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Intervista a Andrea Modesti, Illustratore

Posted By | April 18, 2009

Cavaliere davanti al castello di Marksburg

Cavaliere davanti al castello di Marksburg

Andrea Modesti e io ci conosciamo da parecchi anni, ho sempre apprezzato i suoi disegni e oggi vorrei farvelo conoscere.

Qui accanto, una delle sue bellissime tavole. All’interno dell’intervista ne troverete altre, ma le lascerò commentare a lui. Cliccando sulle immagini, potrete vedere le tavole ingrandite.

A.A.: Ciao Andrea

A.M.: Ciao Aurora

A.A.: Innanzi tutto, come è nata la tua passione per il disegno?

predone-vichingo

Predone vichingo

A.M.: Non è possibile trovare un momento preciso. Direi piuttosto che è una passione che è sempre esistita. Ho sempre disegnato da bambino, e tanto: a casa al pomeriggio e alla sera; al mare preferivo di gran lunga disegnare che andare alla spiaggia; alle medie disegnavo fumetti inventati da me.
Poi sono arrivati gli studi artistici e, grazie a questi, ho potuto incanalare una passione istintiva in qualcosa di più consapevole. Posso però dire quando è nata esattamente la mia passione per l’illustrazione storica, perché c’è stato un momento preciso. Nel 1995, frequentavo l’Accademia e, a Milano, ho scoperto i primi volumi illustrati dal grande Angus Mcbride. E’ stata una folgorazione.

A.A.: So che sei diplomato a Brera.
Cosa significa la tua esperienza di v
ita e di studio all’Accademia?

A.M.: Al di là del giudizio sull’arte contemporanea e sui metodi di insegnamento artistico a livello accademico, ho avuto soprattutto la possibilità e la fortuna di frequentare dei corsi di storia dell’arte (ciò che amavo di più) splendidi e tenuti da grandi docenti, che ringrazio ancora oggi per la preparazione che mi hanno dato, unita all’abitudine a una ricerca storica rigorosa.
E l’esperienza complessiva, anche se allora ci lamentavamo dei disservizi macroscopici, è stata significativa e bella.
Ma soprattutto ho instaurato delle grandi amicizie!

Donna seduta con sfondo di città gotica

Donna seduta con sfondo di città gotica

A.A.: Parlami della tua arte. Che tecniche usi?

A.M.: Subito dopo l’Accademia, per lavoro, usavo soprattutto gli acrilici e le idropitture, ovvero i colori più usati nel campo della decorazione d’interni, il settore dove lavoravo all’epoca.
Ora, per l’illustrazione, uso finalmente la mia tecnica preferita: l’acquerello, anche se spesso in un modo un po’ poco convenzionale, misto alla variante gouache.
E’ il modo più adatto a rendere certi dettagli minuti e certe caratteristiche dei materiali necessari nell’illustrazione di storia. L’acquerello da “puristi” però non l’ho abbandonato. La sua impalpabile leggerezza è perfetta per i paesaggi.
Da quanto appena detto si sarà capito che il mio tema preferito è dunque l’illustrazione di storia e di temi storici. Da quando ho scoperto questo mondo affascinante ho sempre continuamente ampliato e approfondito le mie conoscenze storiche e tecniche del campo.

A.A.: Traccia un curriculum della tua esperienza lavorativa.

A.M.: Come accennavo, dopo Brera ho fatto il decoratore e pittore di trompe l’oeil per uno studio di restauri. Poi alcune collaborazioni con piccoli editori e agenzie pubblicitarie e, dal 2004, la collaborazione con l’editore Auriga Publishing e la rivista specializzata Soldatini, per la quale ho realizzato svariate illustrazioni e articoli di carattere storico. Tutti quei lavori mi hanno dato la possibilità di affrontare e approfondire i più diversi periodi ed eventi storici. Nel frattempo sono continuate le collaborazioni con autori e associazioni culturali.

A.A.: Cosa ti piacerebbe fare in futuro?

Oplita greco

A.M.: In futuro mi piacerebbe naturalmente continuare a fare l’illustratore! E continuare a lavorare nel settore storico sarebbe fantastico, magari anche approfondendo certi temi piuttosto trascurati nel nostro Paese. Però noto con amarezza che l’aria che tira non promette molto bene. Il settore, che potrebbe avere un potenziale enorme, specialmente con l’interessamento dei musei, è sempre più una cenerentola. In certi paesi i musei cercano l’aiuto degli illustratori storici per supportare didatticamente le loro esposizioni, e, magari, attirare e appassionare un pubblico giovane. Inutile dire che da noi non è esattamente così, e vige un disinteresse generale.
Che dire, speriamo! Speriamo che la cenerentola trovi i suoi riconoscimenti e i suoi meritati spazi. E che la pittura, quella vera col pennello e i colori, con il risultato finale che si può toccare, e che trasmette l’anima di chi dipinge e non il programma che si usa, possa vivere una nuova giovinezza con le future generazioni.

A.A.: Andrea, parlami delle tavole che ho pubblicato qui…

A.M.: D’accordo! Con “Cavaliere davanti al castello di Marksburg” ho cercato di cogliere l’essenza stessa del Medioevo tedesco. Marksburg è un castello sul Reno che domina dall’alto del suo sperone roccioso la cittadina di Braubach. E’ una costruzione risalente in gran parte alla fine del Trecento e al primo trentennio del Quattrocento e si sviluppa, in un crescendo di edifici dalla componente spiccatamente verticale, attorno alle sue torri.

donna-alla-fontana-di-miltenberg

Donna alla fontana di Miltenberg

Come tanti altri meravigliosi castelli tedeschi sembra proiettare, tramite le sue torri e guglie, la roccia su cui nasce verso il cielo. Davanti al castello ho messo un cavaliere della stessa epoca (e della famiglia nobile che possedeva il maniero), fondamentale per completare l’immagine di un periodo storico, quello del “gotico fiammeggiante” o “cortese”, che vide lo sviluppo estremo del linearismo ornamentale e del colorismo gotici. Il cavaliere segue infatti la moda del tempo: elmo a bacinetto, vesti decorate e maniche a “foglia di quercia”.

Il discorso è simile per l’illustrazione “Donna alla fontana di Miltenberg”, uno scorcio della piazza, stavolta cinquecentesca, della splendida cittadina bavarese. Il disegno l’ho praticamente fatto sul posto, ho solo aggiunto alla fine la figura in abiti della fine del Cinquecento, quasi in “postproduzione”.

L’illustrazione con il vichingo rappresenta un guerriero svedese del X secolo durante un’incursione sulle rive orientali del Baltico. E’ una delle ultime della stagione, come si può capire dai colori autunnali dei boschi.

L’oplita greco raffigura il tipico cittadino-soldato della Grecia classica, l’oplita appunto, armato di scudo (dal quale deriva il nome) e lancia. E’ un soldato ateniese, e sta partendo con i suoi compagni durante la Guerra del Peloponneso (431-404 a.C.).

guerriera-scita

Guerriera scita

La donna seduta con la città gotica sullo sfondo riprende le atmosfere della prima illustrazione, spostate avanti di qualche decennio, alla fine del XV secolo. Anche questa veduta rappresenta un luogo reale, naturalmente.

La donna guerriera, realizzata per la rivista specializzata “Soldatini” a corredo di un articolo sugli eserciti al tempo di Alessandro Magno, raffigura una nobile scita, ossia appartenente a quella popolazione di grandi cavalieri e arcieri stanziati nelle steppe della Russia meridionale. La loro influenza fu enorme, tanto nelle tecniche belliche, quanto nella cultura quotidiana. L’abitudine al combattimento di alcune loro donne può aver ispirato il mito greco delle amazzoni.

A.A.: Ho fortemente voluto, in particolare, questa donna guerriera! Grazie Andrea, e in bocca al lupo per il tuo futuro!

A.M.: Crepi il lupo!

E’ possibile contattare l’illustratore all’indirizzo e-mail: a.modesti@yahoo.it


About The Author

Aurora Alicino nasce nel 1979 a Pavia. Consulente informatico e giornalista pubblicista, ha collaborato negli anni con alcune realtà editoriali. Da febbraio 2008 entra in contatto con Edizioni XII in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi del montaggio audio video dei booktrailer e di lavori multimediali. Nel novembre 2010, sempre in Edizioni XII, entra a far parte della Redazione con il ruolo di Web Supervisor.

Comments

4 Responses to “Intervista a Andrea Modesti, Illustratore”

  1. Gian Carlo says:

    Intervista molto interessante e bellissime illustrazioni!

  2. Riccardo says:

    Molto interessante questa intervista che pone in luce diversi aspetti nel campo dell’illustrazione; davvero belle e molto curate le tavole dell’artista Andrea Modesti, un talento a cui, speriamo, venga data presto l’opportunità di farsi conoscere al grande pubblico!

  3. Ilaria says:

    Bravo Andrea, ha fatto bene a inseguire la sua passione, i risultati sono sotto gli occhi di tutti…. complimenti!

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