrice Edizioni Cinquemarzo, in seguito al quale pubblica la sua prima raccolta di racconti, Mondi Paralleli. Nel 2011 esce Valneve, raccolta di racconti edita da Giulio Perrone Editore.

Comments

Leave a Reply