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Il Divoratore – Lorenza Ghinelli

Posted By | February 17, 2009

il-divoratoreIl Divoratore racconta alcune scomode realtà che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, tinte da pesanti pennellate surreali che ne fanno un ottimo horror psicologico.

I bambini sono spugne che assorbono umori ed elettricità circostanti e li ributtano fuori con ingenua spontaneità. Come se ogni cosa fosse lecita.
I bambini sanno essere molto crudeli. La cattiveria, così come la bontà, è nella natura umana, ma quando si è piccoli gli argini ancora non sono stati costruiti: non vi sono limiti né difese dagli eccessi di emotività, eccitazione, immaginazione. Come se ogni cosa fosse possibile.

Alice è un’educatrice che si scontra con tutto questo, trovandosi suo malgrado a combattere gli orrori generati e percepiti dalle menti di bambini problematici. L’unica a poter credere alle loro terrificanti fantasie. La sola che possa sperare di sconfiggerle.

Lorenza Ghinelli ama utilizzare figure retoriche ed espressioni ricercate che possono a tratti disorientare il lettore, ma il più delle volte arricchiscono invece la scena di immagini di forte impatto.

Titolo: Il Divoratore
Autore: Lorenza Ghinelli
Casa Editrice: Edizioni il Foglio
Sito web: www.ilfoglioletterario.it
ISBN: 9788876061714
Prezzo: 12 €
Anno: 2008
Collana: Narrativa Contemporanea
Genere: horror


About The Author

Aurora Alicino nasce nel 1979 a Pavia. Consulente informatico e giornalista pubblicista, ha collaborato negli anni con alcune realtà editoriali. Da febbraio 2008 entra in contatto con Edizioni XII in qualità di lettrice, editor e correttrice di bozze, oltre a occuparsi del montaggio audio video dei booktrailer e di lavori multimediali. Nel novembre 2010, sempre in Edizioni XII, entra a far parte della Redazione con il ruolo di Web Supervisor.

Comments

2 Responses to “Il Divoratore – Lorenza Ghinelli”

  1. LoomPharade says:

    Io spero vivamente che tu stia scherzando, sono a metà del libro, e finora mi sembra un accozzaglia di spunti raffazzonati con il palese (ma fallimentare) intento di emulare Ammaniti. Espressioni ricercate? Ma stiamo scherzando? Metafore come “l’oscurità sapeva di sale” possono secondo te provenire da una che sa usare la lingua italiana, e questo è un esempio. I peggiori luoghi comuni si riversano in questo libro: il bambino autistico che rappresenta il tramite col serial killer, le visioni tramite i sogni, l’educatrice-interprete, madonna che palle…
    Aurora, lo ho come il presentimento che questo libro non sia piaciuto neppure a te e e ne abbia dovuto fare una recensione un pò buonista, diciamo così.

  2. Mi spiace che tu non abbia gradito questo libro.
    Del resto, ognuno ha i propri gusti e io posso solo essere interprete dei miei, ma il lettore di questo blog è comunque avvertito (vedi nella sezione “Contattami”).
    Però, permettimi di farti notare che – appunto – di gusti si tratta, e di null’altro. Non puoi dire che la Ghinelli non sappia scrivere: ha un suo stile molto particolare che può piacere oppure no, non lo nego. Io stessa ho affermato che talvolta lascia “disorientati”: alcuni accostamenti sono forse degli azzardi, ma proprio per questo ho apprezzato la sua scelta di utilizzarli. A volte, per differenziarsi dagli altri, bisogna rischiare qualcosa.
    Per quanto riguarda me, nella già citata sezione “Contattami” puoi leggere che recensisco – almeno per il momento – solo i libri che mi sono piaciuti. Dunque non ho “dovuto” fare proprio nulla. Se un libro non incontra il mio favore, semplicemente non ne parlo. Se invece ne rimango soddisfatta, ho piacere a comunicarlo agli altri. Se vuoi fidarti di me, qui leggerai solo e sempre il mio parere sincero e disinteressato.
    Ciao… A proposito, il tuo nome?

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