Intervista a Jacopo Casiraghi
Posted By Aurora Alicino | June 4, 2010
Intervista al simpaticissimo Jacopo Casiraghi, autore de Il Circolo degli dei sognanti per Kaba Edizioni.
A.A.: Ciao Jacopo, benvenuto su Message in a Book!
J.C.: Grazie! Lietissimo di essere tuo ospite. Davvero! È interessante il nome che hai scelto per il tuo sito… nei messaggi in bottiglia ci possono essere le indicazioni per trovare un tesoro o un messaggio di “aiuto, siamo naufragati”. Spero di poter intervenire più sul versante “mappa del tesoro”, anche se a volte sento l’acqua alla gola, se capisci cosa intendo!
A.A.: He he he…
Parlaci di te.
J.C.: Mah, io sono uno psicologo clinico, faccio consulenze, mi occupo di ricerca psicosociale, coordino il numero verde Stella per il supporto dei genitori con figli affetti da distrofia muscolare, lavoro come psicologo di quartiere in farmacia a Milano, insegno come maestro di scherma e poi ho mille interessi e hobby che vanno dalla progettazione di giochi in scatola (insieme a un caro gruppo di amici) alla pittura. Diciamo che mi tengo impegnato, eh?
A.A.: Direi proprio di sì!
“Il circolo degli dei sognanti” è il tuo primo romanzo. Sei del tutto nuovo al mondo della scrittura?
J.C.: Beh, per lavoro ho scritto qualche altro libro insieme ai miei colleghi quindi nuovo nuovo direi proprio di no. Il Circolo è però il primo romanzo che ho scritto con due finalità ben precise: divertirmi e far divertire chi riuscirà a trovarlo e a leggerlo! Questa sì che potrebbe diventare una vera caccia al tesoro: di copie in giro non ce ne sono poi molte! Hehehehehe.
A.A.: Cosa ti ha spinto a scrivere letteratura per ragazzi?
J.C.: Probabilmente il fatto che io lavoro ogni giorno con il bambino (il bambino spaventato, triste, depresso, arrabbiato) che è dentro di noi. Inoltre i ragazzi sono i futuri lettori adulti e spesso scrivere per loro è un modo diretto per arrivare agli adulti di adesso. Se scrivi per un ragazzo parli chiaro e spesso anche gli adulti lo apprezzano. Sul versante “letteratura” invece mi tiro fuori. “Il Circolo degli dei sognanti” è un’avventura divertente e spaventosa che credo possa colpire il cuore di giovani e adulti. Tutto qui.
A.A.: I piccoli protagonisti del tuo romanzo raccontano storie (in particolare la stravagante Giona) che si avverano, o così pare… In effetti questa è forse l’attività preferita di ogni bambino, o almeno lo era una volta. Pensi che oggi i bambini siano ancora portati a creare qualcosa con la propria fantasia, o il mondo moderno rischia di soffocare questa dote innata?
J.C.: Scherzi? Il mondo moderno soffia vento sulle braci creative di ciascuno di noi! Oggi possiamo esprimerci, condividere, giocare, confrontarci in rete. C’è chi apre blog, chi gira filmati, chi commenta e critica, chi riesce finalmente a dare voce ai propri sogni grazie al passaparola. Siamo molto più creativi oggi rispetto a cinquanta anni fa! L’agio, la modernità, i mezzi di comunicazione e condivisione ce lo permettono. Poi c’è il discorso della qualità e dell’originalità, ma quella è un’altra storia.
Tanto per sfatare un mito: non è vero che a livello psicologico i giochi del computer appiattiscano o rimbambiscano. Come sempre dipende da come e perché si usa uno strumento!
Poi Giona mostra anche i “rischi” di una fantasia ipertrofica… perché a gettare uno sguardo sull’orrore, bla bla bla, lo sai meglio di me!
A.A.: Ti capita ancora di nasconderti, di corsa, sotto le coperte? Cosa ti fa più paura oggi?
J.C.: Io sotto le coperte ho una Tana, altro che nascondermi! È un fortino sotterraneo di sogni e storie raccontate. Sulla “corsa” concordo: sono sempre di corsa e in effetti persino quando vado a letto lo devo fare con una certa celerità!
“Oggi” ho paura degli aereoplani (quando ci volo sopra ovvio, non quando li vedo passare sparati nel cielo) e ho un orrore profondo per le mie fatture non saldate. Non so se ho risposto alla tua domanda, ma in effetti non saprei che altro aggiungere.
Anzi sì, una cosa, vorrei concludere con l’incipit del “Circolo degli Dei sognanti” (sempre utile chiudere con un inizio, non trovi?), giusto per ricordare a tutti i tuoi lettori di cosa stiamo parlando;
“Perciò, se avete preso questo libro fra le mani è perché amate le storie orribili e siete pronti a scoprire quando la paura annidata nella vostra testa deciderà di mostrarsi. Siete dei coraggiosi come Icaro e degli sciocchi come Valente, perché potreste chiudere queste pagine e andare a dormire con il sorriso sulle labbra invece che proseguire imperterriti nella lettura. Potreste evitarvi di penare e tremare al ricordo di una immagine o di una sola di quelle brutte cose che capitarono a Giona e agli altri del Circolo. Inizialmente vi faranno ridere ma poi, spenta la luce, riposto questo libro, vi verranno a cercare. Ma è questo che desiderate, no?”
A.A.: Sì, sempre utile, è vero. Lo ripeto spesso sulle pagine del mio blog: “non si arriva mai a una meta, se non per ripartire…”.
E Giona? Riprenderà a raccontare e generare mostri?
J.C: Giona ha la lingua troppo lunga! Ne sta raccontando di belle, te lo assicuro, e presto avrete modo di scoprire di cosa sto parlando. Promessa!
A.A.: Ci conto! A presto e grazie, Jacopo.
J.C.: Un caro saluto a tutti!






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