Message in a Book

Recensioni, interviste, articoli e news dal mondo della medio piccola editoria.

Recensione: Scatole cinesi – Monica Lombardi

Posted By | February 2, 2011

“Perché hai scelto gli USA?” domanda sorta spontanea quando Monica Lombardi mi ha chiesto se poteva inviarmi il suo libro.

Sono una fan delle ambientazioni italiane. Il nostro Paese è talmente ricco di storia e cultura, vario negli idiomi, nel folklore e nella geografia, che è possibile localizzare qui le più varie narrazioni: perché andare a prendere luoghi lontani o esotici, che magari non abbiamo mai nemmeno visto, rischiando di compiere errori che compromettono la buona riuscita di un sudato lavoro?

La domanda era quindi una sorta di trabocchetto, e spero Monica mi perdoni, dal momento che la risposta che ha dato mi è proprio piaciuta, e mi ha fatto accettare con entusiasmo la sua richiesta di invio: “il poliziotto che avevo in mente era americano, e volevo una grande città che non fosse la solita LA, NY o San Francisco. Una mia amica abita ad Atlanta, e voilà! Ho usato tantissimo Google Maps, che per le città americane (forse non solo per quelle) ha anche la funzione Street View, una figata, se mi passi l’espressione raffinata :D E la mia amica Natalie (soprannominata i miei occhi ad Atlanta) interveniva dove Google Maps non arrivava. Sono sue, tra l’altro, molte delle foto che abbiamo usato nel booktrailer”.

Il giovane tenente Mike Summers, partito dal non-luogo della fantasia dell’autrice e passato per il 3d del motore californiano, si muove infine in un mondo reale, che il lettore può gustarsi nei dettagli disseminati con arte nel testo.

Summers indaga sull’assassinio dell’affascinante programmatrice Vanessa Dunhill, sua vecchia fiamma, trovata morta nella propria vasca da bagno. Affiancato dalla sorella della vittima, egli si immerge in un caso intricato nel quale ogni passo avanti porta a un nuovo mistero, come all’apertura di una scatola cinese se ne scopre un’altra ancora chiusa.

Scorrevole, incalzante, lievemente sovrabbondante, scivola in qualche cliché – come il “perdersi negli occhi” della persona della quale ci si invaghisce – che tuttavia, nel complesso, le si perdona facilmente.

Una buona prova questa opera prima di Lombardi, alla quale va anche il merito di avermi fatto apprezzare un genere che seguo più spesso in film o serial che nei libri.

Titolo: Scatole Cinesi
Autore: Monica Lombardi
Casa Editrice: Edizioni Domino
Sito web: www.edizionidomino.eu
ISBN: 978-88-95883-05-2
Prezzo: 16 €
Anno: 2008
Genere: investigativo
Sito dell’autrice: www.monicalombardi.it

Dal libro:

Aprì il frigo semivuoto per riporvi il latte, alcune scatole di surgelati e prenderne una bottiglia di vino bianco. La stappò, afferrò uno dei calici dalla mensola sopra la penisola e ne versò un bicchiere. Tolse scarpe a tacco alto e orecchini e, camminando scalza sul parquet, passò in soggiorno. La lucina della segreteria del telefono sul tavolino accanto al divano di pelle lampeggiava. Schiacciò il tasto, cominciando a sorseggiare il vino.
“Ciao, sono Andy. Volevo sapere se ti andava un cinema stasera. Se ci sei o rientri presto, richiamami”.
“No, Andy, non mi va un cinema stasera. E di certo non con te”.
La voce era stanca, ma neanche la stanchezza era riuscita a celare il sottile velo di sarcasmo con cui aveva pronunciato quella risposta destinata a rimanere inascoltata. Si avvicinò al tavolo di legno e cristallo dove era rimasto il laptop da quella mattina. Lo aprì e lo accese.
Forza dell’abitudine.
“Ciao, sono Julia”. La voce squillante proveniva ancora dalla segreteria. “Qui tutto bene. Proverò a richiamarti domani, magari ti trovo in casa. Almeno la domenica non lavorerai, no? Spero che ora vada un po’ meglio, dall’ultima volta che ti ho sentito. Bacio, a presto. Ah! lo rientro lunedì”.
Il beep della segreteria segnalò la fine del messaggio. “Lo so che rientri lunedì, Julia cara”.
Posò il cellulare accanto al computer. Sfilò la giaccia del tailleur grigio antracite e la piegò sull’alto schienale della sedia, lasciandosi scivolare sul sedile imbottito foderato di pelle nera. Sorseggiando il vino, prese a schiacciare pigramente sulla tastiera.
Lo squillo del campanello risuonò arrogante nella casa silenziosa.
Guardò l’orologio alla parete, Le dieci e un quarto.
Irritata, andò verso la porta con passo svogliato, e quando l’aprì solo gli occhi tradirono un guizzo di sorpresa, mentre la sua espressione rimase indecifrabile.
“Buonasera. Non è un po’ tardi per fare visita a una signora?”

Guarda il trailer:

httpv://www.youtube.com/watch?v=vl0tUf5Wlrg?

Ah, Street View è anche in Italia, e io lo uso ogni volta che devo studiare un percorso nuovo, prima di mettermi in strada. ;)


About The Author

Aurora Alicino nasce nel 1979 a Pavia. Consulente informatico e giornalista pubblicista, ha collaborato negli anni con alcune realtà editoriali. Da febbraio 2008 entra in contatto con Edizioni XII in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi del montaggio audio video dei booktrailer e di lavori multimediali. Nel novembre 2010, sempre in Edizioni XII, entra a far parte della Redazione con il ruolo di Web Supervisor.

Comments

Leave a Reply