Intervista a Goffredo De Pascale
Posted By Aurora Alicino | September 14, 2010
Continua la serie di interviste per L’Arte del Vivere con Lentezza: ho scambiato due chiacchiere con Goffredo De Pascale, giornalista autore di Africa Bomber (Add Editore), che sarà per la Leggevamo Quattro Libri al Bar Portichetto di Pavia il 25 settembre alle 18,00.
A.A.: Ciao Goffredo, piacere di conoscerti.
G.D.P.: Ciao Aurora, anch’io sono contento di conoscerti.
A.A.: “Africa bomber” racconta la storia di Kalapapa “Kalas” Ngeri, giovane, promettente calciatore e cantante di denuncia politico-sociale costretto a fuggire dal suo Paese.
Come hai conosciuto Kalas, e quando hai deciso di scrivere di lui?
G.D.P.: Ho conosciuto Kalas quando lavoravo a Tatami, la trasmissione condotta da Camila Raznovich in onda su RaiTre la domenica in seconda serata, e l’ho invitato nel dicembre scorso a raccontare la sua storia. L’idea di scrivere il libro è nata dall’esigenza di approfondire la vicenda:
dodici minuti per un ospite in studio sono, televisivamente parlando, tanti, ma troppo pochi per comprendere meglio la condizione di un rifugiato e quella della sua gente. Così, quando Michele Dalai, responsabile della casa editrice Add, mi ha proposto di scrivere il libro ho accettato volentieri.
A.A.: In che modo hai strutturato il tuo lavoro per “Africa bomber”?
G.D.P.: È un reportage giornalistico, una lunga intervista che ha nella fuga la parte principale a cui si intrecciano temi legati alla vita di Kalas a Port Harcourt, al suo rapporto con lo sport e la musica, con i familiari, la fidanzata, l’attività politica. Un mondo che improvvisamente è stato costretto ad abbandonare per non finire in galera e rischiare anche di essere ucciso. Nel corso dell’intervista ho inoltre inserito delle parti in corsivo in cui racconto situazioni o condizioni che possono essere utili al lettore per ambientarsi. Per esempio, come ho conosciuto Kalas oppure cos’è stata la guerra del Biafra o come si organizza un viaggio di due/tre settimane nel deserto. Il parallelo tra la spedizione di un italiano che va nel Sahara e la fuga di Kalas, a mio avviso, rende appieno la difficoltà ambientale e la tragicità della traversata.
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