Message in a Book

Recensioni, interviste, articoli e news dal mondo della medio piccola editoria.

Escono per Gargoyle Books: Il libro di Renfield, di Tim Lucas e La figura di Cera, di Riccardo D’Anna

Posted By | June 20, 2011

Comunicato stampa a cura di www.gargoylebooks.it

Tim Lucas
Il libro di Renfield
La vera storia del discepolo di Dracula

È in tutto e per tutto il Renfield stokeriano quello che ci presenta Tim Lucas nelle sue pagine: siamo nel 1885, a Purfleet, località rurale dell’Inghilterra sud-orientale, dove sorge il manicomio di Carfax. Qui, sotto le cure e la sorveglianza del dottor John Seward, direttore dell’istituto, è confinato il quasi sessantenne R. M. Renfield, uomo facile alla collera, stordito dall’alienazione e sordo a qualsiasi dirittura, che trangugia insetti e cita versetti della Bibbia, ottemperando al ruolo di Messaggero di un misterioso, malvagio e potentissimo Signore, con cui è in comunicazione medianica.
A poco a poco lo psichiatra diventa depositario delle confidenze del singolare paziente, apprendendo della sua infanzia infelice: abbandonato in un bosco all’età di un anno, Renfield viene trovato da un reverendo che gli trasmette il cognome e cerca di darlo in adozione. A seguito di alcune mortificanti esperienze trascorse presso un paio di famiglie, il curato si risolve a riprendere con sé il trovatello. A eccezione del pietoso reverendo, Renfield avverte attorno a sé solo disamore e diffidenza da parte degli esseri umani, sviluppando per questo un viscerale attaccamento agli animali, suoi unici amici, dai quali percepisce incondizionata accettazione. Un giorno bussa alla canonica una donna rozza e ottusa di nome Moira, che chiede di venire accolta come domestica. Tra questa e il bambino nasce una subitanea e istintiva avversione che porta il piccolo Renfield a misurarsi con un’inclinazione alla crudeltà fino ad allora sopita. È solo l’inizio di una parabola di dolore e follia, dove aleggiano inquietanti presenze. Ad opprimere Renfield è, infatti, un’occulta malìa che sembra destinata a sommergere oltre che lui anche il mondo intero.

Nel suo celebre saggio The Annotated Dracula, Leonard Wolf – tra i massimi studiosi del personaggio e dell’opera stokeriana – scrive: «Con il suo brusco annuncio, Il Maestro è vicino, Renfield assume il ruolo di un anti-Giovanni Battista che proclama la nascita di un anti-Cristo», così come il Battista annunciava l’avvento di un Dio buono e misericordioso, Renfield annuncia l’imminente arrivo in Occidente, in primis nell’Inghilterra vittoriana, di un’entità straniera, portatrice di lutto e sciagura. Renfield appartiene dunque all’inquietante stirpe degli annunciatori, di coloro che danno l’allarme, che avvertono della prossimità di eventi sconvolgenti. Ed è proprio l’esaltazione di quest’importantissimo ufficio a costituire la fertile materia narrativa dai disarmanti risvolti del Libro di Renfield di Tim Lucas.

La struttura dinamica del romanzo – formata, da un lato, dai diari privati dello psichiatra Seward e dall’altro dalle trascrizioni stenografiche dei racconti del paziente Renfield – agevola la messa a fuoco di molteplici prospettive, sfaccettature e dettagli, nonché il sedimentarsi di un tono incredibilmente realistico.

Si ha, così, l’impressione di trovarsi dinnanzi a una sorta di documentario letterario in corso d’opera, attraverso cui il lettore viene direttamente immesso nella mente deformata di Renfield, comprendendo a pieno i motivi che lo hanno spinto a porsi come ambasciatore del Male.

Lucas rende manifesto il tributo d’ispirazione a Dracula innestando nel suo romanzo stralci originali che evidenzia in grassetto.

Questa vivida e costante interlocuzione con l’opera stokeriana attraverso la selezione di alcune sue parti ha l’effetto di enfatizzare particolari significati e atmosfere, altrimenti solo evocati. Lucas è, dunque, autore che non sfugge l’intertestualità, anzi la cerca, la esplicita, l’esalta. «Cosa fanno molti dei narratori migliori se non tracciare dei parallelismi», egli afferma. Il libro di Renfield è diventa, dunque, testo emblematico della validità di continuare ad attingere dalla storia, inclusa, la storia della letteratura, detentrice di un ruolo di primo piano nella decodifica del reale. Mostrando il suo debito di riconoscenza al Dracula stokeriano, Lucas ne sancisce, quindi, non solo la perdurante modernità, ma persino l’attualità. In tal senso può leggersi il collegamente con l’11 settembre – il Grande Lutto americano prima e occidentale poi – che lo scrittore attua verso la fine del suo romanzo inserendovi un articolo originale scritto all’indomani di Ground Zero dall’amico newyorkese Richard Harland Smith, il quale, per spiegare i sentimenti di devastante precarietà che attanagliano lui e i suoi concittadini, li paragona a quelli provati da alcuni personaggi dell’opera stokeriana verso il catastrofico infiltrarsi di Dracula nelle loro esistenze.

Agendo da monito contro la seduzione del Male – un Male che spesso non si è in grado di riconoscere, né tanto meno di combattere e che forgia adepti, responsabili di delitti terribili compiuti in nome di una fede accecante qualsiasi razionalità – la parabola di Renfield seguita ad agganciarsi con le paure più profonde dell’uomo di oggi.

L’AUTORE
Tim Lucas nasce a Cincinnati (Ohio) nel 1956. È un affermato critico cinematografico, curatore della pluripremiata rivista Video Watchdog, attiva da oltre venti anni, e storico collaboratore della sezione video del Mystfest di Cattolica, grazie al suo impegno è stato possibile conoscere pellicole altrimenti invisibili in Italia. Oltre a varie attività come sceneggiatore, biografo e poeta, Lucas è autore di Mario Bava: All the Colors of the Dark (2007), considerato il saggio più approfondito ed esaustivo sul cinema del grande Maestro italiano dell’horror, premiato con l’International Horror Guild Award. Il libro di Renfield è il suo secondo romanzo dopo Throat Sprockets (1994), ispirato a un graphic novel.

Titolo: Il libro di Renfield – La vera storia del discepolo di Dracula
Autore: Tim Lucas
Casa editrice: Gargoyle Books
ISBN: 978-88-89541-52-4
Pagg.: 307
Prezzo: 14,00 euro

***

Riccardo D’Anna
La figura di cera

con un’introduzione di Stefano Priarone

Londra 1958. Una serie di misteriosi suicidi prelude alla riapertura di un caso risolto forse solo in apparenza, denso di preoccupanti e inaspettati sviluppi.

La scomparsa dalla tomba di una marchesa caduta in disgrazia, da poco defunta fra le mura di un appartamento londinese – donna dall’indiscutibile fascino, musa ispiratrice di D’Annunzio, appassionata di occultismo e interprete dei brillanti riti della belle époque – muove i protagonisti, in una corsa contro il tempo, alla ricerca del suo calco di cera da cui ella avrebbe potuto riattingere vita. Dopo un incontro a Venezia con Peggy Guggenheim, i nostri eroi si vedranno costretti a recarsi a Berlino, in una città che mostra ancora le ferite della guerra e dove sopravvivono gli ultimi scampoli di quelle società segrete che furono legate ai presupposti oscuri e alle origini magiche del nazismo.

Non solo, quindi, un semplice romanzo di genere, ma un racconto che coniuga atmosfere noir e sfondi storici, personaggi reali e derive fantastiche.

Con La figura di cera, ipotesi di sequel de Il morso sul collo (1960, Gargoyle 2009) dell’inglese Simon Raven (1927-2001), Riccardo D’Anna compie una felicissima incursione nel genere, lasciando però che l’elemento terrifico agisca più come pretesto e come omaggio ad alcune atmosfere culturali a lui care, piuttosto che come componente narrativa esclusiva.

Riccardo D’Anna gioca con la trasfigurazione della donna da vampiro a vamp: la tomba inspiegabilmente trafugata da cui prende avvio la storia è infatti quella della marchesa Lucrezia d’Ateleta di Montevago, donna dalla femminilità rapace e medusea, dall’allure erotica sotterranea e onnipresente anche nell’assenza, una “belle dame sans merci” dal vissuto dai risvolti oscuri, più dalle parti dell’ultraterreno che dell’umana comprensione.

Grande appassionata d’arte, la nobildonna aveva vissuto per parecchi anni a Venezia, risiedendo nel Palazzo Venier dei Leoni, i cui vasti giardini, oltre a fare da sfondo a feste e appuntamenti mondani, venivano da lei utilizzati alla stregua di uno zoo, in quanto la d’Ateleta amava circondarsi di ghepardi, pavoni, piccoli coccodrilli, corvi e serpenti.

L’inconsueto stile di vita della marchesa e i suoi stravaganti costumi indicano come fosse ella stessa a volersi porre quale opera d’arte da ammirare, e a testimonianza di ciò restano a immortalarla numerosi quadri a olio, schizzi, ritratti, e sculture, tra cui un calco di cera anch’esso inspiegabilmente sparito, assieme alla salma.

Il mistero intorno alle sorti della tomba di Lucrezia d’Ateleta viene sviluppato guardando alla tradizione letteraria del Giallo classico inglese, in cui, pertanto, l’enigma da risolvere riaffiora continuamente intrecciandosi con la detection.

A cercare di dipanare l’intricata matassa sui cui grava un’aura ultraterrena è John Tyrrel, ispettore dalla spiccata capacità deduttiva, coadiuvato da Anthony Seymour, ex militare passato all’editoria e voce narrante della vicenda (così come avveniva ne Il morso sul collo), e Piers Clarence, studente all’ultimo anno di College, estrosamente arguto. Il singolare trio s’immergerà in un’indagine frenetica tra Londra, Venezia e Berlino. Nell’ex capitale tedesca – descritta splendidamente nella sua grigia cupezza di città divisa e piagata dalla Guerra Fredda -, i tre si confronteranno con le radici mistico-esoteriche dell’antropologia nazionalsocialista, ancora persistente in gruppi di insospettabili nostalgici.

In un’atmosfera a metà tra lo straniamento di un tempo sospeso e fantastico e il recupero di una gustosa anedottica, La figura di cera si rivela un pastiche denso di allusioni e risonanze, un poderoso mondo di rimandi intertestuali che dimostra come anche nella cosiddetta letteratura di genere possano situarsi prove narrative di solida sofisticazione.

L’AUTORE
Riccardo D’Anna è nato nel 1962 a Roma, dove vive e lavora. Saggista e scrittore, ha pubblicato Una stagione di fede assoluta (PeQuod, 2006) e Saint-Ex (Avagliano, 2008).

Titolo: La figura di cera
Autore: Riccardo D’Anna
Editore: Gargoyle Books
ISBN: 978-88-89541-53-1
Pagg.: 186
Prezzo: 13,50 euro

Fonte http://www.gargoylebooks.it


About The Author

Fabio Callipo nasce nel 1990 a Caserta, ma risiede stabilmente a Novara dal 1997. Studia medicina presso l'Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, nella medesima città. Appassionatosi casualmente alla scrittura durante gli anni di liceo, nel tentativo (riuscito!) di migliorare i suoi voti nei compiti scritti, inizia la stesura del suo romanzo, ma con lentezza, causa studi. Ha iniziato un secondo progetto per la possibile partecipazione al premio Kipple 2012.

Comments

Leave a Reply