Nuove uscite per Topipittori
Posted By Aurora Alicino | December 10, 2010
Escono, per le edizioni Topipittori, nuovi volumi per la collana Gli anni in tasca: Un altro me di Bernard Friot, Autobiografia della mia infanzia di Ugo Cornia e Senza TV di Guillaume Guéraud.
Schede libro a cura di www.topipittori.it
Bernard Friot
Un altro me
10,00 euro
ISBN 978 88 89210 58 1
Che cosa significa diventare se stessi? Affrontare la distanza del mondo fuori di casa, lasciarsi sconvolgere dal rapporto con gli altri e dalla possibilità di essere rifiutati, guardare la propria famiglia senza paura e falsi sentimenti, vivere la propria interiorità nudi ed esposti, senza nascondersi il dolore di voler essere altro da sé.
In un romanzo coraggioso e anticonvenzionale, Bernard Friot racconta l’adolescenza di un ragazzo invisibile, studioso e “normale”. Il tormento segreto della solitudine, della diversità, del dubbio nell’esperienza difficile del collegio, lontano da casa, lontano da sé, lontano da tutto.
Non ci sono specchi nel locale docce del convitto. Non mi dà fastidio. Gli altri hanno tutti uno specchietto nella borsa da bagno. Quando li osservo mentre esaminano il loro riflesso, ho l’impressione di vedere degli attori che recitano a fare gli attori.
Guardarsi è innaturale, come fanno anche solo a sopportarlo?
Non sopporto di vedermi riflesso. Mi sistemo alla cieca. Passo davanti alle vetrine senza prestare attenzione al riflesso che mi guarda: un perfetto sconosciuto, privo di interesse.
È il corpo il nemico. Soffre, è maldestro, si sente male, è ingombrante.
Bisogna nutrirlo, svuotarlo, pulirlo, vestirlo. Tagliare quel che cresce: capelli, unghie, peli… Bisogna proteggerlo dal freddo e dal caldo. Spostarlo, sistemarlo, farlo sedere o stendere. Spendere soldi per intrattenerlo, spendere energie per evitare che faccia danni. Con la certezza che, un giorno, si guasterà e smetterà, improvvisamente, di funzionare.
Vorrei avere un’esistenza virtuale. Non mi interessa poter avere un altro corpo, più bello, più abile, più forte. Mi piacerebbe essere senza esserci, essere invisibile, immateriale. Passare senza lasciare tracce e ricordi. Un giorno ho distrutto le foto in cui apparivo. Sorrido, ripensandoci, come a un bello scherzo.
Bernard Friot è uno dei più originali e amati scrittore per ragazzi. Durante la propria esperienza di insegnante, entrato in contatto con la creatività libera e straripante dei bambini nell’inventare storie, ha maturato lo stile unico che lo caratterizza. Molte sue storie, brevi ma intense, nascono con l’obiettivo di aiutare i ragazzi con difficoltà di lettura, trasmettendo gioia ed emozione.
Friot si autodefinisce uno “scrittore pubblico”, per la necessità incontrare spesso i suoi giovani lettori per ricaricarsi. Da numerosi suoi testi sono stati tratti spettacoli teatrali. In Italia, i suoi Il mio mondo a testa in giù e La mia famiglia e altri disastri hanno riscosso grande successo
Ugo Cornia
Autobiografia della mia infanzia
10,00 euro
ISBN 978 88 89210 59 8
Una sera, mentre è in ascensore, e sta salendo a casa, all’autore di Autobiografia della mia infanzia viene in mente che forse non ce la può fare a scrivere un’autobiografia della sua infanzia. Poi, invece, passano i giorni e cominciano a tornargli in mente un sacco di cose. Cose che a volte lo commuovono anche molto mentre ci pensa, al punto che forse, se uno lo guardasse da fuori, magari potrebbe vedergli anche gli occhi lucidi.
Perché in effetti di quel periodo della vita che è l’infanzia, capita che a ricordarlo, si pensa che sono belle addirittura anche le cose brutte.
Forse perché l’infanzia è un momento della vita veramente strano, e le cose strane, anche quelle brutte, sono sempre un po’ belle perché sono strane.
E però una giornata così, se uno ha un rapporto stretto con gli dei e con la fortuna, è una di quelle giornate che non si sa mai come interpretare, perché all’inizio ti vengono a prendere a scuola prima della fine (cosa bella), poi fai l’incidente (cosa brutta, anche se le cose strane, anche quelle brutte, sono sempre un po’ belle perché sono strane), poi vai all’ospedale (cosa brutta) ma ti dicono che non c’è niente da preoccuparsi (cosa bella), poi compri delle patatine e vinci i Wrangler (cosa bella) ma ti vengono i conati del vomito (cosa brutta, che secondo i medici potevo morire. Questa cosa dei Wrangler vinti e dei conati di vomito ipoteticamente mortali era tutta intrecciata e contemporanea, essendo avvenuta nel giro di due minuti, quindi bella e brutta insieme). Poi non sono morto e ho ammirato i miei Wrangler a lungo, soltanto perché li avevo vinti nelle patatine perché a me dei vestiti non me ne è mai fregato niente (cosa bella).
Ugo Cornia è nato e vive ostinatamente a Modena. Dal suo esordio folgorante con Sulla felicità a oltranza, del 1999, che l’ha posto fra i migliori narratori italiani contemporanei, ha pubblicato romanzi di grande successo con Sellerio,
Feltrinelli e Quodlibet.
Autobiografia della mia infanzia è il suo primo libro per ragazzi.
Guillaume Guéraud
Senza TV
10,00 euro
ISBN 987 88 89210 60 4
Il giovane Guillaume vive a Bordeaux in un quartiere operaio dove la vita è dura e non fa sconti a nessuno. Non ha il papà e quel che è peggio, non ha la televisione, di cui a scuola i suoi compagni parlano ininterrottamente. Però ha una mamma cinefila e uno zio sindacalista. Così, non ha proprio di che annoiarsi: dimenticate le insipide fiction del piccolo schermo, fra cortei di protesta e pomeriggi in cineteca, incontra l’avventura con il suo sapore seducente e aspro. Lo straordinario racconto di una adolescenza estrema e diversa in cui a fare la parte del leone sono i grandi capolavori della storia del cinema: attori, registi, sceneggiatori, storie e immagini che diventano veri e propri maestri di vita e di pensiero. In grado di salvare la vita.
La mamma non ce la fa più a starmi dietro. Così mi iscrive alla cineteca: in una saletta del centro, il mercoledì e il sabato pomeriggio, fanno dei vecchi film per ragazzi. Così vedo dei film muti che saltellano. Vedo film sonori che gracchiano. Vedo film in bianco e nero con le immagini zebrate. Vedo film a colori tutti sfocati. Le poltrone della cineteca sono messe male come le pellicole. A vederle sembrerebbero anche morbide, ma per la maggior parte sono sfondate e hanno delle molle che fanno male al culo. In questo caso bisogna cambiare posto. Bisogna stare seduti comodi per vedere certi film d’avventura. Una diligenza attraversa il Far West, un’astronave vola attraverso tunnel vischiosi, cavalli galoppano sotto nuvole di frecce. La sala è piena di ragazzi più grandi di me. Si buttano nelle prime file per essere proprio di fronte allo schermo. Io ogni volta scelgo un posto diverso e alla fine ne trovo uno che va bene, non troppo lontano né troppo vicino, da un lato, a destra, dove non c’è nessuno. Mi piace vedere i film da solo nel mio angolo. Sono uno spettatore solitario. Mi piacerebbe anche essere da solo a vedere i film. Sono uno spettatore egoista. E certe volte mi sembra che i film siano stati fatti soltanto ed esclusivamente per me. Sono uno spettatore megalomane.
Guillaume Guéraud è nato a Bordeaux nel 1972 e vive a Marsiglia. Dopo gli studi di giornalismo e dopo aver lavorato per alcuni anni presso alcuni quotidiani regionali, si è dedicato alla letteratura, diventando in pochi anni uno dei più amati autori francesi di romanzi noir e polizieschi per adolescenti.
Nel 2006 si è aggiudicato il premio Fnac per i lettori giovani.
Fonte: www.topipittori.it





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