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Recensione: Il giorno che cambiò la mia vita, di Cesare Moisè Finzi

Posted By | June 12, 2011

Finalmente si aprono le porte della scuola ed entriamo nel grande atrio che a fatica ci accoglie tutti. Il preside, un uomo alto ed elegante, con voce tonante inizia l’appello, leggendo i nomi dei candidati dai fogli che gli passa la segretaria. Quando ha chiamato un certo numero di ragazzi, li fa entrare in un’aula e prosegue l’appello. Io e Nello stiamo vicini, ma presto capiamo che non faremo l’esame insieme: i nostri cognomi incominciano per F e per R e quindi non saremo nella stessa aula. Ci prende lo sconforto.
L’appello prosegue. Nella confusione generale la voce del preside è coperta dal chiacchiericcio dei ragazzi, e si sente a fatica. A un certo punto, si arriva alla F, ma io non sento chiamare il mio nome; chiedo a Nello se lo ha sentito, ma la risposta è negativa. L’appello continua, e alla fine della R, Nello Rietti non viene chiamato. Quindi, la lettera si conclude. Solo noi due non siamo stati chiamati. E siamo rimasti soli davanti al Preside.
«Perché non avete risposto quando è stato il vostro turno?» ci chiede.
«Non ci ha chiamato, Signor Preside» rispondiamo.
«Perché non siete stati attenti… Come vi chiamate?»
«Finzi Cesare»
«Rietti Nello»
Il preside guarda guarda nell’elenco, e si accorge che in effetti i nostri nomi non ci sono.
«Qui non ci siete. Cosa siete venuti a a fare?»
Con un filo di voce, azzardo un’ipotesi: «Forse non ci siamo perché siamo ebrei?»

La voce narrante è quella di Cesare Moisè Finzi, classe 1930, cardiologo di fede ebraica, e come si legge dalla biografia “attivamente impegnato nella vita della comunità ebraica ferrarese”.
Il giorno in cui cambiò la mia vita, come da copione per i libri della collana Gli anni in tasca della casa editrice Topipittori, narra la storia (vera, autobiografica) della sua adolescenza, vissuta a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, nel ben noto periodo della persecuzione degli ebrei e delle leggi razziali.
Be’, non vi nascondo che l’ho iniziato con un bel po’ di curiosità, ma anche con un certo timore di trovarmi di fronte a un testo fortemente drammatico, del quale, al momento, non avrei avuto voglia. Invece il libro mi ha irretito e nello spazio di un fine settimana l’ho letteralmente divorato.

L’autore inizia raccontando della sua infanzia, e lo fa usando un linguaggio “elementare”, scandito da frasi brevi e pensieri “semplici”, quasi banali: descrive un’infanzia felice, fatta di vacanze estive e studio e gite al parco, perché la famiglia Finzi, si capisce tra le righe, è una famiglia benestante e ben inserita nella società ferrarese. E ovviamente non mi riferisco solo alla comunità ebraica.
Però man mano che la storia procede e la scrittura si arricchisce, il lettore ha la sensazione di crescere insieme al piccolo Cesare e di prendere coscienza di ciò che sta accadendo in maniera lenta e graduale. E il bello di questo libro è proprio questo: si legge tra le righe il disorientamento dei protagonisti davanti a qualcosa di così terribile che sembrava impossibile che stesse accadendo, e il cui limite andava spostandosi sempre un po’ più in là.

Nelle vicende raccontate dal piccolo Cesare (uno dei più esili della classe), che si intrecciano con quelle dei suoi familiari, degli zii, dei cugini e del resto della comunità ebraica, saranno le amicizie, le coincidenze e la solidarietà (nonostante quell’insegnante giovane e carina convinta che gli ebrei avessero la coda sotto i pantaloni) più che lo sconforto e il disanimo a fare del protagonista un uomo sicuro di ciò che vuole e pronto ad affrontare il futuro che lo aspetta dopo il terrore della guerra.

Per chiudere, una piccola curiosità. Ho notato che la storia ospita un paio di personaggi “importanti”, i cui nomi vengono quasi sussurrati, senza nessuna enfasi particolare: Arnoldo Foà, la cui voce viene riconosciuta dal padre di Cesare come quella di un suo cugino; e Giorgio Bassani, insegnante  di italiano di Cesare… A proposito: ricordate Il giardino dei Finzi Contini?

Titolo: Il giorno che cambiò la mia vita
Autore: Cesare Moisè Finzi
Casa editrice: Topipittori
Sito web: www.topipittori.it
ISBN: 987-88-89210-45-1
Prezzo: 10 €
Anno: 2009
Genere: Autobiografia


About The Author

Marco Caudullo nasce a Siracusa nel 1975. Laureato in ingegneria elettronica, vive e lavora in Piemonte. Nel 2007 frequenta un corso di scrittura creativa in seguito al quale inizia a scrivere brevi racconti, soprattutto di genere fantastico. Dal 2008 a oggi suoi racconti vengono pubblicati in antologie edite da Delos Books, Terre di Mezzo, Edizioni Montag, Perronelab, Nuoviautori.org, e sulla rivista Short Stories. Con il racconto Fino alla fine del Mondo entra nella rosa dei vincitori del Premio Subway 2008, e con Come fantasmi vince il premio Vivendo e Scrivendo indetto dalla casa editrice Edizioni Cinquemarzo, in seguito al quale pubblica la sua prima raccolta di racconti, Mondi Paralleli. Nel 2011 esce Valneve, raccolta di racconti edita da Giulio Perrone Editore.

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