Concorsi: perché partecipare?
Posted By Aurora Alicino | May 11, 2009
Avete tra le mani un vostro racconto che vi sembra bello? Originale? Forse addirittura geniale?
Benissimo: mettetelo alla prova con dei concorsi.
Perché?
- Potrete testare l’effettiva validità della vostra opera. (Ma non scoraggiatevi se non vincete: non è detto che quel che scrivete sia “brutto”). A tal proposito, vi consiglio di spedire lo stesso racconto a più concorsi, anche contemporaneamente, se non è vietato espressamente dal regolamento degli stessi.
- Potreste trovarvi a dover scrivere racconti seguendo una consegna (avete presente i temi di fantasia che ci davano da scrivere a scuola?), infatti alcuni concorsi sono a tema. Vi consiglio di provare anche questi, si tratta di un ottimo esercizio.
- Leggendo con attenzione i racconti vincitori, potreste individuare quali sono le motivazioni che hanno spinto la giuria a preferire quelli al vostro, traendone insegnamenti per migliorare la vostra tecnica. Se possibile, leggete anche i racconti vincitori delle precedenti edizioni del concorso, in modo che possiate farvi un’idea prima di scrivere o modificare e spedire la vostra opera.
- Molte case editrici si affidano principalmente, se non unicamente, a concorsi e selezioni per scegliere i prossimi libri da pubblicare. È molto meglio allora sfruttare queste possibilità, piuttosto che inviare il proprio scritto direttamente alla casa e rischiare che non venga nemmeno preso in considerazione.
- Nel momento in cui dovrete scrivere una lettera di presentazione, per accompagnare una vostra opera da inviare a una casa editrice, farebbero un bell’effetto dei concorsi vinti o nei quali siete stati segnalati (evitate però di dire “ho vinto il concorso del mio quartiere”…).
Concorsi gratuiti o a pagamento?
Esistono diverse filosofie a riguardo.
Io, personalmente, preferisco scegliere concorsi gratuiti o la cui quota di partecipazione non superi i 10-15 euro, anche perché, se si iniziasse a partecipare a molti concorsi, le proprie finanze potrebbero presto risentirne!
Tuttavia, molto dipende dalla qualità del mio racconto (per averne un’idea è necessario – come già detto – il confronto con altri scrittori) e dalla serietà del concorso in sé.
Mi spiego:
parteciperò al Premio Italo Calvino (in assoluto il più prestigioso per il MainStream in Italia) anche se la quota d’iscrizione è 55 euro, ma soltanto se, obiettivamente, il mio romanzo può considerarsi all’altezza.
Viceversa, se il mio quartiere indìce un concorso per racconti, deciderò di partecipare solamente se è gratuito, e potrò inviare il mio scritto con più tranquillità anche se ho ancora qualche dubbio sulla sua bontà, che non sono riuscita a togliermi nemmeno chiedendo ad altri.
Prossimamente riporterò un elenco di concorsi (anche detti “premi”) letterari che ritengo buoni. Chissà che non riesca a stuzzicarvi l’appetito…
Intanto vi ricordo quelli che ho già segnalato qui nel blog nella rubrica Selezioni e Concorsi.
Occhio al regolamento!
Prima di spedire la nostra opera a un concorso, assicuriamoci di aver letto attentamente il bando o regolamento in ogni sua parte.
Vi sembrerà una precisazione inutile, ma sappiate che molti racconti o romanzi vengono cestinati proprio perché l’autore non ha seguito scrupolosamente le regole stabilite.
Nel bando troviamo:
- il genere di scritti ammessi. Inutile spedire un romanzo Fantasy quando il concorso è per MainStream.
- Il numero massimo (e talvolta anche minimo) di battute. Per “battuta” si intende qualsiasi carattere alfanumerico che “battiamo” sulla tastiera quando scriviamo, compresi spazi e punteggiatura. (La precisazione su spazi e punteggiatura può variare da concorso a concorso.) Se invece si parla di “cartelle”, tenete conto che una cartella corrisponde a 2000 battute.
- Regole di vario tipo, anche tipografiche, per esempio se nei dialoghi vanno usate le virgolette, i caporali o il trattino.
- I diritti di pubblicazione. Ponete particolare attenzione a questo aspetto: di solito, a un concorso vi verrà chiesta l’autorizzazione a pubblicare gratuitamente la vostra opera, oppure vi verrà chiesto di cedere i diritti di prima pubblicazione. Non cedete mai i diritti di pubblicazione e/o di proprietà dell’opera in via definitiva!
Leggete bene, prima di firmare, l’eventuale contratto che vi viene proposto: potrebbe anche chiedervi il diritto di pubblicazione a tempo indefinito ma, in tal caso, deve necessariamente contenere la clausola di diritto di recesso senza penalità.
Premi in palio.
Alcuni concorsi mettono in palio dei soldi, altri la pubblicazione dei racconti o romanzi vincitori, altri ancora premiano sia con la pubblicazione sia con una cifra in denaro.
Quali privilegiare?
Il mio consiglio è di puntare alla pubblicazione, ponendo attenzione al regolamento nella parte che parla di distribuzione dei libri pubblicati.
Infatti, vincere anche una bella cifra, solitamente tra i 500 e i 3000 euro, darebbe sicuramente una bella soddisfazione, ma il vostro nome verrebbe presto dimenticato. Questo almeno nella maggior parte dei casi.
Molto meglio invece non guadagnarci nulla ma vedere la propria opera “su carta”, in un’antologia (nel caso di racconti) in vendita online e magari, se gli organizzatori del concorso ne hanno i mezzi, persino in libreria!* Il vostro nome potrebbe iniziare a circolare nell’ambiente e tra gli appassionati del genere. Ahimè, il grande pubblico non acquista facilmente libri di autori sconosciuti, ma ricordatevi sempre che il passaparola è l’arma degli esordienti.
Per qualsiasi dubbio sul regolamento, o se non sono comprese regole che vi sembrano importanti, non esitate a chiedere spiegazioni agli organizzatori dei concorsi!
Se desiderate un consiglio, sono anch’io a vostra disposizione: potete scrivere un commento a questo articolo, o contattarmi in privato via e-mail.
Un consiglio che va sempre bene: una volta ultimato il vostro racconto (o romanzo) mettetelo in un cassetto e lasciatelo lì da solo per un po’.
Lasciate che passi del tempo, non pensateci più, e riprendete in mano il vostro racconto solo quando ve ne sarete quasi dimenticati. In questo modo potrete rileggerlo come se l’avesse scritto qualcun altro e troverete sicuramente qualcosa da aggiungere, togliere o modificare, migliorandolo ulteriormente.
*Se andiamo a guardare, tra i prodotti più acquistati online ci sono proprio i libri, quindi nulla di male se qualcosa di nostro viene venduto o distribuito solamente via web e non in libreria.






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