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I blog hanno le ore contate?

Posted By | June 8, 2011

Forse non tutti i blogger sanno che rischiano prima o poi di dover chiudere bottega… Infatti il mese scorso, per la prima volta in Europa, una Corte d’Appello ha condannato l’autore di un blog per stampa clandestina.

È accaduto in Italia, a Catania: si tratta del blog “Accadeinsicilia” del giornalista Carlo Ruta, che è stato così di fatto equiparato a un giornale cartaceo.

Riporto qui sotto un articolo che è uscito su ilfattoquotidiano.it il 28 maggio, a firma Enzo di Frenna, e che spiega l’accaduto meglio di quanto potrei fare io.

***

50 mila blog chiusi per stampa clandestina?

All’inizio di maggio una sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania ha equiparato un blog ai giornali di carta. Dunque commette il reato di stampa clandestina chiunque abbia un diario in Internet e non lo registra come testata giornalistica presso il tribunale competente, come prevede la legge sulla stampa n° 47 del 1948.

La vicenda è paradossale e accade  in Italia. Lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta aveva un blog: si chiamava Accadeinsicilia e si occupava del delicato tema della corruzione politica e mafiosa. In seguito a una denuncia del procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, quel blog è stato sequestrato e chiuso nel 2004 e Ruta ha subito una condanna in primo grado nel 2008. Ora la Corte di Appello di Catania, nel 2011, ritiene che quel blog andava considerato come un giornale qualsiasi – ad esempio La Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale – è dunque doveva essere registrato presso il “registro della stampa” indicando il nome del direttore responsabile e l’editore. La notizia farà discutere a lungo la blogosfera italiana: cosa succederà ora?

Massimo Mantellini se la prende con Giuseppe Giulietti e Vannino Chiti per aver presentato in Parlamento la Legge 62 sull’editoria, che è stata poi approvata, con la quale si definisce la natura di prodotto editoriale nell’epoca di Internet. Ma il vero problema, a mio avviso, è la completa o scarsa conoscenza di cosa sia la Rete da parte di grandi pezzi dello Stato, incluso la magistratura. Migliaia di burocrati gestiscono quintali di carta e non sanno quasi nulla di cosa accade in Internet e nei social network. Questa sentenza, quindi, è un regalo alla politica cialtrona che tenterà ora di far chiudere i blog scomodi. Proveranno a imbavagliarci.

In Italia ci sono oltre 50 mila blog. Soltanto BlogBabel ne monitorizza 31 mila. Nel mondo esistono almeno 30 milioni di blog e forse sono anche di più. I blog nascono come diari liberi on line, può aprirne uno chiunque. Una casalinga. Uno studente. Un  professore universitario. Un operaio. Un filosofo. Chiunque. Ma adesso in Italia non è più possibile e possiamo dire che inizia il Medioevo Digitale. Nel mondo arabo i blog e i social network hanno acceso il vento della democrazia, il presidente americano Barack Obama plaude il valore di Internet e la libertà d’informazione, Wikileaks apre gli archivi segreti delle diplomazie, e noi, in Italia, in un polveroso palazzo di giustizia, celebriamo la morte dei blog.

Ma la vogliamo fare una rivoluzione? Vogliamo scendere in piazza come gli Indignados spagnoli e inventarci qualcosa che faccia notizia in tutto il mondo? Vogliamo innalzare una grande scritta davanti alla Corte Costituzionale con lo slogan “Io bloggo libero, non sono clandestino!”. Eggià: perché gli avvocati di Ruta faranno appello in Cassazione e a quei giudici bisognerà far sapere che in Italia ci sono 50 mila persone libere che hanno un blog e confidano nell’articolo 21 della Costituzione, che permette la libertà di espressione con qualunque mezzo.

Che ne dite? Ci proviamo?

Enzo di Frenna

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/28/50-mila-blog-chiusi-per-stampa-clandestina/114411/


About The Author

Aurora Alicino nasce nel 1979 a Pavia. Consulente informatico e giornalista pubblicista, ha collaborato negli anni con alcune realtà editoriali. Da febbraio 2008 entra in contatto con Edizioni XII in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi del montaggio audio video dei booktrailer e di lavori multimediali. Nel novembre 2010, sempre in Edizioni XII, entra a far parte della Redazione con il ruolo di Web Supervisor.

Comments

12 Responses to “I blog hanno le ore contate?”

  1. Daniele says:

    Te la ricordi la legge Levi-Prodi? Fu la prima volta in Italia che un governo tentò di distruggere completamente la rete.

    L’ONU ha da poco sancito che Internet è un diritto fondamentale dell’uomo:

    http://www.pubblicaamministrazione.net/connettivita/news/2887/internet-per-lonu-un-diritto-inviolabile.html

    Avevo letto tempo fa che la Finlandia considerava la rete un diritto.

    Da noi, in Italia, viene considerato da ogni governo come un pericolo, perché si può scrivere qualsiasi cosa e si possono quindi pestare i piedi a qualcuno. Come ha fatto quel giornalista.

    Non credo che si arrivi a tanto, comunque, anche perché di scappatoie ce ne sono tante, basta acquistare un hosting estero, “extracomunitario” ovviamente.

  2. elgraeco says:

    Molto interessante, questo discorso. E inquietante. O_O
    Intanto, condivido su fb. ;)

  3. Aurora Alicino says:

    Grazie, ragazzi!

    Non so di preciso cos’avesse scritto Ruta nel suo blog, sicuramente qualcosa di scomodo, perché gli argomenti che trattava erano certo scottanti.

    L’idea di utilizzare un hosting estero è interessante e inquietante allo stesso tempo: mi viene subito in mente Yoani Sanchez, ma lei vive a Cuba… non so se mi spiego.

  4. frank spada says:

    La rete, compresa quella idrica, non solo è di tutti, ma va difesa a costo di… ta-ta-ta-ta-tà, squillanti bossoli a perdere e Thompson in mano :)
    Sono con voi, anche se credo che non si arriverà a tanto, come dice Daniele, un “extraterrestre” con i piedi a terra.

    • Aurora Alicino says:

      Ha ha ha, grande Frank!
      Dì a Marlowe di tenere a bada il grilletto, ché non c’è bisogno… ;)
      Un abbraccio

  5. Piscu says:

    penso che tutte le sentenze e i divieti che possono inventarsi, non sia effettivamente possibile “imbavagliare” un blog. se il blog del tizio in questione viene chiuso forzatamente, basta che lui faccia un backup e ripubblichi tutto da un’altra parte. probabilmente non se ne accorgerebbero mai, o ci vorrebbero anni.

    questo per un blog. figuriamoci 50000. nah, la rete ormai non è arginabile.

  6. Sekhemty says:

    Ecco, ci manca solo che ci castrino la rete, poi l’Italia si staccherà all’altezza delle Alpi e scenderà giù in Africa, che intanto si sta svegliando e ci passerà davanti.

  7. Aurora Alicino says:

    Credo anch’io che non si prenderanno mai la briga di chiudere 50000 blog, altrimenti scatenerebbero davvero una sommossa popolare ‘sta volta…
    Tuttavia, il solo fatto che sia accaduto con uno, fa riflettere.
    Grazie per i commenti, ragazzi. :)

  8. ferruccio says:

    Maddo’, dove siamo finiti?

  9. gelostellato says:

    Sì,
    da parecchio ho paura di questa legge,
    fatta ad hoc per imbavagliare
    e per Piscu
    no
    non è come dici tu
    siamo noi che lo crediamo
    hai visto in egitto, il libia, in siria…
    chiudere internet è facilissimo
    gli basta un clic
    un nonnulla
    e noi non ci siamo più
    chiedi quanti e quali siti possono visitare in cina :)

    inoltre no
    non è come dici tu
    non fai un back e ripubblici
    volendo ti si trova in tre nano secondi
    e sei sei stato condannato
    e devi pagare
    DEVI
    qualche migliaio di euro per tasse di registrazione inevase
    anzi
    qualche decina di migliaia
    no, non ti preoccupare
    ci pensi due volte prima di ripubblicare tutto
    quindi vediamo di cominciare da domenica e lunedì va
    e non illuderci che “la rete qua, la rete là” che sono minchiate
    un regime trova sempre il modo
    e quando lo trova è troppo tardi

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