Dialogo con Topipittori
Posted By Aurora Alicino | October 16, 2010
Ho intervistato Giovanna Zoboli, cofondatrice insieme a Paolo Canton della casa editrice Topipittori.
A.A.: Quando e come nasce Topopittori?
La casa editrice è stata fondata nel 2004 da me e da Paolo Canton. Entrambi ci siamo formati in ambito editoriale, e siamo titolari di uno studio di comunicazione. Da alcuni anni frequentavamo il settore dei libri per ragazzi, come autori e traduttori.
Quando andavamo in Fiera, a Bologna, notavamo la differenza fra le proposte
dell’editoria europea e quella italiana. Lo scarto, fatta eccezione per alcuni piccoli bravi editori, era netto. Ci siamo chiesti la ragione di questa distanza. E abbiamo cominciato a domandarci se ci fosse modo di colmarla, di avvicinarsi a quel tipo di produzione, a quel mercato. Abbiamo studiato a fondo il tema dei libri illustrati che ci interessava più di tutto. E abbiamo cominciato a pensare a una idea qualificata e alta di proposta editoriale per piccoli e ragazzi. Fin dall’inizio abbiamo cercato un contatto con le migliori case editrici europee, per imparare da loro, e per averle come partner. Oggi oltre metà del nostro catalogo è pubblicato all’estero.
A.A.: Qual è la linea editoriale?
La cosa fondamentale è che cerchiamo di fare libri che rispettino il pubblico a cui si rivolgono. Avere rispetto per i bambini e i ragazzi significa, per esempio, non prendere sottogamba la qualità, letteraria o artistica, del libro che si propone loro. I bambini e i ragazzi hanno bisogno di libri alla loro altezza. E a questo proposito, varrebbe sempre la pena di ricordare un dato scientifico: l’infanzia è il periodo della vita umana in cui l’individuo è più dotato intellettuamente, curioso e rapido nell’apprendere.
Per tronare a noi: valutiamo con attenzione e rigore testi e immagini sulla base della qualità letteraria e artistica (compiutezza e originalità di linguaggio verbale e/o iconico raggiunto dall’autore). Preferiamo concentrarci su pochi titoli l’anno. A volte veniamo definiti come quelli che fanno libri “belli”. Ne siamo orgogliosi. Ma l’obiettivo del nostro lavoro non è questo: la bellezza fine a se stessa non è rilevante.
La bellezza è un risultato, non un obiettivo. L’obiettivo è far fare una esperienza di pensiero al lettore attraverso il libro (cosa non scontata, se il libro è creato su luoghi comuni e frasi fatte, se è pretestuoso, e non ha valore in sé, ma diventa strumentale ad altro). Il pensiero è una modalità di relazione con il mondo. Dove non c’è relazione, non c’è pensiero. Ci sono narcisismo, rispecchiamento, irrigidimento, cecità, stereotipi. Un libro illustrato in cui l’illustrazione contenga pensiero insegna a guardare: a vedere, appunto. A leggere, in prima battuta immagini e parole, ma in seconda, per analogia, tutto quello che c’è intorno a noi. Stessa cosa si può dire di una storia ben scritta. Leggere è una vera e propria attività percettiva, come lo è vedere: significa dare forma, strutturare un pensiero. I libri insegnano a dar forma al pensiero, dentro di noi. Dare forma all’informe è un atto miracoloso, oltre che profondamente umano e morale. È il fine dell’educazione nel suo senso migliore. La scelta di quel che pubblichiamo si fonda su questa idea.
A.A.: Com’è scaturita l’idea per una collana di biografie dell’infanzia?
La nostra casa editrice è nata nel 2004 e fino al 2009 ha pubblicato esclusivamente libri illustrati. Il desiderio di pubblicare anche libri di narrativa è maturato nel tempo e ha poi preso forma in questa collana, Gli anni in tasca, nata da una parte da una predilezione per il romanzo di formazione e, dall’altra, per il genere autobiografico.
La collana è dedicata a lettori dai 12 anni in su, nelle nostre intenzioni è trasversale, aperta a lettori anche adulti.
Abbiamo ritenuto interessante proporre ai ragazzi storie autobiografiche perché oggi la narrativa loro dedicata è dominata dalla fiction e dal fantasy e ci interessava offrire una scrittura di tipo completamente diverso come è quella che si sviluppa nell’autobiografia, con una forte connotazione stilistica, dove sulla trama prevale il racconto dell’identità, della riflessione e dell’esperienza. Una scrittura che coincide con la voce di chi racconta e della voce porta tutta la densità, l’imperfezione, la qualità, il fascino. Inoltre ci interessava proporre ai ragazzi storie di vita di autori diversissimi fra loro, per età, sesso, esperienze, cultura, appartenenza sociale, provenienza geografica, in grado di comunicare vissuti e punti di vista diversissimi fra loro nel tempo e nello spazio e soprattutto diversissimi da quelli di bambini e ragazzi di oggi, in modo da offrire spaccati altrimenti inattingibili e chiavi nuove di interpretazioni della realtà in un momento storico in cui tendono a prevalere, soprattutto per i più giovani, stereotipi uniformanti.
Questi libri offrono ai ragazzi anche la possibilità di fare l’esperienza della memoria e dell’introspezione, mettendo l’accento non sui fatti, ma sul modo in cui essi vengono percepiti e vissuti. Si tratta di racconti in cui la trama diventa il soggetto e la sua identità, la sua capacità di osservare, sentire, vivere, elaborare la propria esperienza.
Per quanto invece riguarda gli adulti: proponiamo loro queste storie autobiografiche su infanzia e adolescenza perché questi tendono ad avere una visione di infanzia e adolescenza filtrata attraverso stereotipi, e faticano a recuperare uno sguardo più autentico, come se questo fosse in qualche modo precluso dal predominare di modelli mistificanti, oleografici (bambini) o demonizzanti (adolescenti). In questo senso la collana mette in luce una cosa molto importante che gli adulti tendono a dimenticare: esistono identità diverse, non esistono categorie astratte di bambino o adolescente; in questo senso invitano a rapporti con bambini e adolescenti che privilegino l’ascolto e l’attenzione al soggetto, a scapito di soluzioni prefabbricate a problemi di rapporto.
A.A.: È possibile per gli esordienti inviare proprie opere? Come funziona la valutazione di manoscritti e illustrazioni?
Certo, è possibile. Fra l’altro, non sono pochi nel nostro catalogo i titoli che abbiamo selezionato fra le tante proposte arrivate in casa editrice. Noi, infatti, valutiamo tutto il materiale che ci arriva e rsipondiamo a tutti. Nel nostro sito abbiamo una pagina con tutte le istruzioni necessarie all’invio di testi, immagini, progetti: http://www.topipittori.it/it/contatti. Credo sia importante leggerla, e considerare attentamente il proprio lavoro, con occhio critico, per comprendere se effettivamente quel che si intende proporre è coerente con il nostro progetto editoriale. Lo dico perché spesso ci arrivano materiali che nulla hanno a che vedere con noi, come progetti di divulgazione scientifica, fumetti, romanzi fantasy eccetera. È uno spreco di tempo e di energie, per noi e per chi ci contatta.
A.A.: Se un autore incontra il vostro gusto, quali sono i punti fondamentali del contratto che gli proponete?
Il contratto fissa tutti i punti fondamentali dell’accordo fra le parti.
Per esempio, per un libro illustrato il contratto stabilisce per quanto tempo l’autore e l’illustratore cedono all’editore i diritti di sfruttamento della loro opera, che rimane comunque e sempre di loro proprietà. Poi stabilisce le sue modalità di sfruttamento, per esempio, nel caso in cui i suoi diritti vengano ceduti all’estero oppure siano ceduti per trasposizioni cinematografiche, radiofoniche o televisive eccetera. Poi sancisce l’accordo economico: anticipo e diritti d’autore. Poi il numero delle copie che spettano agli autori e via di questo passo… I contratti in poche parole, servono a regolamentare e a fissare i diritti e i doveri delle due parti: chi crea l’opera e chi la produce fisicamente e la gestisce commercialmente. È uno scambio complesso e per questo dovrebbe sempre essere affrontato con estrema chiarezza.
A.A.: Come sono organizzate distribuzione e promozione?
La distribuzione e la promozione fin dall’inizio sono state da noi affidate ad Ali,
società di distribuzione che opera su tutto il territorio nazionale: http://www.topipittori.it/it/librerie. Nel tempo, la sinergia fra noi e Ali è molto
migliorata e siamo soddisfatti del lavoro che oggi viene fatto. Ovviamente all’interno della casa editrice ci preoccupiamo di supportare il lavoro di promozione del distributore, cercando di svolgere un’attività efficace di comunicazione e ufficio stampa, capace di raggiungere i lettori, le bibilioteche, le librerie, le scuole… Da questo settembre, fra l’altro, la novità è che c’è una persona a occuparsi espressamente e specificamente di questo ambito della casa editrice: Valentina Colombo.






Comments