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Recensione: Joy, di Marina Crescenti

Posted By | June 30, 2011

Sabato 2 luglio alle 21 Marina Crescenti presenterà il suo nuovo romanzo a Pavia, presso la libreria Feltrinelli in via XX Settembre: È troppo sangue anche per me, Acar edizioni.

Io ci sarò e vi aspetto, :) ma ora vorrei parlarvi del precedente, che ho appena finito di leggere…

Un romanzo che ha saputo tenermi sveglia fino a tarda ora. E, beh, ammetto che non è cosa comune: sarà l’età, sarà lo stress… que sera, sera… ma, ormai, quando mi metto a letto con un libro fatico a tenere gli occhi aperti.

Invece questo mi ha presa. Non subito, no. All’inizio – forse colpa dei dialoghi – fatica a ingranare, tanto che sono dovuta tornare indietro a rileggere con più attenzione, quando pagine dopo ho capito che conteneva dettagli importanti.

Presto però cominciano le indagini, ed è proprio il modo in cui vengono condotte a costituire il maggior punto di forza di Joy. La ricostruzione dei fatti pezzo per pezzo, un brainstorming attraverso gli indizi trovati e lo studio delle scene del crimine, durante la quale si percepiscono l’affiatamento della squadra, la creatività e l’intuito dei componenti, la passione che versano nel loro mestiere.
È da questi passaggi che faticavo a staccare l’occhio, dai poliziotti seduti in un cerchio disordinato, concentrati a vedere il crimine come vi assistessero e partecipassero in quel preciso istante. Dalle pareti dell’ufficio di Lorenzo “Luc” Narducci – vice commissario della sezione omicidi, squadra mobile di Milano – tappezzate di foto e schemi. Dal via vai di agenti e superiori a rincorrere una pista.

Un intreccio costruito nel dettaglio, con qualche piccola forzatura che le si può perdonare – e le riflessioni dell’omicida che si fanno infine troppo lunghe, – fino a un colpo di scena ben riuscito. A far da sfondo e da legante, la musica di Ian Curtis e dei Joy Division.

La trama:

Il passato che ritorna.
Una cena tra vecchi amici, tutti accomunati dalla giovane età e da una morbosa passione per il mondo della musica, in particolare, per le note di un gruppo new wave degli anni ‘70-’80 – i Joy Division – ed il suo cantante e paroliere Ian Curtis.
Un assassino che uccide le proprie vittime in circostanze misteriose, seguendo un macabro rituale…
Un mondo surreale e criptico che ruota intorno al locale milanese Disorder.
Troppe domande senza risposta.
Tocca al vicecommissario della sezione omicidi – “Luc” Narducci – fare luce sugli omicidi per evitare altre vittime; ma l’assassino ha capito: semina ingannevoli tracce e sparisce proprio quando tutti sono certi di averlo finalmente incastrato.

Accanto agli sviluppi del caso, la Crescenti ci racconta della vita privata di Luc, in realtà strettamente legata a quella professionale, dal momento che le sue due figlie sono rispettivamente moglie e fidanzata di due colleghi e non gli rendono la vita affatto facile.
E così vediamo che il commissario – pardon, vice – è anche un papà dolce e attento, un amico fidato, un marito innamorato. Un uomo con la sua forza e, soprattutto, le sue debolezze, che lo rendono uno di noi, uno a cui ci si può affezionare.

Una chicca che piacerà soprattutto ai pavesi come me: la prefazione è scritta da Mino Milani!

Sito dell’autrice: www.marinacrescenti.it

Dal libro:

D’improvviso, lunghi e sottilissimi fili vengono via sotto lo scorrere fluido della mia mano, densi e abbondanti come mai mi era capitato di vederne prima.
“Luc! Hai sentito? C’è Gil al telefono!” la voce di Silvia irrompe nei miei timpani.
Mi dirigo verso l’uscita osservando quei filamenti rimasti stranamente attaccati alle mie dita. Prendo dalle mani di Silvia il cellulare senza staccare gli occhi da quell’informe ammasso.
“Ciao Gil, dimmi tutto”.
“Sono con lIdo in sala autopsie. Non ha ancora terminato col ragazzo, ma abbiamo trovato varie fibre di acrilico intorno alla barba che dovrebbe essere almeno di tre o quattro giorni. Sono lunghe, chiare e molto sottili”.
Senza saperlo, Gil mi sta descrivendo ciò che ho sotto gli occhi in questo esatto momento. “Ti sto chiedendo di cercare un ago in un pagliaio, lo so, ma guardati bene in giro. Io sto arrivando”.
Stavano guardando una videocassetta. Seduti sul divano.
Sotto la coperta.
“Dobbiamo ragionare al contrario, Gil. In questo caso, non è tanto quello che può aver lasciato l’omicida sul luogo del delitto”. Ripenso alla copertina del disco e al plaid sul divano, prima di dirlo: “Non è l’ago in un pagliaio che dobbiamo cercare. È… è ciò che ha trasferito la mia bambola addosso all’assassino. Gil… è il pagliaio in un ago che dobbiamo riuscire a stanare”.
“Bambola?”.

Titolo: Joy – Un altro caso a Milano per il commissario Narducci
Autore: Marina Crescenti
Prefazione di Mino Milani
Casa Editrice: Fratelli Frilli Editori
sito: www.frillieditori.com
Genere: giallo
ISBN: 978-88-7563-384-4
Prezzo: 13,50 euro


About The Author

Aurora Alicino nasce nel 1979 a Pavia. Consulente informatico e giornalista pubblicista, ha collaborato negli anni con alcune realtà editoriali. Da febbraio 2008 entra in contatto con Edizioni XII in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi del montaggio audio video dei booktrailer e di lavori multimediali. Nel novembre 2010, sempre in Edizioni XII, entra a far parte della Redazione con il ruolo di Web Supervisor.

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