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Recensione: Tutti i chilometri che servono, di Federico Fascetti

Posted By | July 16, 2011

fu durante quei pomeriggi autunnali, mentre Cratere mi illustrava i suoi pupazzi made in China con la sicumera d’un curatore di museo, che cominciò a sbocciare in me il sentimento della nostalgia. Non saprei spiegare di cosa avessi nostalgia, forse era solo il rimpianto di aver mancato qualcosa che mi sembrava valesse la pena vivere appieno; forse era una specie di nostalgia per osmosi causatami dall’entusiasmo di Cratere; o forse, in generale, era nostalgia del passato. Fatto sta che quel piccolo dolore creò un nido nel profondo del mio stomaco, e, da allora, non se n’è più andato.

Mi era stato passato come un romanzo per ragazzi. Mi avevano – consapevolmente? – mentito… ma sono stata felice di scoprirlo. :)

Tutti i chilometri che servono affronta il complesso tema del passaggio dalla fanciullezza all’età adulta, tanto caro ai romantici nell’accezione più pura del termine, ai nostalgici appunto, come me.

Quel piccolo, piacevole dolore che il protagonista Alessio inizia a conoscere a quindici anni è lo stesso che sento quando ascolto la musica con cui sono cresciuta, quando qualcosa mi riporta alla mente ricordi del passato – che tal volta sono belli anche solo in quanto tali – o quando il racconto di un amico mi fa desiderare di tornare indietro nel tempo e vivere un’esperienza che mi sono invece persa senza rimedio.

Mi sono sentita in empatia con questo ragazzino alle prese con l’età più difficile, brutto anatroccolo che scopre che il diventare cigno non è un traguardo, ma una continua, quotidiana sfida per l’accettazione di se stessi. Perché il segreto per stare bene, ciò che sta alla base di tutto a quindici come a trent’anni, è semplice (a dirsi): volersi bene, prendersi cura di sé, coccolarsi… e non sottovalutarsi mai.

Sono poche righe, lo so, rispetto alle recensioni che scrivo ultimamente. Ma avrete già capito, di certo, quanto questo piccolo libro – 129 pagine – mi abbia toccata nel profondo. E cos’altro dire se non che Fascetti ci consegna una grande lezione di vita senza pretese, con la naturalezza di un fanciullo? Leggetelo, ne vale proprio la pena.

La quarta di copertina:

“Considera trentanove chili di pelle e ossa. Un paio di orecchie tipo gli sportelli spalancati di un camion ripreso da davanti. Apparecchio ai denti e un naso leggermente deviato verso sinistra, souvenir di un capitombolo dalle scale. Braccia lunghe e magre, gambe da trampoliere di palude. Fatto? Ok, ora aggiungi l’interdizione a praticare attività sportiva per via di un problemuccio di cuore, e non faticherai a immaginare con quanto ottimismo, quel sedici settembre di ventidue anni fa, mi accingevo a varcare la soglia del pio Istituto San Cataldo.”

La madre, una libraia un po’ ansiosa che si diletta a scrivere poesie. Il padre, un talentuoso attore con, ahimè, un occhio fuori asse e un’amante spagnola. Ed è proprio dopo una loro lite furiosa che Alessio sviene improvvisamente e senza un apparente motivo.
Inizia così un nuovo percorso. Sullo sfondo dell’Istituto San Cataldo, scuola privata dove ognuno ha un soprannome, Alessio conosce Cratere, ragazzino grosso e brufoloso che è costretto ad affiancare nello studio, ma soprattutto Grigio, il bidello-custode-giardiniere che ha un piccolo segreto e che, dopo una partita di calcio rivelatrice, decide di scommettere su di lui.

 

Titolo: Tutti i chilometri che servono
Autore: Federico Fascetti
Casa Editrice: Perrone Lab
sito: http://perronelab.it
Genere: narrativa
ISBN: 978-88-6316-177-9
Prezzo: 13,00 euro


About The Author

Aurora Alicino nasce nel 1979 a Pavia. Consulente informatico e giornalista pubblicista, ha collaborato negli anni con alcune realtà editoriali. Da febbraio 2008 entra in contatto con Edizioni XII in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi del montaggio audio video dei booktrailer e di lavori multimediali. Nel novembre 2010, sempre in Edizioni XII, entra a far parte della Redazione con il ruolo di Web Supervisor.

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