Message in a Book

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Dialogo con le Edizioni il Foglio Letterario

Posted By | July 18, 2009

il-foglio-letterarioMi trovo a colloquio con alcuni responsabili delle Edizioni Il Foglio Letterario: Gordiano Lupi (Direttore Editoriale), Vincenzo Spasaro (Direttore della collana Fantastico e Altri Orrori) e Fabio Zanello (Direttore della collana Cinema).
Benvenuti su Message in a Book! Possiamo cominciare…

A.A.: Il Foglio Letterario è nata come rivista. Qual era il progetto iniziale? Cosa è cambiato da allora a oggi?

G.L.: Sono cambiate molte cose. Il progetto iniziale del maggio 1999 (abbiamo compiuto dieci anni da poco!) era quello di fare una rivista che riscoprisse e valorizzasse il patrimonio letterario di Aldo Zelli, il più importante narratore per ragazzi della nostra città (Piombino), e della poetessa Maribruna Toni. Volevamo pubblicare i loro inediti, riscoprire le opere dimenticate e al tempo stesso valorizzare nuovi e giovani autori. Il progetto di partenza non è dimenticato, perché abbiamo una collana di libri per ragazzi dedicata ad Aldo Zelli e abbiamo pubblicato il Meridiano di Maribruna Toni, ma abbiamo allargato la nostra visione a livello nazionale e ad altri campi prima non sperimentati. La rivista adesso viene fatta a Cesena ed è unita a Historica e Progetto Babele. Se ne occupano due giovani in gamba come Francesco Giubilei e Marco Capelli. Noi facciamo libri e – credimi – forse ne facciamo pure troppi, per il riscontro economico che ci danno. Abbiamo messo un po’ da parte la narrativa pura (che vende poco) e per la poesia chiediamo un minimo coinvolgimento dell’autore. Lavoriamo bene su Cinema, Fumetto, Narrativa Cubana, Fantastico, ma anche su Saggistica di argomenti insoliti (dark, Johnny Cash, esoterismo…).

A.A.: Quando e come il Foglio Letterario è diventata Casa Editrice?

G.L.: Nel 2003 siamo diventati casa editrice, cominciando a pubblicare supplementi della rivista e ristampando Kaslan, il primo libro di Aldo Zelli e l’inedito (datato 1979) Putifarre e Serafino. Pubblicammo anche un inedito di Maribruna Toni (adesso ne Il Meridiano) e il mio libro per ragazzi L’età d’oro, dedicato a José Martí. Ricordo che nel progetto originale facevano parte Maurizio Maggioni e Andrea Panerini, due compagni di viaggio che gli eventi della vita hanno allontanato per diversi interessi. Pubblicammo anche due libri di poesie scritti da Panerini e Maggioni, ma non rammento bene i titoli, sono fuori catalogo. Negli anni successivi ci siamo allargati e sono entrati nuovi collaboratori validi come Vincenzo Spasaro (Fantastico) e Fabio Zanello (Cinema).

A.A.: Come sono stati questi dieci anni di editoria?

G.L.: Duri, molto duri. Il nostro bilancio è faticosamente in pareggio, ma passiamo periodi durante i quali ci chiediamo perché lo facciamo. Abbiamo avuto delle soddisfazioni. Qualche anno fa un nostro libro è finito tra i dieci dello Strega e il suo autore adesso pubblica per Bompiani. Non vorrei dire il nome, però. Non si è comportato benissimo. Come lui non cita noi sui suoi libri Bompiani, consentitemi di non citare lui nelle interviste. Altri autori nostri sono passati a editori più grandi: Gianfranco Franchi adesso pubblica con Castelvecchi e Arcana (ma spero che non ci abbandonerà del tutto). Alejandro Torreguitart è uscito per Stampa Alternativa e A.Car. Sacha Naspini, forse, passerà a un editore medio – grande… La funzione del piccolo editore è proprio quella di fare scouting, no?

A.A.: Tu dici?

G.L.: Diciamo che è il compito principale, almeno per narrativa e poesia. Sto parlando di editori come siamo noi, eh? Non mi riferisco alle “macchine per far soldi”… Per quel che riguarda la saggistica, invece, il nostro compito è quello di coprire i vuoti lasciati aperti dalla grande editoria, coprire le nicchie di intreresse. Vedi il cinema di genere italiano e americano, vedi la musica di Johnny Cash, il dark, i fumetti manga, i super eroi, vedi l’esoterismo…

A.A.: Qual è la vostra linea editoriale?

G.L.: Mi pare di aver già risposto. Puntiamo molto sui giovani scrittori di narrativa, ma soprattutto su saggistica di nicchia, cinema, fumetto, fantastico e scrittori cubani.

A.A.: Vincenzo, parlami di Fantastico e Altri Orrori, collana di punta del Foglio.

V.S.: ‘Fantastico e altri orrori’ è nato nel 2005 con l’intento di pubblicare (buona) narrativa di genere. Horror, fantastico, giallo, gotico, fantascienza, fantasy eccetera. Nasce dalla storia del Foglio come casa editrice da sempre molto attenta a questo tipo di narrativa e di Gordiano come autore di genere.
Credo che Gordiano abbia scelto me come direttore vista una certa mia esperienza in materia.
Dopo quattro anni, posso dire che il lavoro fatto è davvero degno d’interesse, tenendo sempre conto della prospettiva di una casa editrice piccola e indipendente che ha nella difficoltà di distribuzione e pubblicità il suo nodo fondamentale. Ricorda inoltre che lavorare sulla letteratura di genere italiana è davvero un azzardo, visto che il mercato è occupato quasi esclusivamente dagli anglosassoni.
Abbiamo letteralmente scoperto un autore, Maurizio Cometto, che viene da più parti visto come il maggiore scrittore del fantastico italiano. Abbiamo pubblicato un western horror di Luca Barbieri che si pone con autorevolezza nel solco di certa tradizione americana, da King a Lansdale. Gordiano lupi ha riunito in un lavoro unico un romanzo e dei racconti violenti di ambientazione cubana che lasciano trasparire una profonda denuncia sociale. Giovanni Buzi ha da poco fatto uscire un thriller erotico. Ma soprattutto abbiamo appena pubblicato ‘Veleno – 10 storie per non dormire’, che considero la summa di quattro anni di lavoro e che contiene racconti di suspense molto vari per trama e idee ma tutti davvero sopra la media.
Abbiamo lavorato portandoci dietro la difficoltà intrinseca del pubblicare narrativa di genere al di fuori dei circuiti di mercato consolidati e riservati alle grandi e medie case editrici.

A.A.: Negli ultimi anni abbiamo però assistito a un “ritorno al fantastico”, dovuto forse soprattutto all’uscita di alcuni film che hanno avuto il merito di avvicinare il grande pubblico a questi generi (prima il fantasy, ora il filone vampiri). Questo fenomeno non vi ha in qualche modo aiutati?

V.S.: Per nulla. In Italia il genere fantastico significa letteratura per ragazzi, spesso scritta da ragazzi. I migliori non emergono, purtroppo. A meno che, per caso, i migliori non siano anche ballerine, comici, amici di e figli di.
Il nostro problema reale è la distribuzione. Se nessuno sa che esisti, virtualmente non esisti. Proprio ieri mi è capitato di leggere un thriller italiano di un esordiente pubblicato da una grande casa editrice in cui, nella seconda di copertina, si strombazza la grande attesa del pubblico prima ancora che il libro fosse pubblicato: un nonsense che nasconde la grande operazione commerciale. Il pubblico vede il libro dappertutto e pensa: “ma davvero tutto il mondo lo attendeva al varco? Devo comprarlo anch’io”.
Adesso prova a fare il ragionamento al contrario e ottieni la realtà del Foglio. E’ proprio per questa situazione di nicchia che ci siamo specializzati su argomenti inconsueti, come un fantastico che non fosse fantasy zuccherosa per ragazzi. Abbiamo privilegiato la qualità di un’opera che sia vendibile e appetibile per il grande pubblico, nell’ipotesi che il grande pubblico si accorga di noi… E, se non se ne accorge, resta la qualità. Meglio di niente, no?

A.A.: Beh, certo, la carta che le piccole Case Editrici possono giocare è senz’altro la qualità!

Altra collana di successo è Cinema. Fabio, a te la parola.

F.Z.: La collana cinema Split Screen prende il suo nome da quel modulo espressivo, nato nel cinema americano dei Sessanta, in cui lo schermo si suddivide in due o più inquadrature, che mostrano azioni nella stessa unità di tempo ma talvolta in luoghi diversi. La mia scelta è caduta su questo nome per esprimere un’allegoria carica di suggestioni che vanno dall’analisi a 360° dei registi e fenomeni del cinema contemporaneo alla riscoperta critica di autori sottovalutati o incompresi (vedi la monografia da me curata su Mel Gibson regista/attore oppure quella di Mario Gerosa prossima ventura dedicata a Terence Young, a torto considerato spesso solo il regista dei primi 007). Fra i tredici titoli all’attivo, tutti caratterizzati da cover accattivanti, quelli che finora ci hanno dato le maggiori soddisfazioni sono i volumi dedicati a Paul Thomas Anderson, a Johnnie To, all’animazione giapponese, a Lucio Fulci e a Sam Raimi, che è stato adottato come testo nei corsi di cinema a Trieste. Inoltre Split Screen è diventato progressivamente un laboratorio di critica cinematografica, dove lanciare nuovi talenti come Fabio Migneco che recentemente ha pubblicato con noi una monografia su Robert Rodriguez e ospitare fra le nostre pagine studiosi illustri come Marco Muller, direttore della Mostra del cinema di Venezia, come è accaduto per il libro su Satoshi Kon e Antonio Monda, che ha firmato la prefazione dello studio di Mondella su PT Anderson.
Per il futuro sono previste monografie su Tsukamoto Shinya, David Fincher e l’Actor’s Studio, ci stiamo infatti impegnando a dare ai cinefili dei prodotti che riescano a coniugare la passione con l’accademismo.Un esperimento ambizioso che vuole stare al passo con l’evoluzione della nuova critica cinematografica.

A.A.: Il Foglio ha una collana dedicata alla letteratura cubana contemporanea. Da cosa deriva questo particolare interesse?

G.L.: Non è un mistero che Cuba rappresenti un mio forte interesse culturale, da dodici anni a questa parte. Tra l’altro mi prendo il merito di aver scoperto e lanciato in Italia la blogger Yoani Sánchez, che traduco da prima che diventasse famosa e che ha pubblicato Cuba libre per Rizzoli, da me curato. Nella collana cubana abbiamo lanciato il narratore della vita quotidiana Alejandro Torreguitart, autore irriverente che segue le orme di Pedro Juan Gutiérrez per raccontare le cose che non vanno nella sua terra. Cito anche un bel libro di poesia come Età di paura al freddo di William Navarrete e Versi tra le sbarre dei poeti giornalisti prigionieri di Castro. Altro bolle in pentola, ma servono fondi…

A.A.: È possibile per gli esordienti inviare proprie opere?

G.L.: Certo. A questo link trovate tutte le indicazioni: manoscritti.

(n.d.r.: Esiste anche una collana fuori catalogo, che però prevede contributo, e per la quale vi rimando al sito: Promo.)

A.A.: Come funziona la valutazione di manoscritti?

V.S.: Per quel che riguarda i manoscritti, la politica è quella di non guardare in faccia nessuno. Gordiano ti potrà confermare che abbiamo cassato un ‘grande’ autore italiano perché i testi proposti erano inadeguati, mentre io ho conosciuto gli autori pubblicati nella collana sempre e solo dopo averli scelti.
Considera che le uscite sono forzatamente poche e calibrate, per cui siamo costretti a lasciare fuori molti autori.
In ogni caso nella pubblicazione si segue il criterio di un editing professionale e della riscrittura dei testi insieme all’editor.

A.A.: Quali sono i punti fondamentali del contratto che proponete?

G.L.: Mi pare di aver detto tutto nel punto precedente. Aggiungo che paghiamo i diritti d’autore (in misura del 6 per cento) solo se il libro vende più di 300 copie. Per le copie che l’autore prende in proprio ha un 30 per cento di diritti.

A.A.: Come sono organizzate distribuzione e promozione?

G.L.: Rimando al sito alla pagina distribuzione.
Aggiungo che la nostra è una piccola distribuzione, ma ogni nostro libro su richiesta può essere acquistato ovunque. A breve apriremo anche la vendita di e-book.

A.A.: Benissimo, grazie e a presto!


About The Author

Aurora Alicino nasce nel 1979 a Pavia. Consulente informatico e giornalista pubblicista, ha collaborato negli anni con alcune realtà editoriali. Da febbraio 2008 entra in contatto con Edizioni XII in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi del montaggio audio video dei booktrailer e di lavori multimediali. Nel novembre 2010, sempre in Edizioni XII, entra a far parte della Redazione con il ruolo di Web Supervisor.

Comments

10 Responses to “Dialogo con le Edizioni il Foglio Letterario”

  1. patrizia garofalo says:

    Buongiorno a tutti, sono patrizia garofalo e non sono un’esordiente. Giorgio Caproni scrisse per me l’unica sua prefazione.
    Mi occupo di poesia e critica letteraria e sono alle sesta pubblicazione. Sono andate bene le vendite , le presentazioni e la omunicazione con il pubblico che è quella che m’interessa di più
    Il Foglio è una casa editrice seria e consapevole dei suoi limiti ( intendo finanziari) ed è seria perchè composta da persone colte e non da imprenditori. Non ho pensato di passare ad altro editore , Gordiano Lupi che conosco personalmente e con cui ho a lungo parlato e discusso anche ( è un caratteraccio) è uno scrittore a largo raggio. Mi sono occupata di recensire tutte o quasi le sue pubblicazioni e presentarlo in varie situazioni. Oggi conosco talmente bene i testi su Cuba che li ho metabolizzati come fossero anche per me motivo di lotta e poesia tanto che alcuni critici mi hanno scritto che nel mio ultimo libro i versi traspaiono quasi un’origine cubana.Le mie recensioni su lui sono disponibili a chi volesse dargli spazio ampio e discusso e di confronto.
    Per il resto ,la partecipazione che chiede per la pubblicazione è solo un grazie che dovremmo dirgli e che spesso è dimenticato, obliato con la supponenza che spesso fa impallidire chi veramente crede all’arte in modo umile ma penetrante e ha destinata ad essa la sua vita.
    a tutti anche a chi non conosco l’invito ad un proseguimento di successi e di ricerca.
    patrizia garofalo

  2. Ed io faccio tanti auguri a Gordiano ed a tutto lo Staff, sperando che la strada sia solo in leggera salita visto le difficoltà che i piccoli editori incontrano sul loro cammino.

  3. sono Cristina Bove, scrivo poesie, e ho pubblicato con il Foglio, già due sillogi, “Fiori e fulmini” e “Il respiro della lluna”. La terza ” Attraversamenti verticali” uscirà a settembre.
    Mi sono trovata sempre bene con Gordiano Lupi e e con il Direttore della collana di Poesia . Con Historica è stata pubblicata un’Antologi da me promossa e organizzata con Autori vari presenti sul mio blog “Il giardino dei poeti”.
    So per averne letto, che tutti i libri sono curati e che gli argomenti trattati, qualsiasi sia la collana, sono interessanti e attuali.
    L’unico mio cruccio è non poter presenziare alle varie fiere e presentazioni dei libri, per motivi assolutamente indipendenti dalla mia volontà.
    Auguro a Gordiano ancora tanti successi, e non solo come Editore, ma anche come Scrittore.

  4. Confermo di avere un caratteraccio, ma sono una persona sincera. Meglio difficili che ipocriti, no?

    Lupi

  5. patrizia garofalo says:

    sicuramente si, lo conferma il resto del mio scritto.
    patrizia garofalo

  6. ospite65 says:

    beh certo dire di non ricordarsi dei titoli dei libri scritti e pubblicati da Panerini e Maggioni mi sembra un’arroganza notevole, visto che non saranno capolavori ma sono pubblicazioni che non sono spazzatura (anche paragonati a successive pubblicazioni della stessa casa editrice) e visto che sono i due co-fondatori del tutto (e nel caso di Andrea Panerini, che mi onoro di aver conosciuto di persona due anni fa a una fiera della poesia, si tratta di colui che ha avuto l’ispirazione originaria). non voglio commentare l’attuale produzione editoriale della sua casa editrice (che alterna robaccia commerciale a cose anche notevoli, ed è questo il peccato) ma forse dovrebbe spiegarci perchè nel giro di due anni ha perso due persone sulle tre che hanno fondato la casa editrice (Panerini nel 2005 e Maggioni nel 2007) ed è rimasto solo al comando. La spiegazione che le vicissitudini della vita li hanno portati altrove (quando si può collaborare a un progetto editoriale anche dall’Australia con le moderne tecnologie) non convince proprio nessuno, caro Lupi…

  7. Stimo molto Andrea Panerini e Maurizio Maggioni, ma la loro uscita dal Foglio Letterario è dipesa da scelte personali. Mi pare che il mio commento fosse di stima e non certo denigratorio. Solo il fatto che ne abbia parlato lo conferma, altrimenti avrei omesso. Entrambi hanno pubblicato buoni libri con noi, come Tra magia e satanismo (Maggioni) e alcune opere di poesia Panerini. So che fanno cose egrege con altri editori. Volevo solo dire che hanno preso altre strade. Non potevo legarli alle mie idee. La produzione del Foglio si articola in diverse collane. Non tutto può piacere a tutti. Logico. Il Foglio vive da dieci anni, i collaboratori si sono avvicendati, ma l’idea di base è rimasta. Funziona così quando non si fanno le cose per denaro. Adesso abbiamo pure un minimo di attivo, possiamo pagare chi ci tiene il sito, un grafico e un commercialista. La casa editrice rispecchia le passioni di chi ci lavora. Mi pare abbastanza. Ultima cosa: perchè non firmarsi? Mica ha detto niente di offensivo…

  8. Ospite65, esistono case editrici che pubblicano solo robaccia di autori locali che non sanno scrivere neppure in italiano corretto: basta pagare. Di loro che cosa mi dice? I libri di Panerini si intitolavano: De Aegretudibus… e gli altri non li ricordo! Sarà un reato? In dieci anni ho fatto tante di quelle cose… vuole che mi ricordi i titoli dei libri di Panerini? Ce li dica lei, se sono così importanti… Io non ricordo neppure i titoli dei miei…

    Lupi

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