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Varney il vampiro – Il banchetto di sangue – Prest, Rymer

Posted By | September 18, 2010

Il banchetto di sangue è il primo di tre volumi che costituiscono la traduzione completa, prima in Italia, di Varney the Vampire. Pubblicato tra il 1845 e il 1847 come romanzo d’appendice, e poi nel 1847 in tre volumi, è uno dei pilastri della letteratura gotico-vampirica, temporalmente collocato a metà tra Il Vampiro di Polidori (1819) e Dracula di Stoker (1897), e attribuito prima a Thomas Preskett Prest e, in tempi più moderni, a James Malcolm Rymer.

Varney è una creatura dalle sembianze umane, la sua natura ultraterrena è tradita dal pallore, dai denti aguzzi e dall’aspetto severo che incute timore e, allo stesso tempo, in qualche modo affascina. Creato sulla scia di Lord Ruthven, il vampiro del Polidori avvezzo a frequentare gli ambienti mondani e a cibarsi del sangue di giovani donzelle, la sua caratterizzazione è stata però molto più curata e attenta.

Egli non muta in pipistrello né in nebbia, si muove di notte come di giorno, entra da finestre comodamente raggiungibili, scappa dai suoi inseguitori saltando muri e correndo. È molto più agile, silenzioso e veloce di un uomo, caratteristiche che lo salvano dalle situazioni più incresciose e, quando queste non bastano, la Luna pensa a risanarlo dalle ferite d’arma da fuoco ridonandogli la sua non-vita.
Spaventoso quasi più per i poteri che gli vengono attribuiti dall’ignoranza e dalla superstizione della gente, che per le sue effettive qualità.
È un vampiro molto umano, questo Varney che, non potendo avere né provare amore, cerca soddisfazione nell’ottenere potere sulle persone, su coloro che solitamente hanno di lui scarsa considerazione. A questo scopo desidera ricchezza, perché sa che davanti al denaro l’essere umano piega il ginocchio.
Brama potere, rispetto, venerazione, e vuole Villa Bannerworth perché, per qualche motivo oscuro, crede di sapere che vi è nascosto un tesoro.
Con l’intento di far abbandonare la loro dimora dalla famiglia Bannerworth, prende di mira la giovane Flora, succhiandole il sangue e terrorizzandola, mentre si presenta a tutti come un affabile e inizialmente insospettabile nuovo vicino di casa.

Prest – o Rymer, o entrambi – scrive con una certa dose di ironia, sottile quando descrive a esempio le scene di fuga del vampiro, più netta e a tratti esilarante grazie all’introduzione di uno tra i personaggi principali: lo stravagante ammiraglio Bell, zio dello scomparso promesso sposo di Flora e in perenne battibecco con la sua “spalla” Jack Pringle.
Diventa invece noioso e sovrabbondante quando fa raccontare storie ai suoi personaggi al solo scopo, come specificato nelle note, di aumentare le puntate e quindi i ricavi derivanti dalla pubblicazione delle stesse.
Vi sono inoltre numerose incongruenze – dovute suppongo a ripensamenti in corso d’opera o alla poca attenzione dello scrittore che non rileggeva le puntate precedenti – come eventi rievocati in modo inesatto, o persino un particolare nella descrizione di Varney: nell’incipit ha unghie lunghissime “che, letteralmente, sembrano pendere dai polpastrelli”, ma che non vengono poi più nominate, sebbene non potrebbero certo passare inosservate se così effettivamente fossero.

Un romanzo quindi poco curato, in questo senso, dall’autore, ma non dalla traduttrice che è rimasta fedele all’originale, permettendoci di leggere in italiano una storia fondamentale per ogni appassionato del genere.

Titolo: Varney il vampiro – il banchetto di sangue
Autore: Thomas Preskett Prest, Malcolm Rymer
Casa Editrice: Gargoyle Books
Sito web: www.gargoylebooks.it
ISBN: 978-88-89541-44-9
Prezzo: 16,00 €
Anno: 2010
Genere: classico gotico

Dal libro:

Tutto è immobile… immobile come una tomba. Nessun suono spezza l’incanto del riposo. Che cos’è… uno strano rumore di passi, come quello di un milione di piedi fatati? È la grandine… sì, sopra la città si è abbattuta una grandinata. Le foglie sono state strappate dagli alberi insieme ai loro rami; le finestre che si trovavano maggiormente contrapposte alla furia immediata dei chicchi di ghiaccio che le bersagliavano si sono rotte, e l’incantata tranquillità viene sostituita da un rumore che, crescendo, sommerge tutte le esclamazioni di sorpresa o di costernazione che qui e là si levano da chi si trova la casa in preda alla bufera.
Di tanto in tanto giunge un’improvvisa folata di vento che, soffiando lateralmente, trattiene per un momento milioni di granelli di grandine sospesi a mezz’aria, ma solo per scagliarli con forza raddoppiata in una nuova direzione, dove provocheranno ancora più danni.
Oh, come infuria la tempesta! Grandine… pioggia… vento. Invero, una notte terribile!


About The Author

Aurora Alicino nasce nel 1979 a Pavia. Consulente informatico e giornalista pubblicista, ha collaborato negli anni con alcune realtà editoriali. Da febbraio 2008 entra in contatto con Edizioni XII in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi del montaggio audio video dei booktrailer e di lavori multimediali. Nel novembre 2010, sempre in Edizioni XII, entra a far parte della Redazione con il ruolo di Web Supervisor.

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